Che cosa possa entrarci la Russia con la Normandia, resta incomprensibile; non ha partecipato allo sbarco ed era impegnata dalla parte opposta dell’Europa. L’incontro, comunque col nome Format Normandia si è svolto a Parigi alcuni giorni fa, tra Ucraina e Russia, sotto la supervisione di Francia e Germania. Il risultato, scontato, non ha portato nulla di nuovo, se non la decisione già presa in precedenza di dismettere le armi senza porvi specifici sviluppi nel difficile tentativo di rispettare gli accordi di Minsk2 già falliti prima di nascere nel tardo gennaio del 2015. La Russia nella circostanza, chiedeva all’Ucraina concessioni di leggi speciali per il Donbas: rimarrà una richiesta impraticabile. Per questo Zelensky ne esce rafforzato anche nel suo paese, o per lo meno non schiacciato da Putin. L’Incontro poteva essere pericoloso per il nuovo presidente eletto con larga maggioranza alle recenti elezioni presidenziali in Ucraina. Probabile, invece lo scambio di prigionieri già avvenuto una prima volta alcuni mesi fa. Tra questi, il più celebre è Oleg Sentov, regista ucraino di Crimea arrestato e deportato in Russia per avere difeso i diritti dei tatari e degli ucraini. Sentov, dopo aver sostenuto un lungo sciopero della fame, è rientrato in patria. Recentemente gli è stato riconosciuto il premio Sakharov. “ Ogni volta che pensate di dare la mano di amicizia a Putin, vi chiedo di ricordare circa 13,000 ucraini uccisi, centinaia di prigionieri ucraini illegalmente detenuti dalla Russia, e tutti coloro che in trincea proteggono la nostra e la vostra volontà” ha detto, appena ricevuto il premio. In un contesto del genere è facile immaginare che l’incontro, pur nella forma diplomatica, tra Zelensky e Putin non poteva generare molto di più tra le parti. Francia e Germania, erano preoccupati per i propri problemi interni che ne hanno limitato la manovra come ai tempi di Minsk2 . La Francia ha un grave contenzioso con la Russia. Una delicata situazione interna dove la mano di Putin non è indifferente, come non lo è in Africa del nord, in Mali, Niger e Ciad, dove da tempo almeno duemila mercenari russi della compagnia paramilitare Wagner, sta dando dura battaglia ai francesi, arrivando anche in Cirenaica a sostegno di Haftar. Nel quadro dei rapporti non proprio felici con la Russia, rientrano anche le navi e la portaerei, che erano state commissionate da Mosca e bloccate da Parigi. La Germania, invece, ha affrontato l’incontro, con la preoccupazione del North Stream 2, il gasdotto strategico anche per la Russia, che porterebbe milioni di metri cubi di gas in Europa. La Germania, però, non pare del tutto convinta, fermo restando le restrizioni della comunità europea e mondiale, per l’appunto, verso il Cremlino a causa dell’occupazione della Crimea. Mosca, se da una parte offre, dall’altra fa paura, non solo per la guerra ibrida che da anni sta sconvolgendo anche l’occidente, nel tentativo di ricostruire l’impero che fu. Kaliningrad è una spina nel fianco all’Europa. I recenti sviluppi militari della Russia, come ha osservato di recente il giornale britannico “ The Guardian”, mettono in allarme. I missili nucleari dei sommergibili, saranno in servizio con la flotta del nord alla fine di questo anno, cioè ora, dopo essere testati nell’estrema regione di Kamchatka con una operazione di lancio balistico intercontinentale della bomba “ Bulava”. I giochi dunque per la Germania sono assai ambigui, davanti ad un pericoloso avversario che a Parigi è arrivato per ragioni tattiche. S’ immagina una lunga ed estenuante situazione di stallo che neppure la morte di Putin potrebbe risolvere tra Kjiv e Mosca.
Enrico Martelloni

Lascia un commento