Pannella, che era tutt’altro che ingenuo, non si sarebbe sorpreso vedendo l’enorme e unanime tributo rivoltogli “post mortem” da giornali, radio, televisione, cittadini, autorità, mondo della cultura, etc.
Ne avrebbe riso: sfoderando il più splendido dei suoi sorrisi: beffardo e amaro.
Perchè questo Paese ha fatto santo subito Pannella. Ma non ha alcuna intenzione di assecondare le sue idee. Il “regime”, che è stata l’ossessione di una vita per il leader radicale, ha mostrato tutta la sua vitalità proprio nelle settimane nelle quali il defunto trascinava la sua lenta agonia.
E’ nel marzo scorso che si è compiuta l’operazione che ha portato la Cassa Depositi e Prestiti, proprietaria di F2i, fondo d’ investimento a capitale pubblico nato per sviluppare settori d’ avanguardia come energia, aeroporti, linee telefoniche a investire, circa 300 milioni in un gruppo che gestisce residenze per anziani. E’ un investimento che c’entra come i cavoli a merenda con le finalità del fondo pubblico, nato per altri scopi. Ma molto utile alla CIR di De Benedetti cui appartiene il gruppo Kos, quello che gestisce le residenze per anziani. Negli stessi giorni, per curiosa coincidenza, Repubblica, Stampa e Secolo XIX, portavano a termine l’operazione che faceva nascere, nelle mani di De Benedetti, una concentrazione di oltre il 20% dei giornali italiani, suscitando il sospetto che l’operazione fosse ideata per dare sostegno al governo. Più o meno lo stesso sospetto che avvolge un’altra, più piccola operazione editoriale. Il cambio della guardia alla direzione del giornale Libero, schierato a destra: Feltri al posto di Belpietro per mutare in favorevole l’atteggiamento di Libero che Belpietro aveva collocato contro le modifiche costituzionali di Renzi. Anche in questo caso ci sarebbe una coincidenza con una operazione economica: la dilazione di un debito che l’editore di Libero, industriale di cliniche ed altre strutture sanitarie, deve pagare alla presidenza del consiglio per avere usufruito di contributi all’editoria che non gli spettavano. Sarebbe stato Denis Verdini il grande orchestratore. Angelucci lo aveva aiutato, tempo fa, a rimborsare un debito nei confronti del Credito Fiorentino, la banca di cui Verdini era stato presidente.
Questa è l’Italia che ha santificato Pannella celebrando le sue lotte per i diritti, la democrazia e la politica pulita. Si dice che siano manovre che prefigurano la nascita del “Partito della Nazione”, unico rimedio al populismo dilagante. Sarà pure così. Ma a noi pare,piuttosto, il partito degli amici. E degli amici degli amici.

Parlare di Pannella è come discutere sul sesso degli angeli. Piuttosto urgono analisi serie. Com’è che Banca d’Italia, Istat, Federconsumatori, governo e opposizione pur di mantenere il blocco degli attuali livelli di stipendi, salari e pensioni sono concordi nel dirci che siamo in deflazione, mentre è vero il contrario? Siamo in inflazione all’italiana, dove l’aumento dei prezzi in ogni genere non nasce per crescita della domanda ma nella speranza di conservare il profitto davanti al calo delle vendite. E questo spiega le migliaia di esercizi commerciali che chiudono come mosche, o saltellano dalla gestione della gioielleria alla vendita di scarpe. Poi siamo bombardati dalla propaganda sulle presunte eccellenze d’Italia per drogare e traviare le giovani generazioni col radioso futuro dei ricercatori cosmopoliti, sull’esempio di Regeni. Esattamente come durante il ventennio, mutatis mutandis, si osannava la superiorità dei siluri Oto Melara, della mitragliatrice Breda, o del caccia Caproni. Prima di confrontarci con siluri, mitragliatrici e caccia tedeschi e americani. Infine raccomando a chi si oppone alla raffazzonata riforma della Costituzione, di adottare lo slogan: ” SOLO I SERVI DICONO SÌ “.
Pannella predicava che il fine non giustifica i mezzi (i mezzi prefigurano i fini), una massima complicata anche per lui quando si trattava di ragion di partito.
Ma qui le porcate ne prefigurano di sempre più grandi, senza fine.
Quante divisioni abbiamo?
Circa gli ‘sciacalli che hanno gravitato intorno alla salma di Pannellavorrei sapere se con loro c’erano quelli che dettero due ceffoni a Marco sul portone di via delle botteghe oscure. O se c’erano i loro mandanti. A proposito poi dei suicidi provocati da i dissesti delle banche o peggio ancora da i comparta enti malavitosi delle agenzie delle entrate, inviterei tutti gli aspiranti suicidi prima di compiere l’insano gesto di fucilare ,sgarrottare o comumunque abbattere in qualsiasi modo un responsabile ( per lo meno morale) di queste porcherie , se non riescece ad individuarlo pazienza , abbatta un onorevole di qualsiasi partito, possibilmente di governo, non sarà giustizia ma un piccolo passo si. Di questa gente ,politici,burocrati e…’funzionari dello stato’ non ci libereremo mai. BISOGNA ABBATTERLI !!.
Va presa in seria considerazione la possibilità già ventilata che l’inquilino di Palazzo Chigi esca dal PD con i suoi, per realizzare il Partito della Nazione, che poi sarebbe semplicemente l’Uomo Qualunque del 1946. .
Non sono d’accordo. L’Uomo Qualunque fondato dal già repubblicano mazziniano Guglielmo Giannini fu un serio movimento popolare e persino liberale che, purtroppo, manca al Paese (magari come forza populista extraparlamentare che risvegli animi, corpi e coscienze).
Quello di renzi è un comitato di giovinastri eredi del peggior De Mita in salsa autoritaria.
Vero. Direi anzi che, forse, è proprio il populismo, inteso nella sua accezione originaria e positiva di governo di popolo e per il popolo, senza mediazioni, l unico antidoto alla politica dei papponi.