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Forza Europa

Cosa emerge dalla Dichiarazione dei leader dei 27 Stati membri riunitisi a Roma per rievocare, a 60 anni esatti di distanza, lo spirito dei due Trattati di Roma istitutivi della CEE e della CEEA (o Euratom) tra Francia, Germania Ovest, Italia, Paesi Bassi e Lussemburgo?

di Angelo Giubileo | 28 Marzo 2017

Cosa emerge dalla Dichiarazione dei leader dei 27 Stati membri riunitisi a Roma per rievocare, a 60 anni esatti di distanza, lo spirito dei due Trattati di Roma istitutivi della CEE e della CEEA (o Euratom) tra Francia, Germania Ovest, Italia, Paesi Bassi e Lussemburgo?

Innanzitutto, l’“orgoglio dei risultati raggiunti”. Da quest’immediata e lapidaria dichiarazione di apertura del Documento, a fronte delle critiche ricorrenti, non solo è confermata ma esce rafforzata la costruzione del progetto originario di Unione Europea, in ordine quindi all’edificazione e al completamento di “una grande potenza economica che può vantare livelli senza pari di protezione sociale e welfare”.

Dopo l’elenco delle difficoltà storiche presenti – “conflitti regionali, terrorismo, pressioni migratorie crescenti, protezionismo e disuguaglianze sociali ed economiche” -, il Documento sottolinea la “necessità” di un impegno comune “a ritmi e con intensità diversi” e “in linea con i trattati”.

In sequenza immediata ed esplicativa, la “necessità” deriva dal fatto che tutti gli Stati firmatari riconoscono che “agendo singolarmente saremmo tagliati fuori dalle dinamiche mondiali”. A tale proposito, l’esperienza della Grecia insegna.

Senz’altro complessa appare invece la strategia di azione propositiva racchiusa sinteticamente in 4 punti: 1. Un’Europa sicura 2. Un’Europa prospera e sostenibile 3. Un’Europa sociale 4. Un’Europa più forte sulla scena mondiale. E dunque, a tale proposito, proviamo a fare chiarezza.

Innanzitutto, nella Dichiarazione comune sono riportati significativamente il principio e il metodo da adottare, ovvero il “rispetto del principio di sussidiarietà”, operando in modo “che l’Unione sia grande sulle grandi questioni e piccola sulle piccole” e, come evidenziato, “lavorando insieme nell’ambito del Consiglio europeo e tra le istituzioni”.

Tale sottolineatura finale di nuovo conferma e rafforza anche la strategia operativa che fa leva, per l’appunto “in linea con i trattati”, sul Consiglio Europeo – organo d’indirizzo politico dell’UE, formato dai Capi di stato e di governo dei Paesi membri, dal Presidente dell’organo stesso e dal presidente della Commissione – i cui poteri erano già stati ampliati con l’entrata in vigore (2009) del Trattato di Lisbona.

In definitiva, si tratta evidentemente di proseguire, sulla via già tracciata, in merito alle nuove sfide, e in particolare agire al fine di:

  1. garantire la libera circolazione dei cittadini all’interno dei confini ma nel contempo che “le frontiere esterne siano protette, con una politica migratoria efficace, responsabile e sostenibile, nel rispetto delle norme internazionali”;
  2. adoperarsi “per il completamento dell’Unione economica e monetaria” e in prospettiva creare “opportunità di crescita, coesione, competitività, innovazione e scambio, in particolare per le piccole e medie imprese”;
  3. favorire “il progresso economico” insieme al “progresso sociale”, tenendo conto “della diversità dei sistemi nazionali e del ruolo fondamentale delle parti sociali”.

E infine, ma non ultimo, il punto 4: Un’Europa più forte sulla scena mondiale che “promuova la stabilità e la prosperità nel suo immediato vicinato a est e a sud, ma anche in Medio oriente e in tutta l’Africa e nel mondo” (…), “in cooperazione e complementarità con l’Organizzazione del trattato del Nord Atlantico” (…), “attiva in seno alle Nazioni Unite (in difesa di) un sistema multilaterale”. Il che, tradotto, significa avanti con il metodo del G-20, ovvero il forum dei ministri delle finanze e dei governatori delle banche centrali dei paesi maggiormente industrializzati, nato nel 1999 a fronte di ripetute crisi finanziarie internazionali.

Forza Europa!

