Il consiglio direttivo della Rondine – associazione lavoratori Paesi Est Europei in Italia – nella riunione del 25/2/07 ha deliberato l’adesione al convegno di Bertinoro in omaggio all’attenzione manifestata dall’On.le Lanfranco Turci e dal Dott. Nicola Cariglia alla problematica dei lavoratori extracomunitari clandestini.
La Rondine a mezzo dei sottoscritti espone ai partecipanti del convegno di Bertinoro la specifica problematica, nell’ambito della più vasta problematica del mondo degli extracomunitari, di centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori extracomunitari che vivono e lavorano in Italia, ma non possono essere regolari.
Non stiamo parlando di gente che è dedita alla prostituzione o allo sfruttamento della stessa, né alla droga né all’accattonaggio, ma stiamo parlando esclusivamente di extracomunitari che lavorano, che danno ricchezza all’Italia, ma non possono lavorare da regolari e non possono vivere una vita decente.
La causa di questo, lo sappiamo e lo ripetono tutte le persone che hanno un minimo di conoscenza della materia, è una discutibile legge – e la sua sostanziale applicazione data dal Ministero del Lavoro a tutt’oggi – secondo cui si può lavorare da regolari solo se si viene invitati dal datore di lavoro mentre si è nel proprio Paese. In pratica un datore di lavoro dovrebbe invitare una persona sconosciuta senza conoscere le capacità lavorative. Questo non avviene per cui l’extracomunitario è costretto ad entrare in Italia da clandestino ed a lavorare “a nero”.
Questa realtà è davanti agli occhi di tutti, è riportata tutti i giorni dagli organi di stampa, ed in più è attestata da una serie di atti che sono presso i Ministeri del lavoro e dell’Interno. Inoltre è in atto da parte di tanti extracomunitari clandestini una pacifica autodichiarazione di soggiorno nel territorio italiano.
A fronte di questa realtà il governo di centro/sinistra da mesi non ha adottato alcuna misura.
I Ministri Amato, Damiano e Ferrero non danno segni di vita se non generiche promesse.
Su questa realtà prospera un sottobosco di illegalità cui sono vittime gli extracomunitari clandestini che si avvale della scarsa conoscenza da parte degli stessi della legislazione italiana e della difficoltà degli stessi ad esprimersi correttamente, almeno nei primi tempi, nella lingua italiana.
Un cordiale saluto a tutti ed un augurio di buon lavoro
Alla Hrytsay – Presidentessa della Rondine
Gino Di Maro – vicepresidente
P.S.: Ci presentiamo per chi non ci conosce:
La RONDINE è un’associazione di lavoratrici e lavoratori dei Paesi dell’Est Europa fondata a Napoli nel 1999 da lavoratrici Polacche ed Ucraine costrette ad emigrare per esigenze di occupazione dopo la caduta del muro di Berlino.
Oggi riunisce lavoratrici e lavoratori di tutti i Paesi dell’Est Europa ed è strutturata in gruppi territoriali presenti in diverse località italiane.
E’ un’associazione senza scopo di lucro che opera per tutelare i diritti del lavoratore extracomunitario sia sul piano politico, aderendo a quelle iniziative sul tema e soprattutto alle iniziative antirazziste, che legale attraverso diversi avvocati italiani specializzati nella materia della non facile legislazione sull’immigrazione. L’Ufficio legale assume la rappresentanza per vertenze di lavoro, per il diritto alla pensione ed al permesso di soggiorno nonché in procedimenti che scaturiscono da denunce penali tese a contrastare il caporalato e lo sfruttamento dell’immigrazione e soprattutto l’immigrazione clandestina. L’Ufficio legale ha redatto un informale Statuto dei lavoratori clandestini, un’utile informativa dei diritti degli irregolari.
L’attuale presidente della Rondine è la Signora Alla Hrytsay, una cittadina ucraina arrivata in Italia nel 2004 ed in quanto tale, per quella strana applicazione della legge di cui abbiamo parlato prima, è clandestina.

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