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Cuba: Dio Patria Socialismo

di Luca Bagatin | 24 Luglio 2017
Era il 26 luglio 1953 quando alcuni esponenti del Partito Ortodosso – partito ispirato al Libertador José Martì – guidati da un avvocato di ventisei anni chiamato Fidel Alejandro Castro Ruz, iniziarono la Rivoluzione contro il dittatore Fulgencio Batista, il quale aveva trasformato Cuba nel “bordello degli Stati Uniti d’America”.
Questo l’inizio di un’epoca storica che porterà Cuba a riacquistare, nel 1959, la sua sovranità perduta.
Di questo tratta l’ottimo saggio “Cuba: Dio Patria Socialismo” di Andrea Virga, edito da Nova Europa (http://www.novaeuropa.it). Virga, una militanza passata a destra e dunque non sospettabile di simpatie castriste e socialiste, analizza in questo saggio composto da numerosi ed approfonditi articoli, la Storia della Rivoluzione cubana sino alla Cuba dei giorni nostri. E lo fa senza alcun pregiudizio, avedo vissuto diversi anni a Cuba, dimostrando, anzi, al di là della vulgata di matrice liberal-destrorsa, quanto l’Isola caraibica per eccellenza sia una piccola grande democrazia ispirata non tanto al marxismo, quanto piuttosto al socialismo originario ed al pensiero di José Martì, primo Libertador dell’Isola del XIX secolo.
Chi fu, innanzitutto, José Martì ? Virga gli dedica un intero capitolo. Nato nel 1853 da due spagnoli della classe media, è arrestato a soli sedici anni per aver scritto, assieme ad altri suoi compagni di scuola, una lettera ad un altro suo compagno reo di essersi arruolato volontario con i collaborazionisti del Re di Spagna. Le sue simpatie, sin dal 1868, vanno infatti agli insorti che chiedono libertà e indipendenza dalla Madrepatria. Nel 1871 sarà così deportato in Spagna e qui inizierà ben presto la sua attività letteraria e giornalistica. Impossibilitato a tornare a Cuba, soggiornerà in Messico e Guetemala e sarà iniziato alla Massoneria. Tornato a Cuba nel 1879 sarà subito messo agli arresti e sceglierà l’esilio a New York e qui sarà nominato portavoce del Comitato Rivoluzionario Cubano. Continuerà così a battersi per l’indipendenza della sua patria e di tutte le Repubbliche latinoamericane, dal Venezuela all’Uruguay e pubblicherà il saggio “Nuestra America”, oltre che fonderà, nel 1892, il Partito Rivoluzionario Cubano. Nel 1895 scoppierà la guerra d’indipendenza dell’Isola, alla quale egli prenderà parte, ma sarà ucciso in una imboscata. Ispirato da Simon Bolivar e dai Libertadores della sua epora, oltre che estimatore dell’idealismo tedesco e opera di Marx, Martì conierà il motto “Essere istruiti per essere liberi” ed oggi la sua statua e la sua effige campeggia in tutta Cuba ed è la massima figura ispiratrice dei rivoluzionari castristi.
Come spiega Andrea Virga, è infatti errato ritenere che la Rivoluzione cubana abbia avuto una impronta marxista-leninista in quanto già il Movimento 26 luglio, guidato da Fidel Castro e che nel 1953 darà vita alla Rivoluzione, era formato non già da comunisti, bensì da membri di quel Partito Ortodosso “di centro” ispirato a Martì. Il carattere socialista marxista sarà successivamente acquisito più per necessità di carattere geopolitico internazionale che per autentica convinzione, al punto che Cuba fu da sempre un’Isola ribelle finanche nei confronti dell’Unione Sovietica, applicando un socialismo di matrice più autogestionaria che statalista.
Gli stessi oppositori dell’attuale governo cubano – come evidenziato nel saggio di Virga – sono di matrice socialdemocratica e cristiano-democratica e, pur chiedendo il multipartitismo e una economia sociale di mercato, sono ben lungi dal contrastare le conquiste sociali ottenute dalla Rivoluzione, in particolare nel settore dell’istruzione pubblica e sanitaria, una delle eccellenze al mondo.
A Cuba non vi è infatti un sistema multipartitico, ma l’unico partito politico esistente, ovvero il Partito Comunista Cubano, al quale possono accedere solo persone che si sono particolarmente distinte in ogni campo sociale e pubblico, è ben lungi dall’influenzare la politica del Paese.
Dal 1992 le elezioni politiche sono ammesse e sono a suffragio universale e chiunque può prendervi parte. La selezione dei candidati avviene nel modo più democratico possibile, ovvero dal basso e attraverso assemblee di quartiere. Successivamente i candidati selezionati saranno sottoposti all’approvazione popolare ed ogni cittadino può esprimere una o due preferenze e risulteranno eletti solo i candidati che otterranno l’approvazione di almeno il 50% dei votanti. E’ vietata la propaganda elettorale proprio per assicurare ad ogni candidato lo stesso trattamento, evitando quelle campagne milionarie che nei Paesi cosiddetti “liberali” hanno generato il fenomeno delle tangenti e della corruzione (sic !).
Un sistema, in sostanza, assolutamente democratico, in barba alle accuse di “dittatura” mosse dalle sedicenti “democrazie liberali”.
Aspetto approfondito da Andrea Virga nel suo saggio sono i Comitati di Difesa della Rivoluzione, fiore all’occhiello dell’Isola ed al quale sono affiliati oltre 8.400.000 cubani su una popolazione di 9.000.000 sopra i 14 anni di età e sono totalmente autofinanziati.
