Era dalla fine degli anni ’80 che Comunione e Liberazione non si schierava apertamente nella bagarre politica, e lo fa attraverso la Compagnia delle Opere che, come si può evincere nel volantino pubblicato sul sito internet di CL, motiva la propria discesa in campo affermando che le posizioni dello schieramento di centrodestra si avvicinano molto di più alle proprie, rispetto a quelle della sinistra, su molte materie che stanno a cuore al movimento ecclesiale.
Dal comunicato infatti traspare in maniera netta la motivazione di scendere in campo a fianco di Berlusconi per difendere posizioni che, secondo il movimento sarebbero messe a repentaglio da un’eventuale vittoria dalla sinistra e dei suoi partiti e in particolare della Rosa nel Pugno. La Compagnia delle Opere sottolinea che in materia di: famiglia, economia, scuola, politica internazionale e soprattutto per quanto riguarda l’etica in difesa della vita le distanze con l’Unione sono siderali.
In particolare il movimento affine a CL si scaglia contro la sinistra sostenendo che la coalizione guidata da Romano Prodi potrebbe sostenere posizioni in favore di pacs e coppie di fatto che: “rischiano di snaturare il concetto stesso di famiglia e il suo valore civile” e motiva ancor di più la sua distanza dalla sinistra per paura di una futura legislazione più permissiva in favore di aborto, eutanasia e sperimentazione sugli embrioni.
Viste anche le posizioni via via assunte in questi anni da Marcello Pera , il fatto che Comunione e Liberazione strizzi l’occhio alla Casa delle Libertà non è una novità così eclatante, ma ciò che rende la vicenda singolare è che lo faccia in maniera così esplicita, cosa che non è mai accaduta dall’inizio della seconda repubblica. C’è però da ricordare che le ACLI in questi anni sono apparse molto vicine alla Margherita suppur non in maniera così esplicita; ciò renderà sicuramente interessante capire come si svolgerà la coabitazione tra queste due importanti correnti interne al mondo cattolico che sono potenzialmente in grado di avere un impatto significativo sulla campagna elettorale in corso.
E Berlusconi intanto incassa e ringrazia, proprio lui che cento volte al giorno si proclama un liberale intasca l’appoggio ciellino, ma dovrà però prestare più attenzione al corpo elettorale laico, affinché la diaspora liberale non rischi di concludersi lontano dalla sua coalizione, ricompattandosi al richiamo delle sirene della Rosa nel Pugno.
Angelo Marinazzo

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