Pacs: solo poco più di un anno fa sulla graticola delle polemiche c’era il gruppo consiliare di Alleanza Nazionale in Regione Toscana, alle prese con l’elaborazione del nuovo Statuto che all’articolo 4 prevede, dopo «la tutela e la valorizzazione della famiglia fondata sul matrimonio», anche «il riconoscimento delle altre forme di convivenza».
La stessa posizione espressa ora dal presidente di An Gianfranco Fini, a sua volta messo sul braciere da avversari ma non solo: «Eppure quella di Fini è l’unica posizione politica ragionevole», commentano oggi il Presidente di An in Consiglio regionale Maurizio Bianconi e il Consigliere regionale Achille Totaro che un anno fa difesero strenuamente la scelta delle regole compiuta dalla Toscana. «La polemica sulle convivenze e sui Pacs – affermano i due esponenti di An – è una polemica solo mediatica, da Processo del lunedì, strumentale e talebana che ignora la realtà sociale e i mutamenti che in essa si sono verificati. Se poi tali cambiamenti siano evolutivi o involutivi, questo non sta alla politica giudicarlo. A questa spetta il compito di governarli, piuttosto, in maniera da collocarli entro una cornice di civiltà, che prescinda dai giudizi morali o, peggio, moralistici».
Questo, tornano ora a ribadire Bianconi e Totaro, non significa operare fughe: «Nessuno, tanto meno noi di Alleanza Nazionale, intende mettere in discussione né i principi costituzionali – prosegue Bianconi – né tanto meno la funzione fondamentale della famiglia fondata sul matrimonio, cellula su cui si sviluppa la nostra società e che va valorizzata e tutelata. Meno che mai si intende dare medesimo valore e dignità alle altre forme di convivenza. Tuttavia, per rappresentare la gente, la politica deve per lo meno a prendere atto che in una società in evoluzione come la nostra esistono fenomeni da considerare né illeciti né illegittimi, ma semplice espressione delle libertà individuali, anch’esse tutelate costituzionalmente. Le altre forme di convivenza esistono, e sono una realtà che interessa decine di migliaia di toscani così come milioni di italiani». Per i motivi più vari: «Si convive per le più svariate ragioni. Pensiamo a tanti anziani che condividono magri redditi, a chi divide abitazioni per l’alto costo degli affitti, a chi sta insieme per amicizia o per qualunque vincolo di parentela. Il fenomeno, in Toscana come ovunque, è diffusissimo».
Per tutti questi motivi oggi Bianconi e Totaro, mentre esprimono «soddisfazione per aver operato un anno fa in un senso oggi dichiaratamente condiviso dal presidente Fini», lanciano un appello a non buttare la solidarietà e la coesione sociale in polemica: «In cose tanto serie – concludono – non dovrebbero esistere né speculazioni, né strumentalizzazioni né tifosi da Processo del lunedì».
Comunicato stampa Gruppo Alleanza Nazionale al Consiglio della Regione Toscana

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