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Fermate Putin l’illusionista: ora

di Enrico Martelloni | 31 Agosto 2014

L’Ue deve intervenire prima che sia troppo tardi, prima che il regime russo non solo occupi l’Ucraina, ma minacci altri paesi un tempo nell’orbita dell’Unione Sovietica.  In Italia si stenta a capire che cosa sta accadendo attorno a noi.

E’ di questi giorni la notizia che la Russia ha invaso con i propri carri armati, l’Ucraina orientale, aprendo un terzo fronte nella città di Novoazovsk, a sud est di Donestk, fino ad ora non toccata dai combattimenti. Aspettavamo l’effetto dell’incontro tra Porochenko e Putin per capire cosa sarebbe accaduto, ma avevamo ampiamente scritto e previsto da molto tempo che l’Ucraina sarebbe stata invasa dalla Russia. E’ necessario ricordare che la Russia ha occupato già la Crimea, strappandola all’Ucraina e che, non i filo russi, ma i russi sono fin dall’inizio nel Donbass a combattere. La stampa italiana si ostina a chiamare filo russi, quelli che sono a tutti gli effetti di nazionalità non ucraina, tra cui molti mercenari al loro soldo. Putin, mira a strappare la regione del Donbass per collegarla alla Crimea, la penisola ucraina sul Mar Nero dove nel porto di Sebastopoli è alla fonda la sua flotta mediterranea. La Nato, deve energicamente intervenire a sostenere l’Ucraina nel respingere l’invasore, ora denunciato anche dall’ambasciatore americano a Kiev, Geoffrey Pyatt. Il presidente russo, gioca la sua carta puntando tutto sull’incapacità europea di opporsi in modo coordinato e unito, consapevole dell’incertezza politica europea, paventando la chiusura di forniture di gas, importanti per i paesi europei nel prossimo inverno. Sarà proprio questa l’arma strategica per mirare ad aumentare l’incertezza dei paesi Ue ad intervenire in aiuto dell’Ucraina, negando l’evidenza della seconda invasione. A poco serviranno altre punizioni economiche, mentre già la voce della Merkel, è insufficiente a scuotere Putin dalla sua vile impresa. E’ sempre più necessario, un energico intervento militare della Nato, non solo per la libertà dell’Ucraina, ma per la stessa libertà dell’Europa. Putin deve essere incriminato e condannato come criminale di guerra. L’Ue deve intervenire prima che sia troppo tardi, prima che il regime russo non solo occupi l’Ucraina, ma minacci altri paesi un tempo nell’orbita dell’Unione Sovietica. Crimea e Donbass sono punti strategici cui non solo Putin ha nostalgia. Lo stesso Gorbaciov ammise l’errore di aver concesso l’indipendenza all’Ucraina e per conseguenza alla Crimea che vi aderì con un referendum popolare. Da quel giorno Mosca ha tentato in tutte le maniere di tenere sotto il proprio controllo il paese limitandone lo sviluppo e la volontà del popolo ucraino di emanciparsi. Maidan è stata per la Russia del regime post sovietico una grave spina nel fianco combattuta con spudorata crudeltà. La conseguenza principale della rivoluzione pacifica e popolare di Kiev è stata per la Russia quella di occupare la Crimea per mantenere un piede nel mediterraneo e nel Medio Oriente. La regione del Donobass, è diventata necessaria per rumine la Crimea alla Russia, per farne una finta regione autonoma sotto il diretto controllo di Mosca. Perdere l’Ucraina vorrebbe dire per Putin un danno economico notevole. Conquistare quella striscia di terra lo porrebbe in una posizione di forza. Donetsk e luhansk sono il crocevia d’importati gasdotti ma anche la via che porta per le alture di Azov, alla pianura dello Zaporz’ka oblast dove, via Meliopol fornire d’acqua la Crimea. La penisola, infatti, è stata privata dell’acqua della diga artificiale proveniente da copioso Dieper chiusa da Kiev dopo l’occupazione russa. Sarebbe bene mettere le mani avanti, per non ritrovarsi a grossi e dolorosi problemi più tardi. Giocando all’illusionista, Putin non si accontenterà e puntrà dritto al porto di Odessa, fomentandone disordini per poi occuparla. Questo vorrebbe dire controllare completamente il Mar nero, ed avere una testa di ponte per ricollegarsi con la zona di Trasol a nord ovest, roccaforte dell’esercito russo al confine con la Moldova meridionale, per poi tentare un’operazione a tenaglia. Potrebbe volerci del tempo, ma non è un’impresa impossibile, se Nato Usa ed Ue non si decidono a fermarlo.

Pubblicato in : Primo piano

Info Enrico Martelloni

Fiorentino di nascita ma senese d’adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. marzio siracusa

    7 Settembre 2014 alle 08:45

    Caro Martelloni, sarebbe anche bene tu non ti accontentassi di credere alle speranze occidentali come fossero verità. La Crimea non sta agli States come Cuba non stava all’Urss. Tutto qui, Putin fa quel fece Kennedy. Perché la Russia dovrebbe accettare d’essere circondata? Perché il mar Nero non dovrebbe essere russo, mentre il Mediterraneo è della Nato? Hai visto i dementi volontari di Kiev con la svastica sull’elmetto? Conosci la ferocia antisemita del nazionalismo ucraino i cui sgherri nei campi erano i prediletti dalle SS tedesche? Le cose leggermente più complicate e a noi nascoste di quanto tu creda.

    Rispondi
    • Enrico Martelloni

      10 Settembre 2014 alle 23:46

      Caro Marzio, Cuba e crimea non son paragonabili. La Crimea è una penisola Ucraina dove Sebastololi era un porto miltiare strategioco in affitto alla Russia. La Crimea fa parte dell’Ucraina dal 1991, ed era terra tartara prima della deportazini sovietiche in Siberia. La Russia è uguale, anzi peggiore del nazismo, forte delle delazione come sono tutte le dittature e con sessanta milioni di morti. Qui si parla d’invasione palese di uno Stato indipendente, da parte di Putin, e non ci sono ,margini di ragione per Putin e compagni; neppure il Gas che fa tanto paura all’Ialia e all’Europa. L’autodetermianzione dei popoli è fondamentale e quella di Maidan è sacrosanta libertà di scelta, d’emancipazione, e di libertà.

      Rispondi
  2. Enrico Martelloni

    1 Settembre 2014 alle 20:23

    Le ultime parole di Enrico Mentana su La7 tradiscono l’imprecisione di chi vuole stare su due staffe, mentre la Russia sta invadendo l’Ucraina. Le colpe non sono d’entrambe le parti. Sono solo russe. I Russi sono gli invasori ed aggressori. Mentana si dimentica di questo particolare. Si dimentica che Yanukovich ha tradito il suo popolo non firmando il trattato di Vilnius. Maidan è la voce del popolo che pacificamente è scesa in piazza e quando la gente passa tutto l’inverno in piazza giorno e notte uccisa dai cecchini di yanukovich e dalle sue squadracce non poteva che essere rimosso. In questo non c’è ragione come afferma Mentana per la parte russa. In fine è bene ricordarlo che non esistono i filorussi chi combatte sono solo russi da sempre, quindi non è una guerra civile, ma una vera guerra d’aggressione. Sarebbe bene capirlo.

    Rispondi

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