Come dicono i bambini, quando vogliono giustificare una lite con i compagni di giochi: “Ha cominciato lui”.
Lo stesso principio sembra valere per la rissa scatenata dall’annunciata visita in Vaticano degli esponenti del PPE europeo, Berlusconi in testa.
Perché al di là della ridicola sceneggiata messa in piedi dal centrosinistra, che si è conclusa con la rinuncia di Berlusconi all’incontro con il Papa, e che la dice lunga sull’idea di libertà che questa coalizione coltiva, un interrogativo si pone con evidenza: chi ha dato inizio a questa riffa?!
Facciamo un’ipotesi: se Ruini non si fosse esposto alla platea mediatica, invitando a votare solo i candidati rispettosi dei principi e dei valori cattolici, forse non si sarebbe scatenata l’ennesima corsa al Sacro Soglio, la gara per arrivare primi al bacio della pantofola, la lotta all’ultimo inchino di fronte al trono di Pietro: insomma, come disse giustamente Gesù – che nessuno più nomina, perché il Papa e Ruini sono molto più importanti di Lui – chi è senza peccato scagli la prima pietra.
Intanto, rassegniamoci alla consapevolezza che nel 2006, in Italia, le sorti politiche, sociali, civili, economiche e democratiche del Paese sono ancora in mano alla Chiesa: infatti, cosa è cambiato dall’800 d.c., quando Carlo Magno, pur se al culmine della sua ascesa, dovette scendere a Roma a farsi legittimare ed incoronare dal Papa, ad oggi, quando un qualunque aspirante Presidente del consiglio deve accreditarsi in Vaticano per sperare di vincere le elezioni?!
E la colpa di questa situazione è nostra. Non siamo stati capaci di formare una classe di cittadini, prima ancora che di politici, saldamente ancorati ai valori liberali: abbiamo costruito e mantenuto un Paese fondato sul clientelismo, la dipendenza, l’ignoranza aggravata da riforme scolastiche sempre più abili a sfornare incolti ed analfabeti di ritorno, dunque raccogliamo i frutti di quanto abbiamo seminato.
Se proprio vogliamo divertirci, non ci resta che tenere il conto delle conversioni legate ai sondaggi pre-elettorali; prima del 9 aprile, aspettiamo Diliberto, ormai è pronto anche lui per il salto. Delle mura leonine, naturalmente.
Chiara Boriosi

Il 28 maggio 1974 (una vita fa) l’Italia era cambiata. Quello fu un maggio radioso perché pieno di coscienza civica e di rispetto laico per le scelte individuali di ciascuno.
Nenni lo scrisse a tutta pagina sull’Avanti!.
Poi arrivò il “compromesso storico”…….
“Tutto sbagliato, tutto da rifare”.