E bisognerebbe pure adottare un autore, farselo di famiglia per scoprire che quello che ha scritto o scriverà è esattamente quello che ti servirà per essere più te stessa, e te stesso, te in fondo.
Provare per credere. Anche senza troppa ricerca scientifica. Fatti un libro, così senza pensarci troppo, e lui piano-piano, ma anche forte-forte, rifarà te. O un po’ di te. Ha ragione il ministro della cultura Dario Franceschini: bisogna trovare il modo di riavvicinare noi tutti ai libri, agli autori. Pariamo troppo, leggiamo troppo poco, Scriviamo e stampiamo a volte fin troppo e anche cose francamente di scarsa utilità, e leggiamo poco di quel che sarebbe utile, avvincente, coinvolgente. Ha ragione il presidente del Centro per il libro Romano Montroni, uno che di libri e librerie se n’intende, qui bisogna partire dalla scuole medie e magari pure dalla elementari e capovolgere il concetto: il libro (non solo) come dovere etico e morale (accipicchia) ma come piacere personale, come gioia, come bisogno non espresso ma sicuramente rosicante dentro. Ci sta: fatto un libro e “lui” rifarà te. L’altro giorno mi è capitato proprio così con l’ultimo romanzo di Andrea Molesini “Presagio” edito da Sellerio. Mi son detto, a metà pomeriggio: comincio e poi magari lo finisco stasera. Prima di dormire. Alle 17.30 era tutto letto. E mi è pure dispiaciuto che fosse finito. Son tornato sulle pagine che più mi avevano rifatto: gli “uomini foglia”, lo sguardo della marchesa, lo sciabordio dell’acqua della laguna, le parole del barcarolo Piastrèa, i colori dei matti. “Presagio” è il racconto di tuoni di storia e languori personali nei mesi, nelle settimane in cui scoppia la prima guerra mondiale, cento anni fa esatti, con sfondo il Grand Hotel Excelsior di Venezia e i suoi abitanti, più il manicomio di San Servolo, Basta così. E’ solo un esempio di come si può far parlare un libro e farsi cambiare un po’ invece di affidarsi alle solite trasformazioni di giochi, cibo, intrattenimento e palestra. Si potrebbe unire tutto questo. Campagna perfetta cercasi per mettere il libro nella dieta della giornata compresa la prima colazione e il trasferimento ufficio casa, casa negozio, negozio parrucchiera. E bisognerebbe pure adottare un autore, farselo di famiglia per scoprire che quello che ha scritto o scriverà è esattamente quello che ti servirà per essere più te stessa, e te stesso, te in fondo. Fanno bene quelle centinaia di autori a farsi volontari dei libri nelle classi: vanno, leggono passi di libro e poi parlano con i ragazzi. Qualcosa si muove. Non demordiamo. Fatti un libro, ricordatelo, lui rifarà te, anche silenziosamente. Bnlettr, alias buona lettura.

Chi s’accontenta….