Uccideranno la famiglia fingendo di difenderla.
Trasformeranno in campo di battaglia quello che è, ed è normale rimanga, uno dei veri pilastri della nostra civiltà. Nel bene e nel male.
Dall’amore dei nonni, alla mafia.
Italia fa rima con famiglia.
E la famiglia muta i suoi caratteri nel tempo, nelle circostanze, nelle emergenze, nelle normalità dei cambiamenti che sono la vita delle comunità e delle persone.
La forza di adattarsi. Di farsi elemento plastico nelle forme, ma immutabile nella sostanza. Perché fatto di una materia semplice, ma inalterabile. Che è l’amore.
Che non è la materia di cui sono fatti i beceri dello slogan volgare, i furbetti della rendita politica. Stronzi da guerra in tempo di pace. Che non meriterebbero nulla. E invece fanno i ministri, i deputati, i presidenti di strani organi statali allestiti per campare loro e le loro famiglie.
Le uniche che sono in grado di difendere. Almeno lo facessero senza danneggiare tutte le altre.
Dannosi per le stesse cause che fingono di difendere. Orrendi approfittatori del gioco mediatico che li trasforma in icone.
Sono stanco di loro e del circo che li promuove. Sono stanco.
Parleranno di fertilità quando avranno costruito un welfare non dico decente, ma appena meno ingiusto di quello che abbiamo. Parleranno di fertilità quando garantiranno un minimo di assistenza a famiglie a cui nasce un figlio disabile. Parleranno di fertilità quando ci spiegheranno i rischi di certe abitudini per la fertilità maschile e femminile. Parleranno di fertilità in tutti i molteplici modi in cui sarebbe ragionevole farlo. E magari con meno volgarità, anche linguistica, di dedicare un giorno alla fertilità (mioddio!), e chiamarlo “Fertility day” (mioddio!).
Il giorno in cui parleranno con senno e coscienza non sarà il Fertility day. Il Fertility day celebra solo l’ennesima infamia di un manipolo di furbi, di volgari sciacalletti. Di gente che spero possa presto andare a cercarsi un nuovo e più onesto lavoro.
Tommaso Ciuffoletti

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