La storia e la cultura europea hanno influenzato notevolmente quelle degli altri continenti, verso i quali, a partire dal XVI secolo, sono state frequenti e massicce le migrazioni, specialmente in America e in Oceania, dove gli europei hanno quasi sostituito le popolazioni locali.
Ma, dato che ancora è tutto in alto mare e si assiste a continui dibattiti, eufemisticamente parlando, fra maggioranze e opposizioni, ma ancor più fra omologhi, sarà meglio attendere sviluppi equilibrati e mediati. E, speriamo, meditati. Perchè qui ogni minuto parte un treno.
Mentre ero intenta a scrivere sul tema, cercando disperatamente di dipanare una matassa ridotta a un groviglio senza pari, mi è capitato di ascoltare , nel talk della Lilli, un ministro che fino a ora era rimasto nell’ombra. E, a mio avviso avrebbe fatto cosa buona e giusta, a rimanerci.
Niente di meno che il Ministro della Difesa. E dici poco. Avevo avuto occasione di ascoltarla in una delle sue poche apparizioni e mi era sembrata persona di buon senso e anche preparata, per quanto possa giudicare con le mie scarnissime conoscenze sul tema.
Era a disagio dalla Gruber che manifestava una certa aggressività nei suoi confronti. Si parlava di Afghanistan e della sua ipotetica conferma sul ritiro dei nostri soldati. No, si era espressa male, esordisce il ministro con una vocetta tenue e dolce che non si addice al ruolo. Ma ovviamente l’abito non fa il monaco. Dunque ho aperto le orecchie dato che la conoscenza del pensiero di un ministro è sempre utile, specie di quello a cui è affidata la sorveglianza e la tutela della nostra sicurezza.
Dunque, che non è vero che c’è in vista il ritiro e lei non lo ha mai detto. Soltanto in ipotesi abbastanza remota.
“C’è stata costruita sopra una retorica che non era il caso di costruire, il caso è stato montato un po’”. Da chi? Ma dai giornalisti, cribbio!
Poi, come si suol dire, hanno cambiato decisamente argomento e sono passati ad altri temi di amena attualità, di cui non sto a dire dato che costituiscono il tormentone di questo rigido e caldo inverno, alternante in un bipolarismo evidente. Proprio come il governo.
Dunque si parla di argomenti che riguardano il rapporto fra membri del governo. Se si incontrano, quanto e dove si incontrano, se le decisioni sono collettive e coinvolgenti, in organismo collegiale ,oppure se ciascun ministro se ne va per i fatti suoi, come appare al comune cittadino.
Ebbene, la Signora risponde con un sorriso, ma anche un po’ seccata, che quando sono state prese alcune decisioni, lei non c’era, era fuori Roma. Certamente per motivi istituzionali. La Lilli nazionale insistente e un po’ perfida incalza. E chiede in qual modo parlano e prendono le decisioni.
“Come tutte le persone normali, per telefono o SMS”. Peccato che non sono proprio persone normali. “Sul caso Diciotti non avevo una competenza, perché pur essendo la Guardia Costiera appartenente alla Marina, dipende dal Ministero dei Trasporti. E quindi la decisione è stata presa dai ministri competenti, quello dell’Interno Salvini e quello dei Trasporti Toninelli. Ovviamente era una decisione condivisa del Governo, non c’è stata riunione, tutti assieme attorno a un tavolo, ma ci siamo sentiti al telefono o con sms e se fossi stata contraria avrei detto NO. Quella fermezza era necessaria per far cambiare le cose in Europa, perché il nostro problema non sono i migranti ma l’Europa” così il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7. Francamente c’è poco da aggiungere. Ma forse siamo troppo pretenziosi. Esternazioni banali e insulse. E superficiali. Da un esponente istituzionale di tale fatta ci si aspetta qualcosa di più profondo e serio.
E, dulcis in fundo, quanto all’ottimismo del Conte, sulla parvenza di recessione, che secondo lui non esiste, il Ministro della Difesa sostiene che l’ottimismo è il sapore della vita.
E’una mia locuzione feisbukiana, fra le preferite, e la cito spesso. Ma io non faccio il ministro.
Carla Ceretelli

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