La controversa vicenda della mozione approvata dal parlamento per sollevare conflitto di attribuzione sul pietoso caso di Eluana Englaro dopo la sentenza della cassazione favorevole ad interrompere le terapie per tenerla in vita, è emblematica della ambiguità che caratterizza i due maggiori schieramenti politici e della loro inadeguatezza a fronteggiare i nuovi problemi della modernità, siano politici, sociali, economici o, come in questo caso, etici.
La peggiore figura, ancora una volta, è toccata al centro-sinistra, soprattutto al PD. Si è avuta in primo luogo una divaricazione tra il partito di Di Pietro e quello di Veltroni. Ma, ciò che è peggio, c’è stata la palese impossibilità ad assumere una posizione purchè fosse da parte del PD, paralizzato dai contrasti tra gli ex Margherita e gli ex DS. Una impossibilità esibita senza pudore con la ingloriosa fuga, alla Camera come al Senato, al momento del voto.
Il PDL, al contrario, ha dimostrato compattezza: ma si tratta di un serrare le fila tutt’altro che meritorio. Noi non ci scandalizziamo perché deputati e senatori di centro-destra hanno ribaltato lo schema di questi anni invadendo, loro, il campo della magistratura, abituati come eravamo al contrario. Anzi, ci sembra giusto che il potere politico tenda a riaffermare la sua primazia anche se concordiamo nel merito con la decisione della Cassazione. Deploriamo piuttosto i silenzi dei laici e dei riformisti che militano in quello schieramento e dobbiamo constatare che del partito liberale di massa fatto balenare da Berlusconi al momento della sua discesa in campo non è rimasta nemmeno l’ombra.
E’ vero, ci sono state eccezioni nell’uno e nell’altro campo: i radicali di Pannella nel centro-sinistra e quelli di Benedetto della Vedova nel centro-destra. Ma di eccezioni si tratta, e temiamo che esse siano sempre più funzionali all’attuale sistema.
La verità è emersa con chiarezza: le posizioni laiche, non confessionali, libere non hanno possibilità alcuna di farsi valere nel PD come nel PDL. Probabilmente anche per questo gli italiani hanno votato questi due partiti con parsimonia: non più di uno su due, se si considerano gli astenuti ed i voti nulli. Dunque, c’è bisogno di un partito nuovo e diverso in parlamento per fare valere idee largamente diffuse nel Paese ma non rappresentate in Parlamento.
Nicola Cariglia

ad un elenco di presunti valori (socialismo, laicismo..) preferisco senz’altro un presunto elenco della serva. E poichè preferisco in ogni caso riferirmi a non valori quali pragmatismo e concretismo, sottoporrei alla vostra attenzione i 31 punti di Fiuggi proposti dalla sfiorita Rosa nel Pugno (di altri autodefinitisi laici, liberali, socialisti, radicali) e ancora reperibili in rete.
Alcuni sono allo stato di trippa, altri meglio definiti.
Quanti e quali altri precisi sono condivisibili nel partito nuovo?
Per non restare nel vago di precedenti premesse programmatiche rilasciate in tempo di elezioni.
Dunque : in democrazia ,essere laici ,riformisti e socialisti dovrebbe significare avere un pensiero conforme . Ma conforme a che ? A quali valori ? Al riformismo ,al laicismo ,al socialismo ? Oppure al nichilismo , all’individualismo ,alla contrapposizione all’esistente ,alla negazione sistematica ? Oppure si tratta di combattere e negare valori preesistenti ,magari diffusi ,per poter far prevalere il valore più interessante ,quello del potere sopra le coscienze ed il ragionamento?
Va tutto bene ,ma in questi appelli al politicamente corretto non trovo analisi e ragionamento ,bensì solo petizione di principio più dichiarata che sostenuta con argomentazioni serie. La remissione a decisioni personali ed individuali è certo poco sociale ,in carenza di una visione più ampia. E mi pare un notevole difetto , per delle “idee largamente diffuse “…Perché libertà deve essere per forza assenza di regole ? Ed imporre delle regole senza il sostegno di valori condivisi ,non mi sembra troppo né socialista né laico ,né liberale .
Probabilmente , se manca un partito che le rappresenti ,un motivo ci sarà ; magari non aver chiarito i valori di riferimento,e senza autoreferenzialità,o nominalismi d’accatto. Vuoi veder che , stilando un elenco della serva , si costruisce un partitone ?
abbiamo un progetto di statuto e di programma per il partito nuovo e diverso ?
Caro Valerio,
non era mia intenzione recare offesa alle scelte (legittime e sofferte) dei radicali e di tutti coloro che sono convinti che ormai non c’è più spazio al di fuori del PD e del PDL.
A mia volta sono convinto che laici, liberali e socialisti all’interno di questi due partiti contano il due di briscola e rendono più difficile realizzare un qualcosa di diverso (perchè vi si sottraggono). In questo senso temo che possano diventare funzionali e subalterni ad altri disegni.
Ovviamente, la mia è una opinione. Anzi, nemmeno. Piuttosto un “progetto” di opinione.
Un caro saluto, Nicola
anche noi siamo eccezioni, anche noi siamo funzionali? Come si fa a non essere funzionali? dove sono i non funzionali?
valerio giannellini