Pisa – Firenze – Grosseto, sabato 18 marzo 2006, ore 11. Da circa un’ora le principali agenzie asiatiche, mediorientali e anglosassoni stanno dando notizia della liberazione di Akbar Ganji, il giornalista dissidente iraniano, cittadino onorario di Firenze e adottato dal Parlamento della Toscana, da sei anni in prigione a Teheran. Se il Ghandi iraniano è tornato libero, significa che la società e la Repubblica iraniana, a cominciare dai suoi tribunali, non sono totalmente appiattiti sugli ultraconservatori clericali o sul populismo antisemita di Ahmadinejad. Significa che c’è ancora speranza per i movimenti riformatori iraniani e, quindi, per la pace nella regione e nel mondo.
Il Parlamento della Toscana, specialmente sotto la spinta bipartisan del Portavoce dell’opposizione, Alessandro Antichi, del consigliere Severino Saccardi, direttore di Testimonianze, della consigliera Ambra Giorgi, la presidente della Commissione cultura, e del Presidente, Riccardo Nencini, seguono la vicenda umana, professionale e politica di Akbar Ganji da mesi. Akbar Ganji era stato adottato come simbolo della Festa della Toscana dello scorso 30 novembre 2005.
Il Consiglio comunale di Firenze, come ci ha riferito il consigliere di Forza Italia, Enrico Bosi, ha dato il suo contributo alla causa della liberazione di Akbar Ganji, concedendogli la cittadinanza onoraria lo scorso 12 dicembre 2005. La cerimonia di conferimento della cittadinanza era stata rinviata a un momento opportuno, su richiesta degli avvocati difensori di Ganji. Si doveva oltrepassare un difficile scoglio giudiziario a Teheran, ieri, venerdì 17 marzo. Decorrevano i termini della scarcerazione di Ganji ma, fino all’ultimo, si temevano sorprese o nuove iniziative contro Ganji da parte dei numerosi reazionari che occupano posti chiavi nel complesso sistema politico e giudiziario iraniano.
Ancora ieri sera, al quartier generale della International Safety and Freedom ( http://www.italian.it/isf/ ), che è il principale punto di riferimento italiano per la campagna pro Ganji, si respirava un’aria di pessimismo. Il direttore della ISF, il giornalista toscano Stefano Marcelli, si domandava preoccupato, assieme al giornalista iraniano Ahmad Rafat, se Akbar Ganji non correva il rischio di restare ancora a lungo in prigione.
Lo staff della International Safety and Freedom è impegnato a Rimini, in queste ore, per la grande manifestazione per la libertà di stampa che si terrà lunedì 20 marzo, nel palazzo comunale. L’anniversario dell’assassinio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin sarà celebrato con un convegno dedicato alla libertà di stampa in Iran e alla presentazione del volume “L’ultima primavera”, edito dalla ISF, a cura di Ahmad Rafat in collaborazione con Mariam Afshang, giornalista indipendente iraniana.
Se questa straordinaria notizia dovesse essere confermata, il prossimo 21 marzo, che in Iran è Capodanno, sarebbe davvero un inizio di primavera per la società iraniana.

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