• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Etica ed Educazione Fisica in Giovanni Calò (di Giuseppe Petronelli)

di Marisa Brambilla | 31 Maggio 2015

150522_CarolaPozzo di Micene – Lucia Pugliese editore 2015

Nel libro del prof. Petronelli (piacevole e documentattissimo) emerge lo strenuo difensore della libertà assunta a fondamento pedagogico, anche per essere politicamente e profondamente liberale.

Il piacevole e documentatissimo libro del prof. Petronelli presentato a Firenze, Villa Arrivabene, è stata un’ottima occasione per ricordare l’opera, il pensiero, la figura del grande pedagogista Giovanni Calò, che a Firenze ai primi del Novecento aveva completato gli studi e qui poi aveva proseguito, per quasi cinquant’anni, la sua missione di insegnante a tutto tondo: filosofo, pedagogista, studioso di psicologia, quando questa scienza era ancora agli albori, ma anche instancabile divulgatore delle sue rivoluzionarie idee, in Italia e all’estero. Calò era originario, come lo stesso prof. Petronelli, del Salento, di quella terra di Puglia, prodiga di tanti eccezionali figli, e di quell’affetto di cui li sapeva circondare  in ogni circostanza della loro vita. Così che, possiamo dire, le due culture, apparentemente così distanti fra loro, seppero integrarsi e fondersi nella personalità illuminata di Giovanni Calò.

Entrando ora nel merito del libro, più che un’esegesi accurata del pensiero filosofico, pedagogico, etico di Giovanni Calò, sintesi del resto impossibile data la complessità del personaggio, tentiamo qui  alcune note  e alcune definizioni, che tratteggiano la profondità e originalità del pensiero di Calò, sulla scia della biografia presentata da Petronelli: educatore nel senso più alto della parola, come lo definì Felice Battaglia, Magnifico Rettore dell’Università di Bologna, in occasione delle onoranze  che si tennero a Francavilla Fontana nel 1955, autore fecondo, fin dai suoi primi anni della docenza alla cattedra di Pedagogia di Firenze, sulla scia e in collaborazione con il maestro Francesco De Sarlo, e poi instancabile docente e divulgatore di idee e metodi pedagogici, che lo portarono, per tutta la vita, a tenere lezioni all’università, conferenze e dibattiti in Italia e all’estero cercando di diffondere  i concetti fondanti della sua “nuova pedagogia”.

Che era fondata, questa nuova pedagogia, sul concetto e sull’esaltazione dell’uomo, quasi un “nuovo umanesimo”, che procedeva, come un filo ininterrotto, dall’alta, illuminata concezione dell’uomo rinascimentale  fino all’esaltazione dell’uomo del nuovo secolo, il Novecento. Ma il progetto pedagogico procede fra idealismo e realismo, l’uomo è esaltato nella sua interezza fisica e nella sua profondità spirituale, l’uomo è “unità”, da coltivare, arricchire in tutti i suoi aspetti. E Calò ne fa, di questi principi, l’asse portante della sua scienza dell’educazione, basta prestare attenzione ad alcuni titoli  delle sue opere, che parlano di libertà di pensiero, di etica, di scuola e lavoro, di educazione nuova, spulciando tra alcuni titoli, solo così si arriva a comprendere la novità e la complessità della pedagogia divulgata da Calò. Certo non fu il solo, nel suo secolo, a parlare linguaggi educativi nuovi, già Maria Montessori, alla fine dell’Ottocento, stava percorrendo una strada tutta sua personale e, rivolgendosi in particolare al mondo dell’infanzia, aveva rotto gli schemi tradizionali, legati ai concetti di autoritarismo, di premi e punizioni, di distinzioni tra classi sociali, ed aveva accettato intuizioni positiviste, assumendo una posizione controcorrente nell’età del diffuso idealismo gentiliano.

