
Nelle sale dal 6 dicembre il film che a Venezia 80, dopo aver incantato pubblico e critica ha conquistato il Premio speciale della giuria (Leone d’argento). Un film bello assolutamente da vedere.
Amo i film che riescono a sorprenderti, come il l film di Ryusuki Hamaguchi che, con la macchina da presa diretta verso l’alto alla ricerca del cielo visibile a tratti fra i rami degli alberi, con un lungo pianosequenza ci immerge nella natura.
Le immagini, per un attimo ci smarriscono, sembra che si tratti delle scene finali e , frastornati aspettiamo quasi di vedere scorrere i titoli di coda, ma il film è appena cominciato e ha diverse chiavi di lettura. Mentre scorrono le immagini introdotte e accompagnate dalle musiche di Eiko Ishibashi pensi si tratti di un film che parla della realtà, ma che somiglia tanto anche a quello che potrebbe essere un documentario che ci fa riflettere sul rapporto tra uomo e natura. Rapporto armonioso nel caso del protagonista Takumi ma che rischia di deteriorarsi a causa del progetto di una multinazionale. Partendo da una piccola realtà contadina il regista evidenzia le malefatte del consumismo che, con la scusa di “rivitalizzare l’intera zona”, pensa di far sorgere un campeggio turistico sì, ma dotato di tutti i confort di un hotel pluristellato, vicino a Mizubiki, villaggio montano nei pressi di Tokio. Il progetto di coloro che vorrebbero iniziare i lavori il prima possibile è avversato dagli abitanti del villaggio poiché la “fossa settica” situata nel luogo scelto troppo in fretta, inquinerà i pozzi collegati che danno fertilità a valle e acqua potabile agli abitanti. Nel dibattito che vede gli ideatori del “Glamping” confrontarsi con gli abitanti del villaggio, il più forte oppositore è Takumi, giovane vedovo che cresce da solo la figlia Hana , ma la sua opposizione è talmente pacata, (non dimentichiamoci che siamo in Giappone, patria dello zen, da far riflettere tutti sull’assurdità del progetto. Ed è a questo punto che il film diventa favola, magia e
Il regista riesce a trasformare musica, parole e immagini in poesia.
Maria Rita Monaco
Mi viene da ridere amaro se penso a quale dibattito potremmo assistere in Italia e non solo, nella migliore delle ipotesi tra urla e insulti nel migliore dei casi volerebbero gli stracci. Il Giappone è ancora lontano.


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