Il Capogruppo della Rosa nel Pugno al Comune di Firenze Alessandro Falciani ha rilasciato la seguente dichiarazione: “In tre anni, dal 2001 al 2003, il Comune di Firenze ha erogato a numerose Parrocchie e Istituti Religiosi fiorentini la cifra di 900.000 euro. Esattamente 218.929 euro nel 2001, 338.792 euro per il 2002, 342.981 euro per il 2003. E’ questo il risultato della applicazione di una legge regionale del 1999 – la n. 52 del 14 ottobre- che destina l’ 8% delle somme incamerate da privati per le opere di urbanizzazione secondaria alle “Chiese ed altri edifici per servizi religiosi”. In questa categoria rientrano “gli immobili destinati al culto, le canoniche, nonché le attrezzature per attività educative, culturali, sociali e ricreative annesse agli edifici destinati al culto” A queste somme si devono aggiungere ulteriori 200.000 euro di contributi assegnati a circoli e associazioni legate alla chiesa cattolica, distribuiti sempre sulla base della stessa normativa regionale, ma afferenti al capitolo di spesa “Centri civici e sociali, per le attrezzature culturali e sanitarie”. Le risorse incamerate sono finalizzate alle opere edilizie le più varie: ristrutturazioni di immobili destinati a luoghi di culto, restauri pitture, realizzazioni impianti polivalenti, recupero affreschi, rifacimento impianti elettrici.
Dopo i benefit derivanti dal Concordato, dall’8 per mille, dalla esenzione ICI anche per gli immobili adibiti ad attività commerciali, gli enti ecclesiastici godono anche di questo ulteriore privilegio. Risulta del tutto evidente la necessità di una riforma della legge regionale, per porre fine ad una politica assistenziale che finisce per gravare su tutti i contribuenti fiorentini. E intanto la Giunta comunale ha approvato un nuovo Regolamento, ai sensi della legge regionale n.1 del 3/01/2005, per l’assegnazione dei contributi 2004 e 2005, che prevede l’incremento al 9% degli oneri di urbanizzazione secondaria a favore delle Chiese e Parrocchie.”

Se si tratta davvero di “porre fine ad una politica assistenziale che finisce per gravare su tutti i contribuenti fiorentini” ,( pratica largamente condivisibile,quella del porre fine) ,bisognerebbe ampliare il discorso “a tutto campo” ,onde evitare il rischio della soluzione di rimedio semplicemente partigiana.
Suggerirei , pur rendendomi conto di citare solo alcuni dei grossi filoni di “uscita”, di cominciare a rivedere i sostegni anche abitativi per i nomadi ( tra l’altro ,perché obbligarli a divenire stanziali?),passando poi alle creazioni “ imprenditoriali “ quali sostegni occupazionali per ex-politici e dirigenti “meritevoli” ,alle invenzioni cantieristiche osteggiate od invise e comunque non funzionali (assistenza per chi,immaginatelo voi ),sino agli incrementi nei sostentamenti per i designati partiticamente (neologismo da usare al posto del vecchio “democraticamente”) ,”eletti “in consigli,assemblee,comitati e via dicendo! Il “giro” da fare mi sembrerebbe discreto ,non vi pare?