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Feriti in Corte d’Appello per il flipper rosatello

A loro insaputa gli elettori di una regione eleggono, con i decimali del voto proporzionale, parlamentari di luoghi lontani. Chiamatale se volete, compensazioni, quasi una magia irrazionale in mano alle Corti, con l’ultimo giudizio irrevocabile di Calderoli. Dopo, la parola andrà alla Vetrata del Quirinale che dà il ritmo della lentezza. 30 giorni anche a voto smaccatamente deciso per fare un governo a prescindere dal sabotaggio democratico del regolamento delle Camere. Se va tutto bene ci si vede ai Morti novembrini.

di Giuseppe Mele | 14 Ottobre 2022

Il parlamentare tipo è un più che 50nne settentrionale. Il destracentro, guidato dai Fratelli ha ottenuto 352 seggi, 237 deputati su 400 e 115 senatori su 206. La sinistra 248. I deputati uninominali sono 121 di destra, 12 di sinistra e 10 dei 5stelle (complessivamente 15, tra cui gli 11 collegi napoletani, Foggia e due siciliani). Gli esordienti della XIX legislatura, 247 su 606, il 41%, come i pentastellati lo furono della XVIII, stavolta sono i Fratelli. Più i maschi, i new entry, 161 che le femmine, 86. I più veterani sono i renziancalendiani che si vantano di avere ricevuto il voto dei giovani. L’età media, 49,5 anni alla Camera e 55 al Senato, è superiore a quella, 46,2, degli italiani. A destra hanno 50 e 56,5 anni sinistra 50,2 e 55,7. Più anziana Forza Italia con 61 anni e più giovane Azione e Italia viva con 48,6 anni medi. La Lega con 51,2 anni si differenzia dai 57,3 dei verdesinistri e dai 56 dei democratici e dei fratelli.

Gli italiani vivono per il 33,6 % al Sud e Isole, 27% nel NordOvest 20% al Centro e nel NordEst. I parlamentari sono al 34% del Sud, 26% Nord-Ovest, 21,5% Centro e 18,5% Nord-Est. Sovrarappresentato il Centro. I 5 Stelle sono il partito del Sud (72% eletti meridionali). Lega e Forza Italia del Nord (66% e 44,3%). Bilanciati Fratelli, 4polisti. democratici e verdesinistri. Sottorappresentate le donne che, candidate al 40% sono state elette al 33% (32,5 % alla Camera e il 34,5 % al Senato). Azione e Italia Viva ne presentano il 46,7 % del gruppo, i 5 Stelle il 46,3 %. Gli altri stanno sul 30%, tranne Forza Italia che si ferma al 27%. Più Europa e Impegno civico, zero. Le Cucchi e Dalla Chiesa e le mogli danno il là, assieme alla tripla prima premier italiana (dichiaratamente conservatrice, postfascista e donna) la Meloni.

Tante le recriminazioni. Per esempio, senza i 4polisti, la destra avrebbe sempre vinto ma con solo 23 deputati e non 34 (9 senatori e non 11) in più sulla sinistra. Il disastro sinistro toscano, (centrodestra al 40%) ha un titolo, l’ex governatore Rossi, sconfitto dall’omonimo. Neanche eletto Ceccanti che tanto aveva sofferto per candidarsi a Pisa. Consolazione, l’elezione emiliana di Casini, dell’ex sindaco Merola, di De Maria e del verde Bonelli. Fuori Nobili 4polista. Fuori PiùEuropa come Italexit, forse Civati, Paragone e Bonino spariranno. Non Tabacci. Guai ai transfughi interni leghisti Bordoni e Santori, ex forzista ed ex fratello. Trionfo 5stellato nei 7 collegi e nei 4 senatoriali uninominali di Napoli, Giugliano, Acerra, Torre del Greco, San Carlo all’Arena, Casoria, Somma Vesuviana, Fuorigrotta. Fuori Di Maio ma anche Caldoro, dentro Patuanelli e la Maiorino ma anche Rotondi a Salerno, terra dello sceriffo De Luca senior e dell’indagato De Luca junior.

Vivissimo domina il gioco pelvico di gambe, anche e fianchi della pallina nel flipper rosatellato. Ad inizio settembre erano incerte le elezioni di 33 deputati e 11 senatori. Il Viminale garantisce solo il numero totale di eletti per partito ma non il chi. I primi granchi, stile l’indimenticabile catanese Bianco, erano stati presi con Bossi ed il tesoriere Centemero, dati per non eletti. Robe da far saltare via Bellerio della Lega. A quel punto è entrato in campo il correttore Calderoli. In Umbria erano stati assegnati 2 seggi a Pd e 2 ai Fratelli, poi divisi, uno per ciascuno anche con 5S e Forza Italia. In Piemonte salta un verde, entra un 5 stelle; un Italia Viva in Abruzzo si prende un seggio Pd, in Campania il verde sostituisce il forzista. A pochi giorni dall’insediamento restano però ancora ore d’attesa per le ultime nomine di 5 deputati e 8 senatori, nelle incertezze e negli errori di Viminale, Corte d’Appello e di Cassazione.

Fino addirittura al caso limite, più unico che raro dell’infortunio sul lavoro, non terroristico, giudiziario. Nell’aula magna della Corte d’appello barese crolla uno scaffale di schede elettorali con tanto di dipendente ferito come in un cantiere edile. I documenti sepolti sotto la struttura metallica, subito posti sotto sequestro dalla Procura per il ferimento, costringono il Tribunale all’uso degli scrutini dei singoli seggi i cui conteggi danno vincente tal forzista Lanotte, candidato nel proporzionale di Foggia. L’avvocato del concorrente, il telecronista ex sindaco di Ginosa Fratello De Palma, capolista nel plurinominale di Taranto, ottiene il dissequestro dei verbali sotterrati dalla Procura di Bari ed il riconteggio sugli originali del seggio tarantino scopre 100 voti scambiati erroneamente tra forzisti e fratelli a vantaggio del De Palma. Così dopo 74 anni il paese di Ginosa torna ad avere un deputato ed il collegio di Corte d’appello di Bari, da buon ultimo, ha chiuso le operazioni. In Puglia c’è stato anche il crisscross tra sindacalista ivoriano e moglie di Fratoianni a favore di quest’ultima. Manca solo la Cassazione come ufficio elettorale nazionale, a bollinare definitivamente; ma lo potrà fare solo dopo aver chiuso il caso particolare della circoscrizione campana.

Frustrati all’ultimo ianti che credevano di essere stati eletti. Il flipper rosatellato scombina con il problema dei plurieletti, fino al caso dei 5stellati che deve coprire gli ultimi tre seggi del plurinominale campano senza avere i candidati, dovendoli andare a trovare in una qualunque altra regione dove la lista abbia la maggiore parte decimale del quoziente non utilizzata, calcolo possibile solo a riconteggi definitivi finali. A loro insaputa gli elettori di una regione eleggono, con i decimali del voto proporzionale, parlamentari di luoghi lontani. Chiamatale se volete, compensazioni, quasi una magia irrazionale in mano alle Corti, con l’ultimo giudizio irrevocabile di Calderoli. Dopo, la parola andrà alla Vetrata del Quirinale che dà il ritmo della lentezza. 30 giorni anche a voto smaccatamente deciso per fare un governo a prescindere dal sabotaggio democratico del regolamento delle Camere. Se va tutto bene ci si vede ai Morti novembrini.

Pubblicato in : #Pensalibero24Tag: 5 stelle, anni, bari, bossi, calderoli, Caldoro, casini, chiesa, De Luca, elezioni, europa, giovani, governo, italia, lavoro, lega, legislatura, meloni, napoli, pd, pisa, puglia

Info Giuseppe Mele

Studi tra Bologna, Firenze e Mosca.Già attore negli ’80, giornalista dal 1990, blogger dal 2005. Consulente UE dal 1997. Sindacalista della comunicazione, già membro della commissione sociale Ces e del tavolo Cultura Digitale dell’Agid. Creatore della newsletter Contratt@innovazione dal 2010. Direttore di varie testate cartacee e on line politiche e sindacali. Ha scritto Former Russians (in russo), Letture Nansen di San Pietroburgo 2008, Dal telelavoro al Lavoro mobile, Uil 2011, Digital RenzAkt, Leolibri 2016, Renzaurazione 2018, Smartati, Goware 2020,Covid e angoscia, Solfanelli 2021, Il Male assoluto sullo schermo 2022.

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