All’interno del Chiostro Grande della Basilica di Santa Maria Novella – gioiello architettonico del rinascimento fiorentino dal celebre portone di Leon Battista Alberti- riportati all’antico splendore i dipinti che delineano le cinquantasei lunette che si snodano al lato est ed angolo lato sud del Chiostro. Danneggiate gravemente durante l’alluvione di Firenze del 1966, dopo anni di abbandono il ciclo dei dipinti ora risplende rappresentando ancor di più l’importante valore storico e artistico.
Il Complesso architettonico di Santa Maria Novella è al centro da alcuni anni da un ampio progetto di valorizzazione e recupero di spazi da destinare all’ampliamento museale, con lo scopo di far nascere un nuovo museo quello della Lingua italiana, i cui lavori verranno avviati nell’anno Dantesco.
Il Chiostro fa parte del Convento domenicano annesso alla Basilica di Santa Maria Novella ed è il più grande di Firenze. Creato nel 1340 e 1360 ha cinquantasei arcate a tutto sesto. Voluto dall’ordine dei frati Domenicani con il consenso di Eleonora di Toledo moglie di Cosimo I con il contributo delle illustri famiglie fiorentine e spagnole è stato nel tempo, più volte rimaneggiato. Quindici sono gli artisti artefici delle 52 lunette, fra i quali spiccano i nomi di Alessandro Allori, Santi di Tito , Bernardino Poccetti, Giovanni Maria Butteri, Cosimo Gamberucci, Ludovico Cardi detto il Cigoli e Alessandro Fei detto il Barbiere. Le opere cinquecentesche realizzate nella tecnica dell’affresco includono inoltre anche altri dipinti realizzati verso il Sei-Settecento. Le lunette rappresentano il ciclo pittorico della vita di San Domenico e altri Santi domenicani nel pieno stile artistico esistente durante il periodo della Controriforma. Altre sequenze narrative delineano le storie della vita di Cristo con decorazioni intervallate da ritratti e figure d’illustri esponenti dell’Ordine Domenicano legati al Convento di Santa Maria Novella.
Il prestigioso recupero artistico è stato reso possibile grazie alla promozione del Comune di Firenze, sostenuto dal MIBACT (Ministero Beni Artistici e Culturali) ,dalla Soprintendenza , da FLIC Florence I Care (organizzazione che ha lanciato l’idea a privati e aziende di partecipare attivamente ed economicamente al progetto) assieme all’ intervento economico di Rigoni di Asiago (azienda veneta leader nella produzione alimentare di miele e confetture biologiche) e con la partecipazione di FONDACO ITALIA società operante nel settore della consulenza volta al recupero nel campo dell’arte e bei beni culturali. Per quanto riguarda i restauri sono stati ad opera di C.E.R. Consorzio Restauratori Firenze, mentre il nuovo impianto illuminotecnico è ad opera di ENEL X.
Laura Novello

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