• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Forte attacco dei lobbisti contro l’Italia

di Guido Colomba | 19 Ottobre 2014

E’ già accaduto nel 1996-98. L’obiettivo dei poteri forti internazionali è acquistare le “perle” (Eni, Enel, Finmeccanica, ecc.) dell’economia italiana a basso prezzo.

La clientela “private” è stimata in 980 miliardi mentre i patrimoni gestiti sono pari a 490 miliardi di euro. Inoltre, secondo un rapporto di JP Morgan le imprese italiane hanno debiti (banche e bonds) per circa 100 miliardi di euro. Dunque, vi è spazio per investimenti privati. L’Italia con l’1% della popolazione mondiale, detiene il 6,3% (8500 miliardi) della ricchezza privata complessiva tanto da superare il PIL nazionale di 5,6 volte. Le banche sono inondate di liquidità e danno zero interessi ai depositi. Sarà bene che la Commissione europea si adegui rapidamente a queste cifre. La manovra del governo Renzi, stimata in 30 miliardi, è assolutamente compatibile con la ricchezza del Paese. Renzi ha capito che non può perdere l’autobus della ripresa anche perchè questa crisi, oltre alle ben note ragioni interne incentrate su corruzione e burocrazia (il caso dei miliardi non spesi a Genova lo conferma) ha suscitato forti appetiti all’estero. E’ già accaduto nel 1996-98. L’obiettivo dei poteri forti internazionali è acquistare le “perle” (Eni, Enel, Finmeccanica, ecc.) dell’economia italiana a basso prezzo. C’è da domandarsi se lo scontro tra Renzi e Cottarelli – l’uomo della spending review tornato al Fmi- non trovi origine proprio da questa divergenza di vedute. Non è questione di publico o privato come sostengono alcuni interpreti di un liberalismo di comodo. Il caso Parmalat insegna: fu acquistata dai francesi di Lactalis acquisendo oltre al gruppo industriale anche una “cassa” superiore al miliardo di euro tra l’indifferenza della classe politica e degli alti burocrati di via Nazionale (altro che predicare sul ruolo dei fondi pensione…). Questi fatti dimostrano che l’Italia è si in grave crisi ma solo perchè c’è una classe politica dove prevale da anni un clima di corruzione e di ignavia e un gruppo di alti burocrati che, con chiaro stile gattopardesco, controllano tutto e godono di privilegi (stipendi e incarichi) inimmaginabili nei paesi avanzati dell’Occidente. Non a caso siamo ancora in attesa di decreti attuativi relativi a molti provvedimenti del governo Monti e del govenro Letta. Renzi , giovandosi della esperienza di sindaco di Firenze, sta sparigliando le carte seminando il panico tra i lobbisti di professione. Non si può non essere d’accordo con Renzi quando egli afferma che il ventaglio di riforme (compresa la giustizia civile e amministrativa) è essenziale per far funzionare il Paese ed ha citato l’esempio di Genova dove il Tar ha di fatto bloccato, accogliendo i ricorsi di chi perdeva le gare di appalto, quasi tutti i cantieri. Vi sono al tempo stesso fenomeni allarmanti che hanno nel Corriere della Sera la punta di diamante. Gli attacchi, avviati dallo stesso De Bortoli (in uscita tra pochi mesi) contro Matteo Renzi si sono intensificati e guarda caso, coincidono con i “rumors” che parlano di una possibile e imminente caduta del governo. La storia si ripete. Vi sono gruppi in Italia ben legati agli interessi esteri che non vogliono la ripresa del Paese nè auspicano cambiamenti nella capacità decisionale della politica e della burocrazia. Si può certamente obiettare, come ha fatto Barroso ieri, che il debito pubblico italiano non è certo imputabile alla Merkel nè agli appetiti esteri. Ma è sotto gli occhi di tutti come la Francia goda di ben altro trattamento pur avendo un deficit del 4,4% e un debito pubblico che oramai si approssima al 100% del Pil. Certo, è evidente che per la Banca d’Italia non è facile sganciarsi dalla pluriennale ottica filotedesca e filoBruxelles. Ma siamo arrivati alla fase della verità. Sono anni che la Fed invoca un cambiamento europeo (criticando pesantemente Berlino) a favore di una politica industriale basata su investimenti e incentivi pubblici. Anche Londra ha seguito la stessa strada americana e, ad agosto, la disoccupazione è scesa al 6%,il livello più basso dal 2008. In effetti, sembra di essere tornati ai tempi di Blair, cui non a caso si ispira Renzi (detassazione sul lavoro e semplificazione del Paese in tutti i settori). La ruota sta già girando: ieri il Sole-24Ore ha indicato nei primi nove mesi 2014 una ripresa del 68% (22,4 miliardi) per i bandi di lavori pubblici. Con la legge di stabilità si tagliano tasse per 18 miliardi. Sono solo annunci? Eppure L’economista Giavazzi da due anni predica queste misure con cifre ancora più consistenti dando per scontata l’approvazione europea. Solo wishful thinking?

(letter from Washington)

Pubblicato in : Primo piano

Info Guido Colomba

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti