
Ieri Wall Street ha fatto registrare gli ennesimi massimi storici, estendendo i forti guadagni della settimana precedente, poiché la posizione più accomodante sui dazi da parte del governo statunitense ha permesso ai mercati di concentrarsi sui segnali di molteplici tagli dei tassi da parte della Fed quest’anno. L’S&P 500 e il Nasdaq 100 sono avanzati di circa lo 0,5% ciascuno, raggiungendo nuovi massimi storici, mentre il Dow Jones ha guadagnato lo 0.63%. Intanto, il Presidente Trump ha dichiarato di essere aperto a una proroga della scadenza del 9 luglio per la reintroduzione dei dazi reciproci, pur rimanendo ottimista sul fatto che accordi chiave saranno annunciati prima di tale data. Infine, il Canada ha ritirato la tassa sui servizi digitali per sostenere le prospettive delle aziende tecnologiche statunitensi e riavviare i colloqui commerciali con Washington. Meta e Alphabet hanno guadagnato entrambe l’1%. Infine, Juniper Networks è balzata del 9% dopo che il Dipartimento di Giustizia ha risolto la causa contro l’azienda relativa alla sua acquisizione da parte di HP.
VALUTE.
Persiste e accelera la debolezza del dollaro che scende contro le principali valute. EurUsd a ridosso di 1.1800, dopo aver toccato nella notte 1.1808. I livelli obiettivo sembrano non lontani, compresi tra 1.1830, primo target significativo e 1.2000 , ormai nelle vicinanze e soglia psicologica rilevante. Prima o poi partiranno anche delle correzioni, questo va detto, ma il momentum resta significativo. Il Cable sale meno per effetto di un EurGbp che sale verso 0.8590 00, ma mantiene obiettivi sopra 1.3800 e target finali verso 1.4200. UsdJpy rimane stabile e non scende con la Boj alla finestra, in assenza di rialzo del costo del denaro. Le oceaniche guadagnano qualcosa am rimangono indietro rispetto ad Euro e Sterlina. UsdChf a 0.7920, in un movimento di discesa inarrestabile.
GERMANIA, INFLAZIONE IN CALO.
L’inflazione annua in Germania è scesa al 2,0% a giugno 2025, in calo rispetto al 2,1% di maggio e al di sotto delle aspettative di mercato del 2,2%. Si è trattato del livello più basso da ottobre 2024 e riporta l’inflazione in linea con l’obiettivo della Banca Centrale Europea per la prima volta da allora. L’inflazione dei servizi è leggermente diminuita al 3,3% dal 3,4% del mese precedente, mentre l’inflazione dei beni è scesa allo 0,8% dallo 0,9%. Il calo è stato principalmente determinato da un rallentamento dell’inflazione alimentare (2,0% contro 2,8%) e da un calo dei prezzi dell’energia (-3,5% contro -4,6%). L’inflazione core, è scesa al minimo trimestrale del 2,7%. Su base mensile, i prezzi al consumo sono rimasti stabili a giugno, dopo un aumento dello 0,1% a maggio.
INDICE FED DI DALLAS.
L’indice generale dell’attività economica della Fed di Dallas per il settore manifatturiero del Texas è salito a -12,7 a giugno 2025 da -15,3 a maggio, facendo segnare però il quinto mese di contrazione. La produzione è rimasta invariata per il secondo mese, con l’indice di produzione stabile a 1,3. I nuovi ordini sono rimasti negativi a -7,3, le spedizioni sono scese a -7,3 e l’utilizzo della capacità produttiva si è mantenuto vicino allo zero a -1,0. L’indice delle prospettive aziendali è leggermente migliorato a -8,9, ma l’incertezza è salita a 15,2, indicando una maggiore cautela in un contesto di debolezza persistente. La pressione sui prezzi è rimasta elevata, con i prezzi dei beni finiti in aumento, al livello più alto in quasi tre anni, mentre la crescita salariale è rimasta debole, con l’indice dei salari in calo a 13,4. Guardando al futuro, le aspettative per il settore manifatturiero sono rimaste cautamente positive, con l’indice di produzione futura a 22,6 e l’indice di attività economica futura al di sopra della media.
ORO IN RIPRESA.
L’oro è salito a circa 3.320 dollari l’oncia, estendendo i guadagni della sessione precedente, sostenuto da un dollaro statunitense più debole. Il dollaro ha ceduto terreno a causa delle preoccupazioni per il crescente deficit pubblico statunitense, con gli investitori che monitorano l’avanzamento della legge fiscale che riduce le tasse e avanza lentamente al Senato. Anche l’incertezza che circonda gli accordi commerciali con i principali paesi ha fornito sostegno all’oro. Il presidente Donald Trump ha minacciato di imporre nuovi dazi al Giappone, poco più di una settimana prima della scadenza del 9 luglio per il ripristino di dazi più elevati. Inoltre, le aspettative di tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve entro la fine dell’anno hanno continuato a rafforzare l’attrattiva del gold. Gli investitori ora attendono i dati sulle offerte di lavoro negli Stati Uniti, il rapporto ADP sull’occupazione e il rapporto sulle buste paga non agricole, in uscita questa settimana, per ulteriori indizi sul percorso politico della Fed. Buona giornata.
Saverio Berlinzani

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