Ma Calò trova una su strada personale, non crea  una pedagogia  “ancilla philosophiae”, ma una filosofia della realtà, per costruire uno“spiritualismo realistico”, apparentemente termini in contraddizione tra loro. Se seguiamo con attenzione la ricostruzione che ci viene proposta dal prof. Petronelli, dopo l’accentuata definizione di questa pedagogia fondata su sentimento, intelligenza, volontà, tutti atti che umanisticamentemettono l’uomo al centro della vita e della società, ne consegue che “l’uomo non può raggiungere i suoi fini spirituali se non impiegando il suo corpo”. Torniamo così a uno dei leit motiv di questa teoria pedagogica, cioè al rapporto tra spirito e corpo, perché, scriveva Calò, “irrobustire il corpo, farne uno strumento sempre più pronto, idoneo alle attività dello spirito, sarà un fine subordinato, ma importantissimo, dell’educazione umana”. Non mancherà poi di descrivere le modalità di quella che nella scuola diventerà “educazione fisica o del corpo”, e spiegare come l’esercizio fisico possa aiutare l’uomo a raggiungere le vette più alte delle conoscenze umane “in una più compiuta armonia tra mente e corpo.” E proprio per insegnare questi concetti  il prof. Calò ha voluto una scuola speciale, l’Istituto Superiore di Educazione Fisica, nato a Roma negli anni Cinquanta in collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione, con una rigido protocollo di programmi e finalità che il grande pedagogista aveva personalmente preparato. E oggi ci chiediamo quanto di questo spirito originario sia stato conservato nella scuola come nella vita sociale, quanto invece l’atletismo, la ricerca di una superiorità fisica, l’addestramento continuo, assillante, delle forze del corpo, fortemente criticato da Calò, non sia in contrasto con quell’ideale armonia tra mente e corpo che è invece segno di equilibrio raggiunto. Così come, afferma Calò, “la velocità e la rapidità a cui tutti siamo irrimediabilmente costretti, da cui tutti siamo affannosamente travolti, sono necessariamente causa di squilibrio”.

Ci avviamo alla conclusione, ma cogliamo ancora qua e là qualche felice intuizione: si aprono, nelle pagine scritte dal maestro, immagini ideali, ma non impossibile, di un ambiente scolastico libero, aperto alla campagna, così che la lezione possa farsi sempre all’aperto o almeno “con una  diretta visione della circostante natura e nelle condizioni più igieniche”. Quindi non un luogo da cui fuggire, come da una scomoda gabbia, nell’interpretazione di molti studenti di oggi!

Ci permettiamo di aggiungere una annotazione tratta dal Carteggio privato di Calò, che aggiunge un piccolo ma non insignificante tassello al quadro fin qui tracciato. C’è una lettera che arriva da lontano (è stata inserita nella ricerca di Brambilla – Fantoni dedicata alla Resistenza liberale a Firenze),spedita da  Cambridge, Massachusetts da Gaetano Salvemini, che si era rifugiato negli Stati Uniti per sfuggire alle persecuzioni fasciste. Salvemini ricorda con affettuosa riconoscenza gli amici fiorentini, tra questi Calò, che nel luglio del 1925 lo difesero da un attacco selvaggio dei fascisti che  lo attendevano all’uscita del carcere delle Murate dove era stato rinchiuso: “Tu fosti uno di coloro che furono bastonati in vece mia”, scrive  in data 11 gennaio 1946 e promette di poter rientrare al più presto in Italia. Ricordiamo quindi Calò, strenuo difensore della libertà assunta a fondamento pedagogico, anche per essere politicamente e profondamente liberale. 

A presentare l’opera e il suo autore sono stati il relatore  Adalberto Scarlino, la consigliera comunale di Firenze Serena Perini in rappresentanza del sindaco Nardella, Michele Pierguidi,  presidente di Quartiere 2, sede della stessa manifestazione. 

Presenti l’autore, Giuseppe Petronelli, e l’editore, Lucia Pugliese, ha portato un affettuoso saluto, in ricordo del suocero, la dott.ssa Carola Ferruta Calò, che ha aggiunto al quadro complessivo alcuni affettuosi e simpatici ricordi familiari.

Pubblicato in : Invito alla lettura

Info Marisa Brambilla

Marisa Brambilla, di origini lombarde, vive ora stabilmente in Toscana, dove è stata per molti anni insegnante di Lettere, poi preside di Licei nell’area fiorentina, sempre impegnata a portare nella scuola progetti innovativi e sperimentali. È autrice di testi di narrativa e di ricerca storica e collabora a riviste e periodici su tematiche scolastiche e di attualità.
Tra le opere storiche ricordiamo: Resistenza Liberale a Firenze, pubblicato nel 1995 per il 50° anniversario della Liberazione e 2 giugno 1946 – Il giorno della Repubblica. Croce e i liberali tra monarchia e repubblica, edito nel 2002, dedicato a Benedetto Croce nel cinquantenario della morte, Gli anni della ricostruzione (2011), Firenze e oltre. I liberali fiorentini negli anni Settanta 2016, tutte in collaborazione con Gianni Fantoni. Infine nel 2018 la raccolta di biografie Per non dimenticare. Liberali nella storia fiorentina e nazionale a cura del Circolo culturale Piero Gobetti di Firenze.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti