• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Fine Vita, tra suicidio assistito e autanasia

L’udienza pubblica tenuta martedì 23 giugno dalla Corte costituzionale, cui hanno partecipato fisicamente o on line pazienti sia favorevoli all’assistenza al suicidio sia contrari, e la petizione sottoscritta da 270 medici su Change.Org intitolata “Suicidio assistito: non una cura, ma la fine del rapporto medico-paziente”, che si oppone alla legiferazione in questo campo, hanno rinfocolato il dibattito sul fine-vita. Il fine-vita può accadere in quattro modi: per via naturale, per suicidio, per suicidio assistito, per eutanasia.

di Giovanni Cominelli | 6 Luglio 2026

L’udienza pubblica tenuta martedì 23 giugno dalla Corte costituzionale, cui hanno partecipato fisicamente o on line pazienti sia favorevoli all’assistenza al suicidio sia contrari, e la petizione sottoscritta da 270 medici su Change.Org intitolata “Suicidio assistito: non una cura, ma la fine del rapporto medico-paziente”, che si oppone alla legiferazione in questo campo, hanno rinfocolato il dibattito sul fine-vita. Il fine-vita può accadere in quattro modi: per via naturale, per suicidio, per suicidio assistito, per eutanasia.

Quanto al suicidio – in Italia ne avvengono circa 4.000 all’anno, con un incremento di quelli degli adolescenti – occorre distinguere tra quello autoinflitto e quello “assistito”.

La Chiesa cattolica condanna da sempre il suicidio, il suicidio assistito e l’eutanasia, perché la vita è un dono di Dio e possiede una dignità intrinseca dal concepimento fino alla morte naturale. Questa posizione è ribadita nel Catechismo della Chiesa Cattolica (N. 2276/2279 e 2280/2283) e nella Lettera “Samaritanus Bonus” del 2020.

I casi di suicidio assistito non sono stati molti, ma alcuni piuttosto clamorosi: Englaro, fine anni ’90, Piergiorgio Welby nel 2006 e altri a seguire fino ai nostri giorni: Libera marzo 2026, Silvano marzo 2026, Stefano aprile 2026, dopo ricorsi, interventi e contro-interventi della magistratura ordinaria e delle Regioni interessate. L’effetto finale è stato l’allungamento delle sofferenze delle persone coinvolte.

Essi hanno evidenziato le contraddizioni tra le prescrizioni etiche, quelle giuridiche e la condizione reale di uomini e donne. Si dice “assistito”, perché la persona vuole porre fine ad una vita fatta di sofferenze fisiche e psichiche, ma non dispone più dei mezzi né per vivere né per morire. È eticamente giustificata e giuridicamente fondata la sua eventuale richiesta di essere aiutata a morire? Ne conosco una, da anni. Faceva l’idraulico. Dal 2019 un incidente stradale l’ha reso immobile. Il cervello funziona, ma solo dal collo in su. Sente le parole, ma non è in grado di rispondere. Muove le palpebre (aperte vogliono dire SI, chiuse vogliono dire No; se lo sguardo si concentra su una delle lettere dell’alfabeto che compaiono sullo schermo di un computer, riesce a comporre brevi messaggi. Luca Coscioni riusciva anche a sintetizzare una voce.). Nessuna funzione fisiologica attiva: non è in grado di deglutire. Essendo un uomo di cinquant’anni, in piena forza e salute fisica, ha davanti la prospettiva di passare i prossimi quarant’anni della sua vita come gli ultimi sette. Ha l’intelligenza di un uomo, ma la mobilità di una pianta. Che cosa ha impedito finora a quest’uomo di non rinnovare dal profondo della sua disperazione immobile e impotente la richiesta di morire?

Solo la rete degli affetti familiari e amicali. Ma non tutti hanno questa fortuna. Domanda: ha diritto una persona in tali condizioni di porre fine ad un dolore esistenziale insopportabile? La mia risposta è sì tanto sul piano etico quanto su quello del diritto fondamentale all’autodeterminazione.

Donde la necessità di modificare l’art. 580 del Codice penale, che recita: “Chiunque determina altri al suicidio o rafforza l’altrui proposito di suicidio, ovvero ne agevola in qualsiasi modo l’esecuzione, è punito, se il suicidio avviene, con la reclusione da cinque a dodici anni”. Un conto è istigare al suicidio e un conto è dare un aiuto a chi consapevolmente lo chiede. Il Parlamento non l’ha tuttora modificato, anche se la Corte costituzionale nella sentenza n. 242 del 2019 e nella sentenza 135 del 2024 lo ha dichiarato parzialmente anti-costituzionale e ha definito quattro condizioni sostanziali, perché l’assistenza al suicidio non sia punibile.

È invece un’altra storia quella dell’eutanasia. Ed è perciò un errore e una mistificazione ideologica far coincidere il suicidio assistito con l’eutanasia.

Poiché gli anziani aumentano di numero, aumentano le patologie, tra cui il decadimento cognitivo. Così sono sempre più frequenti i casi di malati terminali, spesso gravemente sofferenti, incapaci di decidere consapevolmente di sé. In questo caso, sono i familiari, il personale medico o assistenziale a decidere al posto loro. È qui, in quest’area-limite, che potrebbe farsi strada “una cultura dello scarto”, secondo l’espressione di papa Francesco, che tenda a liberarsi facilmente dei deboli e dei vulnerabili e che potrebbe portare lo Stato ad assecondare troppo facilmente chi vuole liberarsi del fastidio e dei costi dell’assistenza ai malati terminali o, al limite, troppo anziani. Serve allora una nuova legge? C’è una contro-indicazione: se lo Stato fa una legge e inventa nuove procedure burocratiche, se poi la Magistratura interviene e contro-interviene, alla fine nasce un’industria giuridica di leggi e di circolari applicative nazionali e regionali, per la quale la protezione della vita umana diventa solo un pretesto, non il fine. Dietro alle tendenze omni-giuridicizzanti, che pretendono di normare tutte le dimensioni dell’esistenza, comprese quelle più intime e più radicali, sta l’illusione che il Diritto possa sostituire la Morale. Se manca un’etica familiare, sociale e professionale, è illusorio pensare che la Legge possa riempire il vuoto.

Giovanni Cominelli

(da Solo Riformisti)

Pubblicato in : Editoriale

Info Giovanni Cominelli

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti