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FENTANYL E SUPREMA CORTE

Domenica 22 febbraio di terrore in Messico dopo l’uccisione di El Mencho, leader del Cártel Jalisco Nueva Generación. Blocchi stradali, incendi, assalti in centri commerciali e negozi dati alle fiamme. Una vera e propria guerra è scattata anche in altri Stati del Messico a Michoacán, Colima, Tamaulipas e Guanajuato. La reazione del più potente cartello del narcotraffico mondiale, assieme al cartello di Sinaloa è stata ed è forte per l’uccisione del proprio capo, Nemesio Oseguera Cervantes “El Mencho”. L’assalto è stato condotto nel municipio di Talpa dalle Forze speciali dell’Esercito messicano, con il supporto dell’aviazione e la collaborazione dell’intelligence statunitense con la Dea. Oltre al leader, sono stati uccisi altri sei membri del gruppo criminale; tra gli arrestati anche Audias Flores Silva, alias “El Jardinero”, il braccio destro di El Mencho. Tre militari, al momento, sono rimasti feriti durante i vari conflitti a fuoco. Claudia Sheinbaum, la presidente messicana, è stata tenuta nascosta in un posto sicuro.

di Raffaele Romano | 24 Febbraio 2026
l’arresyo di Audias Flores Silva,

Domenica 22 febbraio di terrore in Messico dopo l’uccisione di El Mencho, leader del Cártel Jalisco Nueva Generación. Blocchi stradali, incendi, assalti in centri commerciali e negozi dati alle fiamme. Una vera e propria guerra è scattata anche in altri Stati del Messico a Michoacán, Colima, Tamaulipas e Guanajuato. La reazione del più potente cartello del narcotraffico mondiale, assieme al cartello di Sinaloa è stata ed è forte per l’uccisione del proprio capo, Nemesio Oseguera Cervantes “El Mencho”. L’assalto è stato condotto nel municipio di Talpa dalle Forze speciali dell’Esercito messicano, con il supporto dell’aviazione e la collaborazione dell’intelligence statunitense con la Dea. Oltre al leader, sono stati uccisi altri sei membri del gruppo criminale; tra gli arrestati anche Audias Flores Silva, alias “El Jardinero”, il braccio destro di El Mencho. Tre militari, al momento, sono rimasti feriti durante i vari conflitti a fuoco. Claudia Sheinbaum, la presidente messicana, è stata tenuta nascosta in un posto sicuro. La collaborazione è scattata due settimane fa quando un gruppo di G Men è arrivato a Mexico City. Quindi si può dire con certezza che la collaborazione fra i due Stati del nord America è partita con questa prima grande battaglia in una guerra lunga che porta un solo nome Fentanyl.  

In contemporanea il presidente della Corte Suprema John Roberts affermava che Trump non aveva l’autorità in tempo di pace di utilizzare l’IEPPA, International Emergency Economic Powers Act per imporre tariffe e così scriveva nella sentenza: “Alla luce dell’ampiezza, della storia e del contestocostituzionale di tale autorità asserita, egli deve identificare una chiara autorizzazione del Congresso per esercitarla”. La tesi di Trump era legata al fatto che i persistenti squilibri commerciali e l’afflusso di Fentanyl nel Paese costituivano emergenze nazionali e rappresentavano una minaccia per la sicurezza nazionale. Quindi nelle sue motivazioni c’erano compresi i caratteri emergenziali previsti dalla legge IEPPA che la Corte non ha ritenuto di riconoscere. Contestualmente alla sentenza è iniziata una vera e propria guerra ai narcos messicani che sono di caratura 100 volte superiori alle italiche mafie. In conclusione, per Trump il Fentanyl e le importazioni sono emergenze per poter apporre anche i dazi mentre per la Suprema Corte occorre l’ok del Congresso per poterlo fare. Al momento al Congresso, composto da 100 senatori, ci sono 53 repubblicani e 47 democratici.

Per chi non lo sapesse il Fentanyl è chiamata “la droga degli zombie” perché può trasformare chi lo assume in “un morto che cammina”.

Dati al 2024 negli USA il Fentanyl ogni anno, provoca la morte di 80.000 dati del NCHS il National Center for Health Statistics la principale agenzia statistica sanitaria degli Stati Uniti

Raffaele Romano

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Raffaele Romano

Raffaele Romano è laureato ed è iscritto all’Albo dei Giornalisti del Lazio.
Ha fatto studi storici e filosofici.
Da giornalista si occupa di Storia Contemporanea quindi, per inerzia, si deve occupare di geopolitica e di economia e finanza avvalendosi di 15 anni di esperienze in banca.
Non disdegna, ogni tanto, di scrivere articoli sul “Cinema ed il Teatro”.
Ovviamente tifa per il Napoli da sempre.
Ha collaborato con molte testate a partire dal glorioso “Avanti” dove ha imparato il mestiere.
Attualmente collabora con alcune testate on line e, dal 2016, svolge l’attività di volontario per il Messico della Onlus N.P.H. USA (Nuestros Pequenos Hermanos).
Più altre cose.
L’autunno scorso ha pubblicato “Andreotti, Craxi e Moro visti dalla CIA” con documentazione desecretata presso la Centrale di Intelligence statunitense e dal Dipartimento di Stato.
A fine settembre uscirà il sequel che si occupa del movimento sindacale italiano dagli anni ’30 agli ’80 del XX secolo.

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