Il comportamento di Fini ha disgustato il Popolo italiano, indipendentemente dall’area di appartenenza politica: destra, sinistra, o di nessuna ideologia politica. Fini si è sempre creduto un essere superiore, tant’è che conserva intatti tutti i difetti umani, intellettuali e strategici di Hitler e di Mussolini. Egli è considerato oggi uno stupido “Icaro” con le presunzioni di “Narciso”.
Tutto ciò, si evince dal sorriso a mezza bocca, proprio di chi crede di possedere tutto: potere, rispetto e obbedienza; di impaurire gli amici e gli avversari parlando del “Cappio” mostrato nella Camera dei Deputati ai tempi di “Mani pulite”.
Nella farsa politica di Fini c’è qualcosa di più del suo caratteristico “DNA”. C’è la fomentazione di più “Poteri forti”. Non si spiegherebbe diversamente la dichiarazione di essere pronto alle elezioni unendosi anche al partito di Bersani, eterno e irriducibile nemico politico del MSI, cioè del Partito Fascista rappresentato da Almirante e Fini in Italia. Le ambizioni di Fini sono note a tutti e nessuno le potrà condividere o sostenere spontaneamente.
Fini concorrerà a sommare il numero, con tutta l’opposizione, per tentare di mandare a casa Berlusconi. Dopo farà la fine di “Giuda”. Più amara sarà la sconfitta dei colonnelli di Fini, quando si vedranno degradati e gettati fuori dalla politica dal Popolo italiano.
Tutti gli avversari di Berlusconi, compreso il gruppo dei Giudici dichiaratamente di sinistra, devono giustificare, al Popolo italiano, il loro vero impegno politico a ostacolare quotidianamente e con insistenza ogni azione di Berlusconi e del suo Governo.
Fini vede nella lotta della Magistratura a Berlusconi un’agevolazione ai suoi piani per sostituire Berlusconi.
Fini ha dimenticato chi è stato nel 1993 a farlo uscire dal ghetto e nel 1994 a essere un vincitore delle elezioni insieme a Berlusconi e Bossi.
Oggi, Fini si unisce alla minoranza per modificare l’attuale legge elettorale dimenticando che nel 1999 si schierò con Mario Segni a sostenere il referendum anti-proporzionale e a formare il gruppo “Elefantino”per le elezioni europee che si rivelò una grande delusione.
Entrato nel Governo, 2001 al 2006, Fini manifestò i primi dissensi con Berlusconi facendo fronte con Follini dell’Udc di Casini. Nel 2007 criticò il discorso di Berlusconi sull’utilità di formare un partito unico. Nel 2008 propose autonomamente il voto agli emigrati.
Nel 2009 sbottò con il tirar fuori il pericolo di un “Cesarismo” a tutto discapito della democrazia interna al nuovo partito. Il 2010 viene allo scoperto con il dissenso sulle riforme e su come procedono le cose all’interno del Pdl.
Berlusconi, infastidito dal clima determinatosi nel partito, invita Fini a dimettersi da Presidente della Camera dei Deputati e impegnarsi a tempo pieno in politica.
Fini replica a Berlusconi dichiarando di rimanere al proprio posto e di costituire nel Pdl un proprio gruppo pronto a formare un nuovo partito per modificare gli equilibri interni allo stesso Pdl.
Intanto la crisi economica internazionale è per i nemici di Berlusconi una manna caduta dal cielo per creare un clima d’insoddisfazioni e di lamentele da parte del Popolo in precarie condizioni economiche, o in stato di povertà.
Domenico Civitano

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