La considerazione di mia madre è stata (come sempre) articolata, sfumata, carica di diplomazia e sottile umorismo: “Bella mignotta (pausa)… non sarai mica te?”.
È la risposta prontamente scodellata al mio amico Stefano. Il quale nota (giustamente) che tale categoria concettuale non si presterebbe alle misure: “O si è, o non si è fidanzate” (ragionissima).
Sono una donna razionale (io). Quindi, per avere contezza di dove fosse posizionata (statisticamente) la mia risposta all’interno della cultura femminile, ho usato (stamattina) il focus group universale: mia madre. Chiaramente mi sono mossa attraverso un artificio dialettico astutissimo (e di provata efficacia): ho messo le mie parole in bocca ad un’altra. Sapete… la solita cosa del tipo: “…Pensa un po’ cosa ha detto questa mia amica!”. La considerazione di mia madre è stata (come sempre) articolata, sfumata, carica di diplomazia e sottile umorismo: “Bella mignotta (pausa)… non sarai mica te?”. Yesss!
(Quando cambierò lavoro, mia madre lo saprà un anno prima di me).
Per un istante ero tentata di parlarne con zia Cristina. La vecchia è più circonvoluta e misurata nelle osservazioni (ma più severa).
Così… non rimaneva che lui (l’interessato).
So bene che queste sono quelle domande (da femmina-femmina) che l’universo maschile detesta e per le quali la nostra categoria soffre in reputazione. Mi riferisco a quelle fatte mentre trastulli le dita dietro le orecchie, o che fai mentre sciacquetti la pentola, o mentre lui carica sudato le valige in macchina (adoro quel momento topico della loro esistenza di maschi alla Noè! Sono in preda al panico ordinatorio come in vista dell’imminente onda del diluvio e non sanno come diavolo riempire l’Arca… fantastico!). Però, per una come me… che ha rinunciato al desiderio di essere come un maschio ed ha cominciato a viversi felicemente la propria femminilità solo nell’adolescenza, quelle domandine sono anche una sicurezza. Un cliché per rimanere nei binari delle femmine-femmine… come lo smalto ai piedi, mangiare verdure, aggrapparsi al termosifone.
Mezz’ora fa, mentre trafficava (segretamente) sul portatile per un importante rating in emissione ad una delle prime (dieci? Forse cinque..) società quotate italiane, ho ritenuto fosse il momento più opportuno per la domandina (se si sentisse offeso qualora dicessi di essere solo “un pochino” fidanzata con lui).
L’interessato è prontamente riuscito nel detestabile intento di farmi sentire sia rassicurata e sia presa in giro: “Amore, puoi dire quello che credi. Semmai… chissà… se mai ci sposassimo, sarò l’uomo più felice del mondo e ti prometto fin d’ora che potrai dire di essere solo un pochino sposata… non tutta quanta”.
Detestabile.
Comunque, si, sono fidanzata.
(Un pochino, più o meno, si e no, solo per ora, all’incirca, così e così… diciamo abbastanza ma non troppo…).

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