L’ autocandidatura di Marco Pannella, per sé o per altri della Rosa nel Pugno, alla segreteria del Partito Democratico prossimo venturo è un’ottima occasione per fare chiarezza.
E’ secondo noi pacifico che si tratti di una mossa strumentale che si pone due obbiettivi.
Il primo è quello di attirare l’attenzione dei media. Non è un delitto, ma per Pannella è una vera e propria ossessione, consapevole come è dello stato della nostra stampa: strettamente collegata ai poteri e, pertanto, impermeabile a qualsiasi disturbatore non autorizzato. Consapevole di ciò, Marco fa di tutto per aggirare gli ostracismi, e, secondo noi, fa bene il suo mestiere.
Il secondo obbiettivo è quello di vanificare l’iniziativa dello SDI di partecipare alla nascita di un nuovo soggetto liberalsocialista.
Pannella, infatti, senza preventivamente informare nessuno come è suo costume, ha avanzato la candidatura per se o per altri della Rosa nel Pugno, quindi a nome della RNP.
Come a dire allo SDI di Boselli: “ tu ti adopri per la nascita di un nuovo soggetto? Ed io ricordo a tutti che ancora esiste il patto che ci lega, poiché nessuno lo ha denunciato”.
E’ un modo per proseguire nel gioco del cerino che va avanti da troppo tempo sulla sorte di un soggetto che è stata una buona invenzione ma che non è mai decollato per responsabilità equamente distribuite.
Ma dopo che si è iniziato il processo per la nascita di un nuovo soggetto che unisca laici, liberali e socialisti, l’iniziativa di Pannella, al di la delle sue intenzioni, consente finalmente di fare chiarezza.
Non dubitiamo, infatti, che il segretario dello SDI ribadisca che non è interessato alla partecipazione al PD, essendosi già fortemente impegnato nella Costituente liberalsocialista.
Nicola Cariglia

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