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+ Europa

Alla vecchia tessera del partito repubblicano ne ho ora aggiunta un’altra. Si tratta però dell’ultima battaglia cioè quella di trattenere il nostro Paese all’interno dell’Europa.

di Giacomo Properzj | 5 Novembre 2018

Sul fondo del mio portafoglio, come succedeva ai soldati di una volta con le foto delle loro fidanzate, io tengo la mia prima tessera del 1963 del Partito Repubblicano firmata ancora dal segretario Ottolenghi (niente a che vedere con una collaboratrice domestica molti anni dopo di Spadolini). Chi ha una visione tardo romantica della vita, dell’arte e anche della politica potrà capirmi così come capirà la descrizione di Gadda dei giovani soldati morti sotto il bombardamento e dei loro portafogli “ragnati”. Naturalmente quella tessera è anche una testimonianza di delusioni e di sconfitte, oggi si accompagnerà con un’altra, quella di +Europa, che non dubito sarà anch’essa ben presto, testimonianza di analoghe esperienze. Per ora c’è tutto l’entusiasmo anche se è venuta a meno, da tempo, l’energia fisica e quel poco di ingegno volonteroso.

Si tratta però dell’ultima battaglia cioè quella di trattenere il nostro Paese all’interno dell’Europa e lavorare per arrivare a soluzioni unitarie come è stato per gli Stati Uniti e per la Svizzera: ho detto Svizzera non a caso perché anche lì si tratta di comunità con lingue e tradizioni diverse che sono riuscite nella pace e nella libertà a costruirsi una realtà di benessere anche in un paese olograficamente difficile e di base non ricco. Naturalmente, per quanto riguarda la Svizzera, la carta fondamentale che hanno giocato è la loro completa autonomia da ogni dialettica politica internazionale che li ha portati talvolta anche a gesti di viltà. Non così è stato per gli Stati Uniti d’America che, aiutati anche dal monolinguismo, si sono affermati sulla scena mondiale nel modo che tutti abbiamo potuto constatare.

Oggi la situazione è molto diversa e tutto ciò che è stato costruito o ricostruito nel ‘900 viene messo in discussione per ragioni etico politiche ma, sopratutto, in ragione dello sviluppo imprevisto dell’economia ma anche, probabilmente, per la modifica delle condizioni climatiche e ambientali di tutto il pianeta.

Problemi enormi che i nostri nipoti e i figli loro avranno da affrontare nell’ambito persino di un rischio di estinzione dell’umanità. A noi, cui rimangono pochi anni resta da sostenere questa battaglia per salvare quello che è stato fatto, poco, per l’unità europea. Come si dice senza buttar via con l’acqua anche il bambino. Non è poco e ,questo lo rivolgo agli amici repubblicani, si tratta di riprendere il pensiero di Giuseppe Mazzini sul finire della sua vita quando, lasciate le iniziali lotte per l’unità italiana, si diresse verso un’unità più grande che era quella europea.

Spero che l’organizzazione di +Europa mi dia un pezzettino di carta che attesti la mia partecipazione e possa mettere insieme alla tessera del ’63. Tutti siamo un po’ feticisti e d’altra parte correndo, più rapidamente di quanto si vorrebbe, verso il nulla ci si attacca alle cose simboliche della vita.

Giacomo Properzj

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, bambino, battaglia, europa, giovani, soldati, stati uniti, sviluppo

Info Giacomo Properzj

Giacomo Properzj Incisa Beccaria di Santo Stefano è un politico, imprenditore e giornalista italiano. E’ stato sindaco di Segrate (Milano 2 agli albori dell’avvento del quartiere residenziale realizzato dall’Edilnord di Silvio Berlusconi) e Presidente della Provincia di Milano per il Partito Repubblicano Italiano. Dirigente delle Federazioni milanese e provinciale del PRI è stato anche presidente di AEM (l’azienda elettrica municipalizzata di Milano) e di ATM (l’azienda dei trasporti pubblici del milanese).

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