
Conosce davvero così bene Gershom Freeman da parlare in sua vece?
Posso dire che lo conosco da sempre e so bene quanto lui sia riservato e schivo nel rilasciare interviste o parlare delle sue opere. Per questo desidero farlo io che ho assistito alla loro genesi in molte sere condivise a casa sua davanti al camino con un brandy tra le mani…
E cosa può dirci di lui e dei suoi romanzi?
Di lui posso confermare quanto ha fatto scrivere dall’editore nella biografia: “ Sono uno scrittore che preferisce l’anonimato: se l’opera regala qualcosa a qualcuno, bello è tacere il nome del donatore affinché il dono abbia valore per se stesso e non per chi lo ha donato; se nulla lascia di sé, utile è dimenticare il nome dell’autore, inutile come la sua opera”.
È un tipo strano che ha scelto di vivere defilato dal luccicante mondo dell’editoria preferendo il silenzio dei boschi e la magia della Natura. Legge con avidità e scrive con parsimonia cosciente della responsabilità che la parola contiene e di come possa raggiungere il cuore di un lettore. Ama il profumo dei libri e nella sua immensa libreria raccoglie gelosamente anche libri antichi che sovente trova, durante i suoi viaggi, nelle bancarelle. Con lui ho scoperto il piacere delle interminabili conversazioni e dell’ascolto della buona musica ma anche del silenzio condiviso che unisce anziché dividere.
E dei suoi libri?

IL QUADRATO DEL SATOR è un thriller dalle forti emozioni. Dalle penombre lacustri del lago Maggiore, l’ispettrice di polizia Giorgia Clerici ottiene un una promozione e un trasferimento a Milano come membro di una particolarissima squadra investigativa denominata “Speciale”. Professionalità, intuito e un ingrediente misterioso guidano Giorgia lungo intricati percorsi in precario equilibrio tra indagini poliziesche, inquietanti misteri storici, disorientanti itinerari sapienziali intrecciati alla stimolante novità di trovarsi catapultata nel cuore della metropoli più europea d’Italia. Giorgia indaga sul rapimento di un bambino, figlio di una delle famiglie più ricche della provincia milanese; sulla giovane sorella del piccolo, un’insolita adolescente amante di magia ed esoterismi, insieme all’inquietante figura del suo quasi partner genialoide; e sulla madre, anch’essa non esattamente come vuole apparire. L’esito inatteso arriva al precipitare degli eventi che non risolvono ogni dubbio ma raggiungono l’inevitabile necessario epilogo, come la vita, che arriva alla conclusione senza essersi del tutto rivelata, col desiderio e la speranza che non sia davvero finita.
E del RESPIRO DELL’ANIMA che ci dice?

Prosegue l’attività investigativa dell’Ispettrice Clerici intrecciando quotidianità e realtà parallele. La storia si svolge tra Milano, il parco del Ticino, il lago Maggiore e la riviera ligure. Le vicende umane dei vari componenti della “Speciale” si intrecciano con gli aspetti più tecnici delle indagini, ancora una volta diversi percorsi investigativi dividono e riavvicinano i protagonisti, nuovi affascinanti personaggi accompagnano il lettore alla ricerca dei “colpevoli” e lungo percorsi d’anima che illuminano anfratti di memorie rimosse, di paure e passioni. L’intuito di Giorgia si arricchisce di nuove possibilità grazie all’incontro con il pensiero breathariano, con le potenzialità illimitate della psicodinamica e con la scoperta di verità scientifiche che rasentano l’impossibile. Lo sfondo meraviglioso della riviera ligure diviene testimone di crimini sofisticati e crudeli, ma anche sa essere grimaldello del profondo, così da raggiungere e svelare verità inconfessabili, misteriose trame ctonie che conducono protagonisti e lettori, spesso confondendo gli uni negli altri, lungo i meandri più intimi dell’io, per potersi osservare da “un altro punto di vista”.
Ha in lavorazione nuovi romanzi? Continuerà ancora con l’Ispettrice Clerici oppure rivolgerà l’attenzione altrove?
La sua macchina da scrivere (sì, romanticamente scrive ancora la prima bozza a macchina prima di affidate la trascrizione su computer ad una collaboratrice) continua a lavorare ma non mi ha ancora parlato del suo prossimo libro. Se da una parte sarei felice di leggere nuove avventure della Ispettrice Clerici, dall’altra sarei curioso di scoprirlo in altri generi diversi dal thriller. Sono certo che dopo queste feste mi inviterà a casa sua per ragguagliarmi su ciò che sta facendo, e allora, se vorrete, ve lo anticiperò.
Claudio Tirinnanzi

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