Angelo Giubileo

Pubblicato in : SituazioneTag: anni, banche, banche centrali, commissione, crisi, diversità, europa, finanze, francia, germania, germania ovest, governo, grecia, italia, merito, nato, roma, scambio, stati membri, unione europea

Info Angelo Giubileo

Angelo Giubileo (Torchiara, Salerno, Italy 1 aprile 1965), filosofo, giornalista e scrittore.
Già cultore della materia presso le cattedre di “Filosofia del diritto”, “Teoria dell’interpretazione” e “Logica giuridica” all’Università degli Studi di Salerno (aa.aa. 2000-2003).
Autore di numerosi saggi e articoli, pubblicati in Italia e all’estero.
In qualità di redattore:
– dal 2007 collabora con “Pensalibero” (Vicedirettore dal 2016 al 2023);
– dal 2016 collabora con “Il Quotidiano di Salerno”;
– dal 2018 al 2022 ha collaborato con “Antiche Curiosità” e la rivista “Destrutturalismo”;
– dal 2018 al 2023 ha collaborato con “Asino Rosso”;
– dal 2019 collabora con il “Nuovo Giornale Nazionale”;
– dal 2024 collabora con “PaeseRoma”;
– dal 2025 collabora con il movimento poetico-artistico d’avanguardia “DinAnimismo”.
Tra i saggi, si segnalano: “Scritti politico-liberali” (2016), “Pensioni: modello cileno per l’Italia?” (AA.VV. 2018), “L’essere e il nulla nell’era della tecnica” (2018), “La Macchina del tempo” in “TDay” (AA.VV. 2019), “L’alba del Mondo Nuovo” (2020), “Da Parmenide a Heidegger e ritorno” (2023), “Tutto è eterno” (2024); tutti disponibili in qualsiasi store.
Nel 2022 è stato cofirmatario dell’appello “Per una nuova bandiera euro-nazionale” pubblicato su Le Journal du Dimanche. In quanto autore dell’articolo “L’essere oltre la profezia”, pubblicato in “Dell’anno 2100” (AA.VV. 2023), è stato citato da Günter Berghaus nel suo periodico catalogo “A bibliography of Publications on Futurism” (2023). Nel 2025, è stato autore della prefazione “Il volo” alla versione italiana del saggio “Meccanica irrazionale” del fisico transumanista Giulio Prisco.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Angelo Giubileo

    29 Marzo 2017 alle 12:55

    Salve,
    concordo sul fatto che non c’è nulla di nuovo e infatti nel testo dell’articolo è riportato chiaramente: “non solo è confermata ma esce rafforzata la costruzione del progetto originario di Unione Europea”. Grazie per l’attenzione e per il suo intervento

    Rispondi
  2. Riccardo Bassi

    28 Marzo 2017 alle 17:25

    Mi perdoni l’autore dell’articolo, ma in quei tre punti, raffrontandoli alla realtà, non riesco a vedere nient’altro che un condensato di ipocrisie, anzi, no, una gigantesca presa per i fondelli! Chiedere alla Grecia… per ciò che riguarda il 4° punto, invece, oltre che ipocrita, lo trovo terrificante: promuovere stabilità e prosperità nel mondo con la NATO come organizzazione complementare, in poche parole, andremo a stabilizzare le altre parti del mondo tramite le Forze Armate, che, se non sbaglio, servono esclusivamente a far la guerra… “forze di pace”. Il mondo non è mai stato un così denso focolaio di guerre come da quando l’UE s’è fatta promotrice di esportazione di democrazia e di stabilità…
    E’ stata una celebrazione per allocchi e creduloni… Ora vengo e mi spiego.
    L’Italia ha sempre avuto una Marina la cui efficenza era mirata esclusivamente alla difesa dei convogli delle merci che importava… difesa antisommergibile, quindi, ed anche antiaerea… Sono rimasto stupito, però, quando recentemente ha deciso di dotarsi di una portaerei, arma squisitamente d’attacco, bersaglio “pagante” che a sua volta deve essere scortato… per giunta abbiamo acquistato gli F35! Caccia-bombardieri, in grado di trasportare una testata nucleare! E stendiamo un pietoso velo sulle loro limitazioni di armamento e di autonomia… Mi sembra evidente il cambio di direzione delle nostre forze armate… forse nel quadro di una nuova stabilità e prosperità targata UE-NATO?

    Rispondi

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