Tali Comitati, il cui simbolo richiama i “mambises” delle guerra d’indipendenza, hanno il compito sia di garantire la sicurezza cittadina, oltre che il decoro e la pulizia urbana, sia di fornire informazioni in campo medico-sanitario e di garantire la prevenzione attraverso raccolta e donazione di sangue, praticando vaccinazioni ed attività di assistenza ad anziani e bambini.
I Comitati di Difesa della Rivoluzione hanno anche l’importante compito di svolgere una attività di controspionaggio e di sorveglianza dello Stato cubano, minacciato da continui tentativi di destabilizzazione in particolare da parte degli Stati Uniti d’America.
Stati Uniti d’America che, mentre con Obama avevano aperto i rapporti con l’Isola caraibica facendo ben sperare in proposito alla fine dell’embargo, oggi – con Trump – si stanno nuovamente raffreddando.
Cuba, ad ogni modo, nonostante l’embargo che dura dal 1962, resiste. Ha restitito sino agli Anni ’90 grazie al contributo sovietico, ma ha continuato a resistere – pur fra mille difficoltà – anche dopo.
Virga spiega ottimamente anche e proprio il periodo più travagliato che Cuba dovette affrontare dopo il crollo dell’URSS, ovvero il cosiddetto Periodo Speciale, caratterizzato da carenza di risorse, conseguenti problemi nei trasporti, iperinflazione, deficit di bilancio inquietante aggravato ancor più dall’embargo statunitense. Periodo affontato con coraggio dai cubani e dal pragmatismo del Lider Maximo Fidel Castro, il quale avviò una serie di riforme che aprirono l’Isola al mercato attraverso la creazione di cooperative autogestite, in particolare nel settore agricolo ed industriale; l’apertura al turismo – ottima fonte di reddito dell’Isola -; la concessione di licenze per attività commerciali private e l’introduzione, sia pure in forma ridotta, delle imposte in forma progressiva.
Importanti riforme furono introdotte anche in campo politico, attraverso l’abolizione dell’ateismo di Stato e l’apertura alla Chiesa cattolica, che culminerà con gli incontri pubblici fra Fidel Castro ed i Papi dei cattolici Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco I; l’apertura ai diritti degli omosessuali, al punto che oggi la figlia dell’attuale Presidente Raul Castro, Mariela, deputata all’Assemblea del Popolo (ovvero il Parlamento cubano), vorrebbe approvare una legge che introduca il matrimonio omosessuale; l’introduzione di leggi proposte dal popolo medesimo, come quella che ha permesso la libera vendita di pc, elettrodomestici e telefonini, nonché la compravendita di automobili e proprietà immobiliari.
Sotto il profilo geopolitico, poi, Cuba ha trovato, alla fine degli Anni ’90, un ottimo interlocutore nel Venezuela bolivariano di Hugo Chavez, con il quale ha avviato una cooperazione che ha permesso all’Isola di avere petrolio venezuelano a prezzi agevolati in cambio di assistenza sanitaria gratuita ai poveri del Venezuela. Con lo stesso Venezuela, oltre che con Nicaragua, Bolivia ed Ecuador, ha dato vita all’ALBA, ovvero all’Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America, alleanza di ispirazione bolivariana e martiana di mutuo aiuto economico e sociale.
Importanti rapporti con l’Isola sono poi intrattenuti sia dalla Russia che dalla Cina, oltre che dall’Europa, in particolare la Spagna per ragioni storiche e culturali.
Il saggio “Cuba: Dio Patria Socialismo” si sofferma particolarmente sui rapporti fra il governo e la Chiesa cattolica, dedicando a ciò ampi stralci, dimostrando come la Teologia della Liberazione abbia fortemente influenzato sia i principi sociali della Rivoluzione che l’ammorbidimento dei rapporti fra l’ateo Fidel e le gerarchie ecclesiastiche.
Del resto molti prelati cattolici hanno dato la loro vita per la Rivoluzione, così come anche molti massoni. Da ricordare, cosa che purtroppo però non fa il saggio di Virga, che Cuba ospita una fra le più importanti Obbedienze massoniche al mondo di matrice latina, ovvero la Gran Logia de Cuba, alla quale hanno fatto parte gran parte dei “barbudos” rivoluzionari, fra i quali, pare, anche lo stesso Ernesto Che Guevara. Del resto la Massoneria dei Paesi latini e latinoamericani, molto diversa da quella dei Paesi anglosassoni, ha annoverato fra le sue fila numerosi rivoluzionari e riformatori sociali, si pensi ai già citati Simon Bolivar e José Martì, sino ai più recenti Augusto Sandino ed Hugo Chavez.
Il saggio di Andrea Virga è un bellissimo affresco dell’Isola caraibica più affascinante della Storia, in grado, forse, di poter aprire le menti di molti e di far cadere molti pregiudizi, oltre che di far comprendere le radici socialiste originarie e nazionaliste dell’Isola e finanche spirituali nel senso più ampio del termine.
Cuba è la patria di tutti quegli spiriti liberi che credono in una alternativa umanitaria all’egoismo capitalista, oltre le stantìe ideologie novecentesche. E’ la Storia di un mito reale in continua evoluzione, dal basso, attraverso il continuo confronto con la popolazione.
E’ la Storia di una democrazia diversa da quelle cosiddette “liberali”, che spesso tendono a privilegiare solo le classi medio-alte.
E’ la Storia di Fidel, del Che, di Martì. Degli eroi di un passato, che hanno intravisto un futuro diverso, più sostenibile, solidario e umano.
Luca Bagatin
www.amoreeliberta.blogspot.it

