La guerra è viva ancora in Ucraina, occupata dalla Russia nel sud est del Paese, mentre la Chiesa Greco Cattolica a Firenze è in pellegrinaggio con i suoi 22 vescovi arrivati da tutto il mondo per venerare san Giovanni Crisostomo, vissuto nel V° secolo, conservato nella cattedrale di Firenze fin dal 1054. L’evento non va confuso col celebre concilio del 1439 tenuto a Firenze tra la chiesa d’Oriente e quella d’occidente sotto gli auspici di Cosimo il Vecchio, Papa Eugenio IV e da Giovanni VIII Paleologo, imperatore bizantino. Per questo nuova circostanza, invece, della Chiesa Uniata, Il parroco Volodymyr Voloshyn, ha sottolineato come a causa della guerra, molte famiglie, e non più donne sole, arrivano in Italia per vivere e lavorare. In tutta Europa, gli ucraini scappati dal Donbas e dalla Crimea, stanno cambiando la coscienza del loro Paese. La pressione della Russia sull’Ucraina, ha avuto l’effetto contrario cercato da Putin. L’Europa è sempre più vicina e i lacci post sovietici sempre più lontani. Potrà la Chiesa Ucraina fermare la guerra? E’ una domanda retorica, ma necessaria: una risposta certa ovviamente non può essere data. Ma tutto quello che potrà servire verso questa soluzione, è auspicabile. La chiesa Greco Cattolica, non è quella Ortodossa, che di recente ha ripreso la sua originaria indipendenza da quella di Mosca. Era nata a Brest nel 1589, per evitare l’influenza del patriarca di Mosca sotto Boris Godunov, quando a Firenze, per esempio, era Granduca Ferdinando I de’ Medici. Papa Clemente VIII, Ippolito Aldobrandini, sottoscrisse il documento del passaggio della Chiesa uniata, proposta dal metropolita di Kyiv, Halic, il 12 giugno 1595 in piena Controriforma. L’anno dopo il re Sigismondo III eletto dalla Confederazione lituano polacca, convocò un sinodo e solennemente proclamò l’unione con la Chiesa di Roma. Le vicende che seguirono furono fonte di incomprensioni e guerre che coinvolsero la Storia nazionale dell’Ucraina. Questa, che non esisteva come entità politica ma sociale e militare, doveva combattere non solo contro la “ Sublime Porta”, ma anche contro la Confederazione, la Moscova, i Tatari, e loro stessi, in un continuo e frenetico cambio di alleanze, fino e oltre la “ Guerra di Ucraina” che segnò il declino delle Confederazione a vantaggio di Mosca nella metà del XVII secolo. Le religioni ebbero allora, come da Costantino in poi, una funzione fondamentale nelle influenze popolari, nella politica e in quelle militare, senza essere fonte di pace se non come spesso accadeva a suggello di un trattato. Oggi, non diversamente da allora, la Chiesa Greco Cattolica fa sentire la sua voce, sia pur in un contesto storico differente detta dai tragici eventi di questi ultimi anni. Per questa circostanza eccezionale, che ha richiamato molti cittadini ucraini da tutta Italia, anche in Palazzo Vecchio, si è concluso la scorsa settimana un evento storico, anche per la distratta Italia. Per i bielorussi, gli ucraini, ruteni e quella fascia dell’Europa, cuscinetto tra il mondo di Putin e l’occidente, questo è stato un giorno memorabile nella città di Firenze, che oltre al legame storico religioso, ha con la capitale Ucraina di Kyiv un gemellaggio da decenni.
Enrico Martelloni

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