• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Franco Modigliani, un liberaldemocratico

Le interviste e gli articoli di Modigliani, che ancora oggi sono illuminanti sulla realtà attuale del nostro Paese, acquistano il loro pieno significato letti alla luce della lunga introduzione di Renato Camurri, di fatto una vera e propria biografia del “grande esule”.

di Valentino Baldacci | 24 Giugno 2019

Prima ancora di parlare della raccolta di scritti di Franco Modigliani curata da Renato Camurri (Rischio Italia, L’economia italiana vista dall’America 1970-2003, Donzelli, Roma 2018), è opportuno ricordare la collana nella quale il volume è inserito: “Italiani dall’esilio”, questo è il suo nome, ed è diretta dallo stesso Camurri. Il suo obiettivo è di riproporre, togliendoli dall’oblio nel quale spesso erano cadute, figure di grandi intellettuali di cultura liberaldemocratica che il fascismo e/o le leggi razziali avevano costretto ad emigrare, negli Stati Uniti in maggioranza. Sono stati così pubblicati volumi su Gino Germani, su Giorgio La Piana, su G.A. Borgese, su Corrado Cagli; non a caso il primo volume della collana, curato anch’esso da Renato Camurri, è stato dedicato al più grande di questi esuli: le “Lettere americane” di Gaetano Salvemini, la cui figura ritornerà nelle pagine dedicate a Modigliani.
Il titolo del libro non deve ingannare: Camurri non ha inserito nel libro i testi di Modigliani relativi alle sue ricerche econometriche che gli valsero nel 1985 il Premio Nobel. Gli scritti di Modigliani inseriti nella raccolta sono in grande maggioranza interviste a quotidiani e periodici italiani, che si snodano dal 1970 fino alla vigilia della sua morte, nel 2003, e riguardano argomenti dell’attualità politica, letti naturalmente attraverso la lente dell’economista, che, con grande passione civile ma al tempo stesso con il rigore dello studioso, vedeva sempre più profilarsi quel “rischio Italia” che dà il titolo al volume, il rischio cioè che il nostro Paese scivolasse sempre più fuori del quadro delle economie liberali più avanzate.
Le interviste e gli articoli di Modigliani, che ancora oggi sono illuminanti sulla realtà attuale del nostro Paese, acquistano il loro pieno significato letti alla luce della lunga introduzione di Renato Camurri, di fatto una vera e propria biografia del “grande esule”, come lo definisce, che integra e chiarisce l’autobiografia dello stesso Modigliani (Le avventure di un’economista. La mia vita, le mie idee, la nostra epoca, Laterza, Roma-Bari, 1999).
Il saggio di Camurri illumina soprattutto due fasi della vita dell’economista: quella giovanile, che ci trasporta nell’Italia della seconda metà degli anni ’30, dove giovani studiosi in via di formazione trovavano un momento di confronto e di riflessione nei Littoriali; una fase della vita di Modigliani bruscamente troncata dalle leggi razziali e dalla conseguente decisione di prendere, nel 1939, la via dell’esilio: di andare negli Stati Uniti, dove, in un contesto familiare certamente favorevole, ma che non gli risparmiava l’impegno lavorativo, troverà la sua strada di studioso di economia, con l’approdo alla New School for Social Research di New York, decisiva per la sua formazione, grazie all’incontro con alcuni grandi economisti, e dove troviamo la figura di un altro grande esule, ebreo e antifascista, Max Ascoli.
Camurri segue nel dettaglio quella fase della sua vita, che culmina in un altro incontro di grande rilievo: quello con Gaetano Salvemini, anch’egli esule negli Stati Uniti. Salvemini e Modigliani, pur così distanti per formazione specialistica, erano fatti per capirsi, soprattutto perché, come scrive Camurri, erano uniti dal modo di intendere la politica: “partire sempre dalla concretezza dei problemi e avanzare delle soluzioni, ovvero niente chiacchiere inutili e fumose proposte intrise di ideologismi”.
È a quel punto della vita, conclusa la guerra e sconfitti i fascismi, che si impose a Modigliani la necessità di una scelta: tornare In Italia – come fece, anche se non subito, Salvemini – o restare in America. Salvemini e Modigliani discussero a lungo su un possibile impegno in Italia, ma, se l’analisi era molto simile – la necessità di opporsi a clericali e comunisti che si andavano profilando come i nuovi dominatori della politica italiana – le conclusioni furono diverse. Dopo lunga riflessione Modigliani decise di restare negli Stati Uniti, chiedendo e ottenendo la cittadinanza americana.
Qui si pone la domanda che si fa Camurri, una domanda pienamente legittima, che egli formula già a partire dall’inizio dell’esilio di Modigliani: se fosse rimasto (o se fosse tornato) in Italia avrebbe raggiunto i traguardi che come studioso di scienza economica raggiunse? La risposta è chiara: solo un ambiente così ricco e stimolante come quello dell’Università americana permise al giovane studioso di esprimere il meglio di sé, cosa che difficilmente sarebbe potuta avvenire nell’ambiente chiuso e conservatore del mondo accademico italiano. Ma anche la rinuncia a tornare in Italia dopo la fine della guerra esprime il suo profondo pessimismo sul futuro politico del nostro Paese, dominato non solo dal permanere, nel dopoguerra, dei residui non eliminati del fascismo, ma soprattutto da quelle due culture, clericale e comunista, che egli lucidamente già vedeva dominare la politica italiana.
Non per questo Modigliani si estraniò dalla vita politica ed economica dell’Italia: proprio il volume di cui stiamo parlando testimonia del contrario (ed è questa l’altra fase della vita che Camurri maggiormente approfondisce): intervenne spesso e con passione, proponendo ai problemi italiani soluzioni quasi sempre impopolari, lontane da quelle gradite alle culture dominanti e che infatti raramente venivano ascoltate, pur nel formale ossequio all’economista che aveva ottenuto il premio Nobel.
Modigliani vide con grande anticipo la strada lungo la quale l’Italia si sarebbe persa, quella di una spesa pubblica senza controllo, di una vocazione all’aumento incontrollato del debito pubblico che accomunava tutti i protagonisti della politica italiana, da Craxi a Berlusconi, dal PCI e dai partiti suoi successori ai sindacati, con le rare e vane eccezioni dei partiti laici, a cui si sentiva più vicino. Vanamente Modigliani cercò – perfino all’interno delle correnti riformiste che gli sembrava potessero emergere nel PCI e nella CGIL – degli interlocutori validi. Le sue “prediche inutili”, come quelle del suo collega economista Luigi Einaudi, caddero nel vuoto.
Dobbiamo allora leggere Modigliani come un profeta la cui voce risuonava inutilmente nel deserto? Non è proprio così. Pur nella fermezza dei principi, Modigliani aveva, come abbiamo già visto, una forte propensione ad affrontare i problemi nella loro concretezza: da qui il suo apprezzamento per l’opera di due governi, quelli diretti da Giuliano Amato e da Carlo Azeglio Ciampi. Soprattutto verso quest’ultimo Modigliani ebbe una grande considerazione. E questo ci porta a un’ultima riflessione: questa Italia, che da più di un secolo sembra aver smarrito la strada della moderna civiltà liberale, prima con il fascismo, poi con il condominio clerico-comunista, oggi con quello populista-sovranista, sembra però capace di far nascere dal suo seno anche degli anticorpi, ancorché molto deboli, rappresentati da figure di schietta cultura liberaldemocratica, alle quali le classi politiche dominanti, pur così lontane da esse, sembrano non poter rinunciare, almeno per poter salvare il salvabile. Sarà così anche in questa fine del secondo decennio del XXI secolo?