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Pubblicato in : Primo pianoTag: abolizione, anni, anziani, ateismo, bordello, chavez, chiesa, chiesa cattolica, cina, democrazia, dittatore, egoismo, elezioni, elezioni politiche, europa, futuro, giovanni paolo, governo, idealismo, Liberali, massoneria, mercato, mondo, movimento, nato

Info Luca Bagatin

Nato a Roma il 15 febbraio 1979, blogger dal 2004 (www.lucabagatin.ilcannocchiale.it e oggi www.amoreeliberta.blogspot.it), in passato collaboratore del quotidiano nazionale “L’Opinione delle Libertà” e de “La Voce Repubblicana”, oltre che di riviste di cultura esoterica e Risorgimentale.
Ha fondato nel maggio 2013 il pensatoio (anti)politico e (contro)culturale “Amore e Libertà (www.amoreeliberta.blogspot.it).
Suoi articoli sono stati pubblicati in Francia, Belgio, Serbia, Brasile e Nicaragua e tradotti anche in tedesco e spagnolo.
E’ autore dei saggi “Universo Massonico” con prefazione del prof. Luigi Pruneti; “Ritratti di Donna” con prefazione di Debdeashakti; “Amore e Libertà – Manifesto per la Civiltà dell’Amore” con prefazione del principe Antonio Tiberio di Dobrynia; “L’Altra Russia di Eduard Limonov – I giovani proletari del nazionalbolscevismo” con prefazione di Sandro Teti e di “Ritratti del Socialismo” con prefazione di Ananda Craxi.
E’ redattore della rivista di geopolitica “BRICS & Friends”

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Tullio Pascoli

    13 Agosto 2017 alle 17:45

    Questa Signora non è una funzionaria del regime; è solo una “aficionda”.

    Ebbene, avendo conosciuto PERSONALMENTE Cuba, posso ben concludere che dopo oltre mezzo secolo di involuzione economica, sociale e democratica, qui si apprenderebbe che il “paradiso del proletariato” si sta aprendo all’iniziativa privata?

