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Europa al Bivio: Tra Federazione e Sovranismi

di Marco Mayer | 5 Febbraio 2024
Bandiere delle nazioni d’Europa (Fonte Europarlamento)

Il prossimo 24 febbraio (secondo anniversario dell’ invasione russa in Ucraina) e’ il giorno giusto per la Convention di preparazione delle elezioni europee di cui ha scritto oggi Emma Bonino  sul Sole24 ore. https://www.piueuropa.eu/il_24_febbraio_una_convention_per_gli_stati_uniti_d_europa

L’ appuntamento e’ importantissimo per noi, ma  soprattutto per i nostri figli e per i nostri nipoti.

Penso che abbiano il dovere di partecipare tutti i cittadini  che –  in questo momento di oscurantismo e restaurazione – intendano riprendere la lotta per i diritti fondamentali in Europa e nel mondo. 

La Convention non sara’ la solita passerella a cui la politica italiana ci ha abituati. Emma  Bonino ha messo i piedi nel piatto affrontando di petto anche  gli aspetti – e non sono pochi – dell’ Europa che non ci piacciono.

Il  voto  per il nuovo Parlamento di Strasburgo è un appuntamento con la storia. I cittadini decideranno se  l’ Europa  diventera’ un vero attore politico della politica internazionale oppure (in nome di un miope quanto effimero “sovranismo” ) sarà sempre più succube di Mosca e Pechino. 

Mi ricordo benissimo  – come se fosse ieri –  le immagini dei carri armati sovietici  che nell’  agosto del 1968  hanno invaso Praga e la Cecoslovacchia. 

All’ epoca avevo 16 anni e l’ anno prima mi ero iscritto al Movimento Federalista Europeo di Firenze. I carri armati del  Patto di  Varsavia stroncarono con  la Primavera di Praga le tante speranze di libertà che essa aveva acceso oltre i confini stessi della stessa Europa

È  brutto constatare che  – 55 anni dopo – nonostante tanti progressi – l’ Europa politica non esista ancora. 

In  particolare fa impressione rileggere  le parole scritte nel  lontano  1949  da Niccolò Carandini – (già  Ambasciatore dell ‘ Italia a Londra)   in  un celebre saggio pubblicato sulla rivista “Realtà Nuova”  dei Rotary. 

Nel suo articolo Carandini  descrisse  lucidamente il progetto di una Federazione Europea unita sul piano economico, militare e politico che tuttavia è rimasta sulla carta.

Mentre  con l’ allargamento alla Finlandia e alla Svezia  la NATO e’ riuscita ad adattarsi alle nuove e drammatiche novità internazionali dobbiamo onestamente ammettere che l’ Unione Europea sinora non ci è riuscita. 

Per questo occorre cambiare i trattati ed  aprire la strada ad una Europa federale

Per fortuna gli Stati Uniti – nonostante i gravi  errori commessi (in primis l’invasione dell’ Iraq del 2003) presidiano il Mediterraneo, difendono il traffico marittimo diretto verso il canale di Suez, cercano in qualche modo di supplire alla crisi della presenza francese nel Sahel.

Il problema è come ha più volte dichiarato il Presidente Joe Biden è che gli Stati Uniti non possono difendere il “mondo libero”  da soli.  

Ma oltre alla NATO serve una lungimirante alleanza politica che unisca in un orizzonte comune le democrazie occidentali, asiatiche e africane. 

Per combattere l’ influenza e i tentativi di  espansione dei regimi autoritari e’ fondamentale oltre agli Stati Uniti è il  ruolo di grandi stati come  l’ India e il Giappone, ma ancora più determinante potrebbe essere l’ inedito peso  internazionale dell’ Unione Europea  perché i singoli gli stati membri sono troppo piccoli per esercitare da soli un ruolo  significativo. 

L’ appello per una lista di scopo capace di promuovere una svolta verso gli Stati Uniti d’ Europa  sta avendo successo. In un breve lasso di tempo hanno aderito importanti  personalità, quali Marco Bentivogli,    Nathalie Tocci,  Sergio Fabbrini, Carlo Cottarelli,  Giampaolo Vitali, solo per fare qualche nome.

Bene, tuttavia  il 24 febbraio – a mio avviso- deve innanzitutto essere una occasione per riavvicinare i giovani alla politica, un passaggio indispensabile. Senza politica,  senza passione civile, senza partecipazione dei giovani la democrazia si inaridisce e rischia  di morire. 

La buona notizia è che domenica scorsa  Matteo Hallissey, 20 anni,   è stato eletto segretario nazionale dei  Radicali Italiani, Patrizia De Rosa 25,  presidente e Filippo Blengino 23, tesoriere. Hanno avuto coraggio e  ce l’ hanno fatta. 

Non accade tutti i giorni che ragazze e ragazzi cosi giovani prendano in mano le redini di un partito. Nel mio piccolo ho voluto incoraggiarli iscrivendomi a  RI anche se dissento da alcune parti del corposo manifesto politico con cui hanno vinto il congresso. 

Matteo, Patrizia e Filippo hanno dato l’ esempio che  è  sempre il miglior modo di trasmettere valori. Chi conserva ancora un minimo di passione politica non può che augurarsi che tanti ragazzi seguano il loro esempio.

Arrivederci a Roma il 24 febbraio con l’ impegno di ricordare  al maggiore numero di amici, conoscenti e  cittadini che le elezioni europee di giugno non sono un sondaggio per  misurare la popolarita di Elly,  di Giorgia o di altri leader italiani.  No;  la posta in gioco l’ 8 e il 9  giugno è ben altra: è  il futuro della democrazia in Europa e nel mondo. 

Marco Mayer 

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, anniversario, crisi, democrazia, dichiarato, elezioni, emma bonino, europa, firenze, futuro, giovani, impressione, india, iraq, italia, mondo, movimento, nato, notizia, parlamento, piano economico, politica italiana, radicali, roma, stati membri

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

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