Ad un anno dalla sua investitura, il presidente filippino Rodrigo Duterte ha sicuramente scosso il panorama politico interno del suo Paese, ma ne ha ancor più segnato le condizioni di sicurezza e la vita economica. La sua violenta campagna antidroga, basata su poteri straordinari concessi alle forze di polizia, che arrivano ad agire tramite vere e proprie esecuzioni extragiudiziali, ha colpito duramente l’opinione pubblica internazionale. La situazione a Manila è ancora troppo incerta per potere trarre un vero e proprio bilancio. Si possono però analizzare alcuni indicatori salienti, cercando innanzitutto di interpretare i motivi della fiducia che viene ancora tributata del presidente nonostante la sua nota irruenza e la sua intransigenza.
La diplomazia
Un elemento importantissimo per le relazioni diplomatiche dello Paese del Pacifico è stato il cambiamento al vertice nell’Amministrazione americana: se infatti le relazioni con Barack Obama e il suo staff erano pessime e il confronto diretto all’ordine del giorno, il rapporto con Donald Trump è parso sin dall’inizio improntato al reciproco rispetto e alla collaborazione.
Trump ha avuto per Duterte importanti dichiarazioni di solidarietà in un colloquio telefonico, definendo il lavoro di lotta al traffico di droga promosso da Manila addirittura “incredibile” ed appoggiando in tutto e per tutto l’aggressiva politica del presidente filippino. Leggi tutto: http://www.affarinternazionali.it/2017/07/filippine-duterte-sceriffo-piace/

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