    Se solo fosse un’apertura reale e concreta… si capirebbe che l’esempio della Korea del Sud – che ai tempi delle Rivoluzione Cubana era molto più povera della Perla dei Caraibi -, ma dell’Albania, della Cina e perfino del Viet Nam, senza parlare di Polonia, Ungheria ecc. ecc. sarebbero servite da lezione alla tirannia di Cuba…

    Si legga cosa scrivono, invece, i diretti veri protagonisti (ex militanti) del “miracolo” di Cuba che prima della Revolución Castrista era la zona più prospera dell’America Latina mentre oggi concorre alla condizione di miseria con Haiti e Venezuela; non per niente 1/3 (un terzo) della Popolazione è riuscita a rifugiarsi negli Stati Uniti, mentre il resto rimane prigioniera del regime, avendo bisogno di permesso perfino per spostarsi all’interno del proprio Paese…

    LA VIDA OCULTA DE FIDEL CASTRO https://www.amazon.it/vida-oculta-Fidel-Castro/dp/849942354X/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1502641693&sr=8-1&keywords=JUAN+REINALDO+SANCHEZ
    DULCES GUERREROS CUBANOS https://www.amazon.it/Dulces-guerreros-cubanos-Norberto-Fuentes/dp/1521913021/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1502641970&sr=8-1&keywords=norberto+fuentes

    Rispondi
  2. Maddalena

    12 Agosto 2017 alle 19:47

    Non sono affatto una funzionaria dello Stato Cubano. Magari lo fossi, sarei certamente più ricca: lo Stato Cubano, infatti, garantisce casa, università, sanità e cibo di base a tutti i propri cittadini, e a chi è un suo funzionario anche qualcosa in più! Perciò mi auguro che quel’ insinuazione mi porti fortuna! Detto ciò a Cuba ci sono stata un paio di volte ed ho intervistato decine di persone! Ho persino incontrato INSOSPETTABILI ex fascisti (quindi persone lontanissime dal marxismo-leninismo) che a Cuba si sono trasferiti e sono diventati degli onesti imprenditori! Ora sono felici e non trovano alcun interesse a “contrastare” il governo poichè si sentono (come imprenditori) più rispettati a Cuba che in Italia. Da bravi “liberali” proporrei di fare una ricerca di quanti imprenditori italiani e spagnoli lasciano la “liberale” Europa per INVESTIRE nella brutta, sporca e cattiva Cuba….. CHIUDENDO PERO’ DEFINITIVAMENTE CON L’ EUROPA!

    Rispondi
    • Luca Bagatin

      12 Agosto 2017 alle 20:02

      Eh Maddalena, che ci vuoi fare, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire :)
      Presto, come ho scritto nei commenti qui sotto, ti intervisterò, dando così opportunità ai lettori DI MENTE APERTA E LIBERA (chi è libero non necessariamente, per fortuna, è liberale, anzi !) di conoscere meglio la democrazia dei Caraibi :)

      Rispondi
  3. Luca Bagatin

    12 Agosto 2017 alle 17:57

    In questa epoca oscura, chiamata dai Veda “Kali Yuga”, nella quale l egoismo e la materia prevalgono sull amore e sull altruismo, occorre avere meno rapporti possibili con le persone legate alla materia e al danaro. Esse trascinano l essere umano nell abisso. Un giorno comprenderanno anche loro che la via da seguire è quella dello Spirito, insegnata da tutti gli Avatara e i Grandi Iniziati.

    Rispondi
  4. Tullio Pascoli

    9 Agosto 2017 alle 13:45

    Gentile Alessandro,

    Siamo alle solite degli impenitenti nostalgici del teorico collettivismo fallito ovunque sia stato messo alla prova della realtà. Il Venezuela è solo il più recente esempio…

    Chissà cosa avranno da dire quando anche negli scaffali delle librerie italiane apparirà la traduzione della VITA SEGRETA DI FIDEL CASTRO, scritta da Juan Reinaldo Sánchez l’ex guardia del corpo numero 1 del tiranno dei Caraibi.

    Questo, dopo aver vissuto durante ben 17 anni, praticamente, alla porta affianco di Castro, accompagnandolo ovunque nel mondo, aveva chiesto il pensionamento con due anni di anticipo, destando il timore che avrebbe potuto trapelare fra il pubblico ciò che sapeva.

