• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Francia, il voto operaio torna a sinistra

di Alberto Benzoni | 15 Aprile 2012

Al secondo turno Mèlènchon può fare la differenza.

All“Economist” la cultura politica francese proprio non piace.
Troppo culto per lo Stato e per la sua declinazione nazionale – dalla laicità un po’ ruvida, al mito dell’integrazione e dei valori della Repubblica, al ruolo centrale dell’impresa pubblica – e, per contro, troppa ostilità al mercato, alla globalizzazione e all’Europa come simbolo dell’una e dell’altra.
Ma tant’è, perché proprio da questo dato di fatto dobbiamo partire per fare il punto sulla situazione a quindici giorni dal primo turno delle presidenziali, che si tratti degli orientamenti generali dell’elettorato e delle strategie poste in atto dai vari candidati.
Alla base di tutto, una forte disaffezione della cittadinanza: a campagna già avviata poco più del 60% dichiara la sua attenzione di andare a votare. Mentre, nella media delle presidenziali precedenti, l’affluenza aveva superato l’80%.
Di qui il primo problema, coinvolgere gli astensionisti.
Ora, il fenomeno interessa, in particolare, i ceti operai tradizionali e, con loro, i gruppi più deboli della società francese, quelli, per intenderci, che votarono “no”al referendum sulla costituzione europea.
Per ragioni diverse, né Hollande né Sarkozy erano e sono in grado di pescare in quest’area, e allora la sfida riguardava la destra populista, identitaria e xenofoba incarnata da Marine Le Pen e, sull’altro fronte, la sinistra radicale. Una sfida vinta, in tutte le elezioni precedenti, dalla destra, è dagli anni novanta che il Fronte nazionale è in testa nel voto operaio.
Ma, almeno in base ai sondaggi, oggi non è più così. Perché, a raggiungere i maggiori consensi in quest’area, sarebbe il Fronte di sinistra, con il suo candidato Jean Luc Mèlènchon, uscito qualche tempo fa dal Psf.
Un dato che di per sé, sposta a vantaggio di Hollande la partita del secondo turno. E per due ragioni: primo perché (sempre in base ai sondaggi), oggi la sinistra dispone di un bacino di voti superiore di quasi dieci punti a quello di dieci anni fa, secondo perché Mèlènchon dà sostanzialmente per scontata, a certe condizioni, la sua disponibilità ad appoggiare lo stesso Hollande al ballottaggio.
E’ interessante notare, a questo riguardo, che tutta la campagna del candidato della sinistra radicale abbia un sapore autentico, facendo riferimento al vecchio socialismo di sinistra degli anni sessanta e settanta, con esplicito richiamo alla figura di Mitterrand. O, più esattamente, del primo Mitterrand, quello del programma comune e del “cambiare la vita”.
A partire dal ruolo primario dello Stato e della sua funzione redistributiva, sino alla rivendicazione di tutte le eredità storiche della repubblica e della stessa Rivoluzione francese (tra cui il famoso “nessun nemico a sinistra”). Così, partendo da una base iniziale del 2% (percentuale raggiunta dal Pcf nel 2007) Mèlènchon ( candidato anche del Pcf) si situa oggi tra il 15 e il 20% dei consensi.
Con il 25/30% di Hollande (e con il concorso dei Verdi) siamo, come si vede, molto più vicini al 50% che al 40%. Un dato di fatto che ha condizionato tutto il confronto elettorale tra i due candidati maggiori.
A Hollande basta resistere, ricordare che, oggi, rimane l’unica alternativa a Sarkozy, e gestire tutta la campagna elettorale così da mantenere i contatti con le forze alla sua sinistra (con cui non apre particolari polemiche) ma senza spostarsi su posizioni radicali che gli farebbero perdere i consensi del centro (Bayrou stenta, oggi, a superare il 10%, ma è un 10% che conterà al ballottaggio).
Sarkozy deve invece andare all’attacco, e lui sì, radicalizzare le sue posizioni, in un approccio fortemente spostato a destra rispetto a quello di cinque anni fa, e in un’ottica che unisce toni berlusconiani (esaltazione dell’“uomo solo al comando”, ostilità verso le istituzioni e i corpi intermedi) e approcci populisti e identitari (indifferenza alle tematiche europee ed europeiste, demonizzazione dell’islam e, per la proprietà transitiva, della stessa immigrazione).
“Effetto collaterale”di questo approccio è l’assenza, nel confronto elettorale, di qualsiasi riferimento alle difficoltà dell’economia francese (un volume del debito che sta avvicinandosi al 100% del Pil, una crisi di produttività e di competitività).  Logico che Hollande si mantenga sul vago sulla questione, meno comprensibile che Sarkozy non sappia cosa dire.
Ma la cosa paradossale è che, sul piano delle proiezioni internazionali, Hollande sia più convincente del suo avversario.
Così il primo può “chiamare a concorso”i leader socialisti europei- e soprattutto quelli tedeschi- su di una linea comune: rinegoziare gli accordi , dicendo sì al “fiscal compact”ma integrandolo con misure di sostegno alla crescita, di sostegno internazionale agli stati in difficoltà, di controllo delle transazioni finanziarie.
Mentre l’attuale inquilino dell’Eliseo – nei fatti fedele seguace della linea Merkel – ha pregato la medesima di non farsi vedere, e sostanzialmente perché non è grado di difendere questa linea di fronte all’elettorato francese…

Pubblicato in : Editoriale

Info Alberto Benzoni

Nato nel 1935. Ha lavorato all’ufficio Studi e Internazionale dell’Iri. Nel Psi dal 1957. Vice sindaco di Roma dal 1976 al 1981. Autore di testi sulla storia del movimento socialista in Italia e, in particolare, sull’esperienza craxiana. Ha scritto anche, con la figlia Elisa, “Attentato e rappresaglia – il Pci e via Rasella” e “Le vie dell’Italia”. Si è interessato collaborando a varie riviste, di problemi di politica internazionale.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti