
In questi giorni, il quotidiano “Il Giornale” ospita un dibattito sull’opportunità di costruire in Italia una tradizione liberale e conservatrice, che finora sarebbe mancata nel corso della storia repubblicana del nostro Paese.
Ritengo difficilissimo che le citate due culture possano coesistere in un’unica tradizione che le accomuni. Da liberale, sia a sinistra che a destra, ho sempre inteso destrutturare qualsiasi idea politica finalizzata alla costruzione di un’egemonia culturale, intesa in senso gramsciano come “un potere che non si esprime con la forza ma attraverso il consenso e l’adesione ai valori di chi governa”.
La mia opinione è che compito di un liberale sia essenzialmente quello di mettere in evidenza il ruolo e la funzione fondamentale della forza, quale asse portante di un qualsiasi sistema, che agisca allo stesso modo e che, in relazione ai citati valori strumentali, è definito di sinistra o di destra e anche progressista o conservatore.
Angelo Giubileo

C’è una via molto semplice per comprendere e descrivere il concetto di “liberalismo”. Leggere l’articolo 3 della Costituzione.
Costituzione Italiana -Principi fondamentali – Articolo 3
“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”
Farei sommessamente notare che questo articolo è oggi vigente. Di certo non negheremo a nessuno il diritto di discutere sul suo contenuto e proporre contenuti diversi.
Ma per il momento i cittadini italiani – siano essi di destra di centro o di sinistra o di altra confessione politica – sono tenuti a rispettarlo e a farlo rispettare.