    Torturato, incarcerato ingiustamente, isolato durante oltre due anni in una cella solitaria malsana in compagnia di ratti e scarafaggi, si era ammalato e stava quasi morendo, quando un suo amico medico, lo aveva miracolosamente salvato, accorgendosi che lo stavano avvelenando.

    Nonostante tutte le umiliazioni subite, non aveva mai espresso un’unica critica nei confronti del regime, così, era stato liberato sotto stretta vigilanza; ma, conoscendo bene i metodi dei servizi segreti di cui avevo fatto parte, al secondo tentativo di fuga, era riuscito a rifugiarsi all’estero dove, in Francia, riusciva a pubblicare le sue memorie… Una lettura da raccomandare soprattutto agli indottrinati la cui recensione è liberamente scaricabile

    http://www.liberalismowhig.com/2017/01/11/cuba-lutto-o-speranza/

    Cordialmente, Tullio

    Rispondi
  5. Luca Bagatin

    2 Agosto 2017 alle 17:44

    Anche a me certi commenti. C è chi legge, studia e si documenta e chi scrive quattro righine di commento facebdo ironia.
    Non mi stupisce più vista l epoca mediatica e “social” (ma non sociale) nella quale viviamo.

    Rispondi
  6. Alessandro Silvestri

    1 Agosto 2017 alle 19:47

    Mi sembra di sognare. Come articolo del Granma potrebbe anche andare.
    Mi sfuggono le motivazioni che inducono a scrivere le palesi falsità civili e politiche su Cuba.

    Rispondi
    • Tullio Pascoli

      3 Agosto 2017 alle 22:54

      Gentile Alessandro,

      in passato e non solo su PENSALIBERO, ho cercato di argomentare – contestando – le fantasiose affermazioni di questo creativo autore. Poi, ho rinunciato a leggerlo dopo che mi ha confessato – nero su bianco – di non essere mai uscito dall’Italia.
      Basta ricordare che fino a recentemente, anche in questa sede, esaltava i successi raggiunti dal cosiddetto Socialismo del XXI Secolo (Bolivariano) in Argentina, in Venezuela, in Ecuador; dunque, tutti Paesi che non conosce nemmeno.

      Del resto, sul Venezuela oggi, non inganna più nessuno; infatti, senza contare i più di cento (100) martiri assassinati dal regime, ogni singolo nuovo giorno, migliaia e migliaia di Venezuelani fuggono dalla propria Patria con ogni mezzo, rifugiandosi sopratutto in Colombia ed in Brasile per trovare da mangiare e per potersi curare dai loro malanni fisici ; già, perché anche i medicinali veterinari – che usavano per se stessi – ormai sono esauriti.

      E pensare che il Venezuela è un Paese ricchissimo non solo in termini di risorse naturali (petrolio e produttività agricola) ma soprattutto in termini di Capitale Umano, privo di qualsiasi prospettiva…

      Rispondi
      • Alessandro Silvestri

        9 Agosto 2017 alle 09:34

        Caro Tullio, ne ho già conosciuti diversi di prototipi del genere, gente anche dotata intellettualmente che però utilizza in modo scorretto certe peculiarità. E appunto non riesco a comprendere il perché di affermazioni piene di sicumera certezza, che sono però in contrasto con la realtà.

        Rispondi
      • Luca Bagatin

        9 Agosto 2017 alle 21:17

        Vi lascio al vostro dialogo fra sordi.
        Prossimamente contro di pubblicare una intervista alla Dott.ssa Maddalena Celano, studiosa di Cuba ed in particolare delle donne cubane, che già intervistai qualche tempo fa.
        E’ tornata proprio ieri da L’Avana con notizie in totale contrasto con quelle liberal capitaliste che amate tanto e che non discuto, rimanendo infatti fedele ad un aforista che amo moltissimo.

        Rispondi
        • Tullio Pascoli

          9 Agosto 2017 alle 21:24

          Invece di intervistare funzionari del regime, che non hanno nient’altro da dire se non difendere il proprio posto, dovrebbe leggersi le memorie di Juan Reinaldo Sánchez che le spiegherebbe in 232 pagine de LA VIE SECRETE DE FIDEL CASTRO come per 17 anni ha fatto da balia a Fidel Castro; imparerà cos’è la Cuba reale che io ho visitato… mentre Lei invece scrive solo per sentito dire… come ha già fatto sul Venezuela, vero?

          Rispondi

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