• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

2 giugno: Festa di una Repubblica che difende la Libertà e la Pace

Gli italiani devono sentirsi garantiti dalla presenza di un esercito di alta professionalità e di lealtà democratica. Ed è in questo contesto che le Forze armate sfilano ogni 2 giugno lungo i Fori Imperiali in nome del bene prezioso della pace e della libertà.

di Sergio Casprini | 2 Giugno 2023

Il 2 giugno, com’è noto, si festeggia la nascita della Repubblica italiana, sancita con il voto popolare nel referendum istituzionale del 1946.

La celebrazione principale si tiene a Roma, prima con la deposizione di una corona d’alloro davanti alla tomba del Milite Ignoto da parte del Presidente della Repubblica e il sorvolo delle Frecce Tricolori sui cieli di Roma, poi con la Parata militare – e da qualche anno anche civile – ai Fori Imperiali, una tradizione inaugurata nel 1948. Vi partecipano le Forze armate, le Forze dell’ordine, i Vigili del fuoco, la Protezione Civile, la Croce Rossa e una rappresentanza dei sindaci.

Nel corso degli anni tanti cittadini hanno assistito alla sfilata lungo tutto il percorso e in tv, ravvivando il sentimento di appartenenza all’Italia, di orgoglio per la sua storia e per quanto ha saputo costruire negli anni. Una partecipazione che è anche una risposta alle critiche delle forze antimilitariste e pacifiste in nome di una visione edenica della società e del mondo senza più eserciti né guerre, neppure quelle per difendersi dall’aggressione di altri Stati.

Anche tra gli intellettuali e gli esponenti dei partiti democratici e di sinistra, che non hanno mai chiesto la soppressione delle forze armate, c’è chi non ha condiviso la loro trasformazione in un corpo professionale in sostituzione della leva obbligatoria. In primis per il timore che un esercito professionale possa diventare strumento per avventure autoritarie, nonostante che la Costituzione stabilisca che “l’ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica”. Le opinioni contrarie si devono inoltre alla convinzione che dall’Unità d’Italia in poi il servizio militare sia stato un momento di formazione civica e di partecipazione attiva al dovere di difendere la Patria.

Recentemente dalla maggioranza di governo è venuta la proposta di un servizio di leva volontario e di breve periodo. In occasione della recente adunata nazionale degli alpini, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che l’ha definita «una delle rappresentazioni più straordinarie di cosa sia l’amore di Patria», ha dichiarato che il ripristino della leva «è un tema che si può affrontare, in alternativa al servizio civile», ma «come ipotesi volontaria». Anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa riflette sull’ipotesi della leva, proponendo in alternativa l’idea di una «mini naja di 40 giorni», sempre su base volontaria.

Se è vero che nel passato del nostro Paese l’esercito di leva di cittadini provenienti da tutte le regioni italiane ha spesso acquisito la consapevolezza di appartenere alla comunità nazionale, va pure ricordato che i fanti e i marinai, a differenza dei loro ufficiali, in maggior parte erano analfabeti e con la leva apprendevano alcune conoscenze di base, nozioni di italiano, di storia e di geografia.

In tempo di pace è della scuola il compito di garantire alle nuove generazioni un’adeguata formazione culturale e politica, a partire dalla conoscenza della lingua madre e della storia dell’Italia.

Casomai la questione della volontarietà o meno concerne il servizio civile, come in maniera convincente ha scritto Luciano Violante nel suo libro Il dovere di avere dei doveri, in cuipropone il servizio civile obbligatorio per poter dare ai giovani (maschi e femmine) una seria formazione ai doveri di cittadinanza e alla solidarietà sociale. Un tale servizio potrebbe anche essere di supporto agli interventi della Protezione civile in caso di calamità; e ne è stata una conferma la recente tragedia dell’alluvione in Romagna, con la partecipazione di tantissimi giovani che si sono sporcati letteralmente le mani spalando il fango nelle strade e nelle cantine allagate. Dimostrando, tra l’altro, di non essere chiusi in una dimensione individualistica, solipsisticamente impegnati a smanettare sui loro cellulari.

Tornando alla questione dell’esercito professionale, dunque altamente qualificato e dotato di armi sofisticate (e perciò oneroso per le casse dello Stato), fino allo scorso anno ci si poteva aggrappare, per sostenere la sua scarsa utilità, ai molti decenni di pace goduti dall’Europa, un contesto in cui le sole armi da usare sembravano quelle della diplomazia (con l’eccezione dell’intervento Nato del ’98 per fermare le deportazioni serbe dei Kossovari). Va intanto ricordato che negli ultimi decenni più volte si è fatto ricorso all’esercito per affidargli missioni in delicate e drammatiche situazioni internazionali, in casi di emergenza umanitaria o di gravi lesioni dei diritti internazionali; oppure nel nostro territorio in occasione di terremoti e alluvioni in appoggio alla Protezione Civile. Ma il 24 febbraio del 2022, con l’aggressione russa all’Ucraina, si è dissolta l’illusione che l’interdipendenza economica e la tolleranza verso ripetute violazioni della sovranità altrui potessero garantire la pace europea. A scapito del sognato deperimento degli eserciti, questo ha causato nuove adesioni alla Nato e rimesso all’ordine del giorno l’obiettivo di una difesa europea.

Concludendo: gli italiani devono sentirsi garantiti dalla presenza di un esercito di alta professionalità e di lealtà democratica. Ed è in questo contesto che le Forze armate sfilano ogni 2 giugno lungo i Fori Imperiali in nome del bene prezioso della pace e della libertà.

Sergio Casprini

Pubblicato in : AperturaTag: anni, costituzione, dichiarato, emergenza, forze armate, giovani, governo, meloni, milite ignoto, missioni, mondo, nato, nuove generazioni, presidente del consiglio, presidente della repubblica, referendum, repubblica, repubblica italiana, roma, scuola

Info Sergio Casprini

Fiorentino, è laureato in architettura. Militante nei gruppi della sinistra rivoluzionaria (Potere Operaio), nei primi anni 70 inizia l’attività di insegnamento, prima nelle scuole medie e successivamente, abilitatosi in Storia dell’Arte, nelle scuole di indirizzo artistico. Con l’insegnamento prende progressivamente coscienza del suo ruolo professionale fuori da ogni logica ideologica, per cui si allontana dalle posizioni estremistiche di sinistra degli anni giovanili e si avvicina sempre di più a posizioni liberal-democratiche. E’ tra i fondatori, negli anni 80, della Gilda degli Insegnanti, associazione che cerca di tutelare la valenza professionale dei docenti e, nel dicembre 2005, del Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità. E’ vicepresidente del Comitato Fiorentino per il Risorgimento, del cui sito è direttore.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti