Ci voleva un ministro per la Famiglia e una Conferenza sulla famiglia per parlare di famiglia?
Perché questa realtà sociale, istituita e sancita dalla Repubblica, riconosciuta dallo stato civile del nostro paese non doveva aspettare il maggio del 2007 per diventare argomento di concreto dibattito.
E di essa in effetti si è sempre parlato, male, poco, in modo sbagliato a seconda di chi ne concionava per l’appunto.
Le famiglie: quelle che compongono la società sana di un paese sono sempre state le meno aiutate dal sistema economico, preso dal far quadrare i conti all’interno e all’estero; dall’uscire dai deficit che ora qua ora là si sono avuti nel corso degli anni e delle legislature; quelle che nelle leggi finanziare erano o niente affatto o poco nominate; quelle che con due stipendi a mala pena riescono a chiudere in attivo il mese; quelle che si sono dovute indebitare per comprarsi un tetto che altrimenti non saprebbero dove trovarlo; quelle che per fare studiare i figli devono fare salti mortali; quelle che debbono aiutare ed assistere anziani ed handicappati; quelle dove le donne fanno da assistenti alla famiglia con mille ruoli; quelle dove tutti i componenti sono costretti ad uscire e rincontrarsi solo la sera tardi o il weekend perché devono lavorare tutti; quelle dove tutti i membri sono disoccupati; quelle dove la serenità e la sopravvivenza sono utopia; quelle che non conoscono gioie e soddisfazioni; quelle che vivono nell’indigenza, nella solitudine e nel degrado; quelle che alla fine fanno notizia perché tanto disgraziate e sfortunate da divenire casi di cronaca; quelle che si sfaldano o che vivono di sorprusi e violenza fra gli stessi componenti; quelle dove si sviluppa l’incesto, la pedofilia e lo sfruttamento di donne e minori; quelle dove sfoga la violenza.
Ora abbiamo avuto una Conferenza; i nostri politici sono più contenti; il ministro della Famiglia ha dimostrato al Paese che il suo ministero non è stato inventato per una poltrona in più ma che ha un senso; le famiglie hanno avuto, dopo il Family day, il loro secondo ed ultimo spettacolo.
Viva la famiglia e viva la politica…
Marta Ajo

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