Sarà difficile scalzare Forza Italia dal Guinness dei Primati. Il partito di Berlusconi detiene due record mondiali che anche in futuro sarà difficile eguagliare: aver perso in 7 anni il maggior numero di voti, più di 10 milioni, e aver perso in soli due anni, dal settembre del 2013 ad oggi, oltre a un qualsiasi ruolo nello schieramento politico italiano anche una sia pur minima rilevanza politica. I fatti. Alle Politiche del 2008 il partito dell’ex Cav. prese, alla Camera, 13.600.000 voti. Alle Politiche del 2013 i consensi scesero a 7.330.000, con un decremento di oltre 6 milioni. Oggi, stando agli ultimi sondaggi, sono scesi a circa 3.000.000, con una ulteriore perdita di 4 milioni. Difficile per chiunque riuscire a fare di meglio in un lasso di tempo così breve. Ancora più consistente, se possibile, la perdita di ruolo politico. Nel 2013, grazie alla brusca frenata del centrosinistra, l’allora Pdl era forza di governo, essenziale per la sopravvivenza della maggioranza. Se nel settembre di quello stesso anno non avesse fatto cadere il governo Letta per una stupida questione di orgoglio (la decadenza da senatore di Berlusconi per gli effetti della legge Severino votata dallo stesso Pdl), il suo ruolo sarebbe addirittura cresciuto, visti i casini che riescono a fare nel PD. Invece abbiamo assistito ad una progressiva involuzione. Dalla maggioranza di governo si passò al Patto del Nazzareno poi da quello all’opposizione responsabile, e da quest’ultima alla completa salvinizzazione del partito con gli attacchi sguaiati e inconcludenti di Brunetta. Conseguenza, calo drastico di consensi e regalo ai Cinquestelle di un giudice costituzionale. Il PD, stufo di seguire le tante giravolte di Berlusconi, ha di fatto aperto un nuovo forno con il risultato che oggi Forza Italia, nello scacchiere politico, vale meno di zero. Ora siamo allo sciogliete le righe. Gli irriducibili tentano di chiudersi nel fortino, sotto la bandiera del Capo. Quelli più ragionevoli, si stanno guardando intorno nel tentativo di salvarsi ma vent’anni di cieca obbedienza hanno il loro peso. Questo per quanto riguarda i vertici, soprattutto i parlamentari e quei pochi consiglieri regionali rimasti. Gli elettori invece guardano costernati tanta dabbenaggine. Quei 10 milioni di cui sopra si sono rifugiati in gran parte nell’astensione, degli ultimi tre milioni rimasti, parte si appresta a recitare la parte di quei giapponesi che nella seconda guerra mondiale non si volevano rassegnare alla sconfitta, e parte non sa a che santo votarsi. Oltre 10 milioni di persone. Un potenziale bacino elettorale a cui Renzi guarda con sempre maggiore interesse.
Forza Italia, si salvi chi può
L’exploit di Brunetta accelera la fine di Forza Italia. Berlusconi è una contraddizione vivente e gli altri dirigenti, abituati ad “obbedir tacendo” , non sanno che pesci pigliare.

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