“Non avrei mai immaginato di arrivare fino a questo punto per me è una grande soddisfazione – Sarà una bella esperienza e considerata la mia età potrebbe anche essere l’ultima”. E’ già a Rio de Janeiro e si è portato con se tutto l’orgoglio della sua bella famiglia e dell’intero Mugello. Fabrizio Caselli, 48 anni di Pelago ma da tempo residente a Borgo San Lorenzo (Firenze) è uno degli atleti di punta della nazionale italiana che nei prossimi giorni disputeranno le Para Olimpiadi 2016 nella specialità canottaggio. E considerati i suoi titoli internazionali recenti nel singolo sulla distanza dei 1000 metri e che sino a due anni fa è stato per settimane maglia rosa e vincitore del giro d’Italia di Handbike, le possibilità di andare a podio sono davvero tante. Chi scrive conosce da tempo Fabrizio perchè vicino di roulotte in campeggio a Marina di Bibbona, poco tempo dopo l'”incidente” che lo ha costretto sulla sedia a rotelle. Fabrizio Caselli è già un campione prima di arrivare ai giochi olimpici di Rio. Il “Boccia” come lo chiamano affettuosamente i suoi amici di sempre è infatti un campione di coraggio e di umanità. Appassionato sin da ragazzo di immersioni subacquee ha perso l’uso delle gambe per aiutare un amico sub in difficoltà. Generosamente Fabrizio lo è andato a recuperare nei fondali del Tirreno ed è riemerso in fretta, disperatamente per salvargli la vita contro tutti protocolli per la normale decompressione. La cosa paradossale è stata che il sub fiorentino è entrato con le sue gambe in camera iperbarica ma una maledetta bollicina di azoto ha danneggiato le terminazioni nervose lungo la spina dorsale facendoglSposta nel cestinoi perdere per sempre la capacità deambulatoria. Nelle lunghe estati nel campeggio della “California” livornese con Fabrizio abbiamo parlato a lungo di questo e di come stava cambiando la sua vita di vetraio, di appassionato di moto da cross e di giovane marito e padre di due splendidi ragazzi. Non ho mai sentito Fabrizio lamentarsi della sua condizione nè tantomeno portare rancore per il suo collega d’immersioni che ha ripreso la vita normale dopo le diverse ore in camera iperbarica. Fabrizio, grazie al grande supporto di sua moglie Barbara e della sua splendida famiglia ha saputo ritrovare la strada, prima con l’Handbike che lo ha visto vincere gare individuali in tutto il Paese e nel 2014 in maglia rosa conquistando tappa dopo tappa il “Giro d’Italia”. Ma le sfide per Fabrizio non sono mai sufficienti, se prima c’erano il motocross e le immersioni alla soglia dei 40 anni il “Boccia” ha scoperto la bicicletta e il canottaggio (Para-rowing). Tesserato per la Canottieri Firenze dal 2011 ha già partecipato a tre Mondiali: sesto posto nel 2013 a Chung Ju, quinto ad Amsterdam nel 2014 e ottavo a Aiguebelette nel 2015. Caselli in Coppa del Mondo è arrivato invece dodicesimo nel 2011 a Monaco, quinto nel 2012 a Belgrado, terzo nel 2014 in Francia e nono nel 2015 a Varese. Risultati che non sono sfuggiti al presidente federale di canottaggio il pluriolimpionico Giuseppe Abbagnale che ha voluto fortemente la sua partecipazione alle Olimpiadi di Rio nonostante l’età non propriamente verde. “E’ stato un lavoro davvero duro – ammette Fabrizio – gli ultimi dodici mesi sono stati scanditi da tre settimane in ritiro per allenarmi al centro federale di Sabaudia e uno a casa. Devo dire che come sempre Barbara, i miei figli Matteo e Alice e la mia famiglia mi hanno sempre sostenuto. Senza il loro appoggio la forza delle mie braccia non sarebbe bastata”. Fabrizio ha avuto già una grandissima soddisfazione ad inizio estate quando con tutta la nazionale azzurra è stato ricevuto al Quirinale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella insieme ai colleghi normodotati. Ora manca solo l’omologazione del tempo con il cronometro per conquistare l’accesso alla finale di canottaggio singolo sulla distanza dei mille metri, ma l’oro olimpico Fabrizio Caselli lo ha vinto anni fa quando il destino ha tentato di immobilizzarlo ma la forza di volontà e l’amore della sua famiglia lo hanno fatto rialzare in piedi perchè la vera vittoria è quella di essere un marito e un padre speciale in una vita normale nonostante l'”incidente”.
Cesare Mannucci







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