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Fiaba delle Befane, di un ergastolano

di Carmelo Musumeci | 8 Gennaio 2017

Una volta nella galassia di Andromeda, in un pianeta chiamato Zero, si stava svolgendo una riunione con i rappresentanti nativi di tutti i pianeti sparsi nell’universo.

Prese la parola la befana di tutte le befane del pianeta Giustizia:

“Un po’ di silenzio, per favore. Siamo qui per discutere di quello che accade in un pianeta
della galassia della Via Lattea, chiamato Terra. Dovete sapere che in questo pianeta esiste
ancora la pena di morte, la guerra, le torture e, come se non bastasse, ci sono umani che
tengono prigionieri altri umani, a volte per tutta la vita: ci occuperemo di questo.”

Prese la parola la befana di tutte le befane del pianeta Amore Sociale:

“Questi umani sono schiavi delle loro leggi scritte su pezzi di carta e il loro pensiero, davanti
alla legge e all’umanità, non vale nulla. Non capiscono che la legge senza coscienza è
destinata a sprofondare nella malvagità: dobbiamo fare qualcosa.”

 

Prese la parola la befana di tutte le befane del pianeta Solidarietà:

“Più che alle leggi e alle istituzioni bisogna credere alla magia che crea gli esseri
viventi fondamentalmente buoni, spesso sono le stesse  leggi che li rendono cattivi.  In questi carceri sulla Terra entri bravo ed esci arrabbiato, quando va bene, cattivo quando va male.
Pensate che in questo pianeta, in un paese chiamato Italia, tengono in prigione anche i bambini
che hanno meno di tre anni… “

 

Prese la parola la befana di tutte le befane del pianeta Amicizia:

“Io in questo pianeta ci vado tutti gli anni e conosco quei brutti posti. Il carcere è un luogo
a se, distaccato da ciò che è il contesto sociale, da ciò che sono le rivendicazioni dei diritti
e delle libertà, un luogo oscuro ai più, dove il concetto di espiazione diventa un concetto di
dominio. Per i terrestri il carcere è una discarica sociale dove vengono buttate le anime più disperate.”

 

Prese la parola la befana di tutte le befane del pianeta Pace:

“Qui non ci interessa il perché uno va in carcere, ci interessa solo il perché del carcere,
della sua esistenza come strumento d’isolamento degli uomini dagli altri uomini, come
strumento di spersonalizzazione, di dolore e di perdita d’indentità…”

Prese la parola la befana di tutte le befane del pianeta Fratellanza:

“Anch’io conosco il pianeta Terra: i terrestri usano il carcere per allontanare, emarginare,
isolare e controllare. Esiste una concreta tendenza alla carcerazione sociale da parte dei
loro governanti, una carcerazione che non è solo relegare uomini e donne in luoghi
costruiti appositamente, ma è anche quella di togliere ogni capacità di pensiero proprio, per
una “sperimentazione” di controllo mentale e sociale: alla fine il prigioniero pensa ciò che il suo carceriere vuole che pensi.”

 

Poi prese la parola la befana di tutte le befane dell’Universo:

Per tutte le stelle! Dobbiamo intervenire con tutta la magia dell’Universo! Per tutti i soli! La Terra è la vergogna di tutto l’Universo: interveniamo subito, innanzitutto eliminiamo le loro incivili leggi e cancelliamo tutti i carceri del pianeta. Non è possibile educare qualcuno tenendolo dieci, venti, trent’anni, a volte tutta la vita, chiuso in una cella: il carcere è la morte nera. Chi ruba deve lavorare per restituire il maltolto. Chi uccide deve mantenere i figli e la moglie della vittima e tentare di aiutarli nel dolore. Non si può educare nessuno e non si può rimediare al reato commesso con il carcere, la sofferenza, il dolore e le privazioni.”

 

Tutte le befane furono d’accordo: con la forza della magia bianca cancellarono tutte le leggi scritte e da lì in poi gli umani si giudicarono fra loro con le leggi della ragione, dell’anima e del cuore.

Tutte furono d’accordo ed i carceri della Terra furono distrutti, nessun umano fu mai più imprigionato e i crimini e i reati diminuirono fino a scomparire. E tutti gli abitanti della Terra vissero felici e contenti.

 

Carmelo Musumeci

Pubblicato in : Cultura ed eventiTag: anni, befana, cella, italia, tutta la vita

Info Carmelo Musumeci

Carmelo Musumeci nasce il 27 luglio 1955 ad Aci Sant’Antonio in provincia di Catania. Condannato all’ergastolo, si trova ora nel carcere di Padova. Entrato con licenza elementare, mentre è all’Asinara in regime di 41 bis riprende gli studi e da autodidatta termina le scuole superiori. Nel 2005 si laurea in giurisprudenza con una tesi in Sociologia del diritto dal titolo “Vivere l’ergastolo”.. Nel Maggio 2011 si è laureato all’Università di Perugia al Corso di Laurea specialistica in Diritto Penitenziario, con una tesi dal titolo “La ‘pena di morte viva’: ergastolo ostativo e profili di costituzionalità”, con relatore il Prof. Carlo Fiorio, docente di Diritto Processuale Penale, e Stefano Anastasia, ricercatore di Filosofia e Sociologia del Diritto e Presidente onorario dell’Associazione Antigone per la difesa dei diritti dei detenuti. Nel 2007 conosce don Oreste Benzi e da allora anni condivide il progetto “Oltre le sbarre”, programma della Comunità Papa Giovanni XXIII.
Promuove da anni una campagna contro il fine pena mai, per l’abolizione dell’ergastolo. I suoi scritti si possono trovare su www.carmelomusumeci.com e su www.urladalsilenzio.wordpress.com. Chi volesse scrivergli può farlo attraverso amici volontari, che tengono per lui questo indirizzo email: zannablumusumeci@libero.it

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