L’Europa è, almeno secondo alcuni esperti ma anche per quanto abbiamo sotto gli occhi pragmaticamente, in declino. E pare emergere un nuovo mondo verso il quale gli europei si domostrerebbero estranei. I nostri valori vengono messi continuamente in discussione da minoranze per nulla silenziose che spesso la fanno da padrone. Inoltre una crisi e un tracollo demografico di tutto (non) rispetto, un collasso di identità economica e dell’imprenditorialità non sono da meno.
Per non dire del fallimento del sistema giudiziario e di un diritto che ha orientato la storia del mondo. La politica sembra non farcela a condensare e arginare, perché inadatta a una società che si presenta cosi difforme e dissonante da quella a cui siamo avvezzi e molto , forse anche troppo, affezionati. Urge una unificazione economica e politica e per ravvivare un sistema di valori assimilabili a quelli che, a suo tempo, hanno garantito il primato del nostro vecchio continente e che oggi si presenta in fase terminale.
Almeno agli occhi dei pessimisti. Ci aspetta una scomparsa, o ci si può salvare dando origine a una civiltà diversa?
Noi siamo fra gli ottimisti che sono certi di una riemersione attraverso il recupero di tradizioni artistiche e culturali, artigianali e primitive, condite da nuove tecnologie e, come si dice oggi da una transizione ecologica nonchè da aspetti geopolitici di nuova generazione. Insomma, unire e salvaguardare le vecchie tradizioni forse obsolete dall’aspetto un po’ conservatore con gli inevitabili mutamenti in atto. Come la storia di tutti itempi ci ha guidato nell’apprendimento delle trasformazioni ineluttabili.
I talloni d’Achille.
Spesso sovviene una enunciazione che illustra la nostra convivenza di italiani. “Noi fummo da secoli calpesti e derisi perché non siam popolo , perché siam divisi”. Proposizione che si può espandere alla vecchia Europa, composta da Paesi spesso in conflitto fra loro.
Dunque è ora di rialzare il capo e ritrovare il coraggio di riemergere, specie in un momento in cui la guerra ci ha sfiorato, anzi, ci sta sfiorando.
Come spesso accade, i momenti di crisi danno adito a risvegli da torpori, con ricrescita apprezzabile spesso inaspettata.
Ci sovviene il boom , il miracolo economico del ’60. A livello economico con una crescita annua media più alta delle più grandi economie mondiali. A livello sociale con una disoccupazione povertà e analfabetismo che andavano scomparendo.
Nonostante ci sia da sottolineare che la generazione anteguerra aveva abitudini sobrie e semplici , non così raffinate e viziate come quelle del dopo guerra. Quanto all’analfabetismo non è certo stato sostenuto da una giusta riforma, a mio avviso la migliore del secolo scorso. La riforma Gentile, magari rivista e corretta, ma purtroppo totalmente abbandonata, anzi avversata perché di epoca fascista.
Il tutto per dar vita a una serie di informi riforme scolastiche postsessantottine, attraverso il cui tramite stiamo assistendo a una contrazione e flessione culturale da paura.
Come ha sostenuto il Presidente Draghi, insieme ai premier di Francia e Germania, paesi fondatori della vecchia Europa primaria.
“Oggi è una giornata storica per l’Europa. Questo è il momento dell’Europa. Raccogliamo la sfida con il coraggio di Zelensky.
Italia, Francia e Germania , i tre Paesi fondatori dell’Unione europea e il Presidente della Romania sono venuti in Ucraina per offrire il loro sostegno incondizionato al Presidente Zelensky e al popolo ucraino”.
Intanto Putin al Forum di San Pietroburgo esordisce con il suo consueto modino: «L’era del dominio statunitense nel mondo è finita per sempre. Le sanzioni sono folli e sconsiderate. Il loro scopo è schiacciare l’economia della Federazione russa, ma non hanno funzionato».
«L’era dell’ordine mondiale unipolare è finita, nonostante tutti i tentativi di conservarlo con qualsiasi mezzo». Continua con un duro attacco agli Stati Uniti («Pensano di essere l’unico centro del mondo») . «L’Occidente mina intenzionalmente le fondamenta internazionali in nome delle sue illusioni geopolitiche». Lo Zar, siddetto, non ha risparmiato nemmeno l’Europa, dicendo che l’attuale situazione «porterà a un’ondata di radicalismo e in prospettiva a un cambio di élite. L’Unione europea ha perso irreversibilmente la sovranità».
Si ammorbidisce sulle cose viciniori a casa sua. «Non siamo contrari all’ingresso dell’Ucraina nell’Ue che non è un’organizzazione militare, quindi la Russia non è contraria all’adesione dell’Ucraina».
Grazie di cuore, Vladimir.
Del resto l’astio e l’acredine se non l’odio antioccidentale antieuropeo antiamericano anti Nato anti atlantismo, anti tutto, anche per alcuni italiani sono rimasti quelli del secolo scorso. Ricordo quando Togliatti prese la cittadinanza sovietica.. E molti lo invidiarono.. qualcuno dei sopravvissuti e compari, anche oggi.
Carla Ceretelli

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