
“Finché vola l’aquilone” forse non è un romanzo, ma un lungo racconto vissuto. Un viaggio in attesa di compimento di una donna sensibile. Una donna del sud che attraversa la vita fino al nord e trova a Firenze una tappa importante dove i suoi sogni di ragazza e prima di fanciulla, resteranno punti di riferimento. Bianca, nasce da una buona famiglia della provincia di Brindisi e ne descrive con tatto lieve i suoi componenti. È brava a scuola, ma non è sottomessa, si adegua in famiglia, osservandola dal suo punto di vista e coccolata da padre. Si adegua alle situazioni, le analizza con efficacia, non ne è mai travolta. È un sud Italia peculiare delle sue caratteristiche, nei valori e nell’uso. Arriva il tempo di essere signorina, e ciò che comportava allora per le ragazze: lasciare gli studi per maritarsi, magari anche molto giovani. La Sorte di Bianca che descrive tutto ciò attraverso gli accadimenti familiari, sarà differente. Prima Milano per l’università, poi gli amori fiorentini, accompagneranno Bianca attraverso le quotidiane avventure tra incomprensioni di modi di vivere. C’è in bianca un apparente sottomissione che trova nel dolore della morte del padre e nel primo grande amore, il volo libero della vita non concesso ad altre coetanee. Salperà dal porto, ma sempre accompagnata dai valori acquisiti, confrontati con ammirazione e affanno, con altri fino ad allora sconosciuti. L’amore,le figlie, gli uomini con cui ha vissuto saranno il trend d’union che la faranno superare tutte le vicissitudini che la vita può apparecchiare. Leggero nella lettura, ben scritto, il libro ha un suo ritmo e cadenza dal lieve passo narrativo; non stanca, lascia e suscita ricordi in chi ha vissuto dagli anni sessanta del secolo scorso in poi, l’Italia che cercava emancipazione e risposte al cambiamento della vita di ciascuno di noi. Bianca così chiude il suo lungo racconto con una conquista: ha scalato una montagna dove ora si sente più forte. Quindi non è un libro dove il riscatto della donna meridionale trova nelle emancipata vita del nord il suo solo compimento. È soprattutto il desiderio di farlo tenendo saldo un valore che fortemente le appartiene: la famiglia e il suo amore. L’aspetto politico e religioso sono un contorno, elementi come altri della vita, non il suo fondamento. Questo è un libro che vuole raccontare l’anima di una ragazza meridionale arrivata a Firenze.
Enrico Martelloni

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