Valentino Baldacci   (Pagine ebraiche-moked)

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, bari, berlusconi, carlo azeglio ciampi, condominio, craxi, debito pubblico, fascismo, futuro, gaetano salvemini, giovani, giuliano amato, italia, Laici, Liberali, luigi einaudi, mondo, politica italiana, populista, premio nobel, roma, sindacati, spesa pubblica, stati uniti

Info Valentino Baldacci

Valentino Baldacci ha insegnato nella Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” dell’Università di Firenze. È autore di numerose pubblicazioni, fra le quali: Liberalismo e liberismo, liberalismo e borghesia nel pensiero di Piero Gobetti (1963); Estremismo e catastrofismo in Franco Rodano (1964); Il calcio come ideologia (1970, con Gerhard Vinnai); Pinocchio e la sua immagine (1981, con Andrea Rauch); L’”Encyclopédie” nella Toscana del ‘700: successi e fallimenti di progetti editoriali (1985); II 18 aprile 1948: la campagna di Toscana (1988); Filippo Stecchi. Un editore fiorentino del Settecento fra riformismo e rivoluzione (1989); II lampione e la lanterna: una chiacchiera sulla satira politica nella Toscana del Risorgimento (1993); La satira politica nella Toscana del Risorgimento – Periodici 1848/1860 (1993); Pietro Leopoldo, un grande riformatore (2000); Il sistema dei beni culturali in Italia – Valorizzazione, progettazione e comunicazione culturale (2004); Gli itinerari culturali – Progettazione e comunicazione (2006); Guadagnarsi il pane. Luoghi e tempi del lavoro in Toscana tra ‘800 e ‘900 (2008, con Zeffiro Ciuffoletti); La Toscana nell’età del Risorgimento (2010 – con Cosimo Ceccuti); Ernesto Nathan, Paolo Orano e l’antisemitismo in Italia (2012); Giovanni Spadolini: la questione ebraica e lo Stato d’Israele. Una lunga coerenza (2013); Tre diverse concezioni del patrimonio culturale (2014).

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti