
Davanti a un contesto internazionale in continuo mutamento, il conflitto tra Israele e Palestina è rimasto una costante, seppur attraversando diversi gradi di intensità. L’ultima evoluzione è rappresentata dall’attacco di Hamas del 7 ottobre e dalla drammatica escalation cominciata da quel giorno. Questa nuova fase, però, sembra aver rotto un equilibrio precario che aveva spinto, in modo errato, la questione israelo-palestinese lontano dall’attenzione della comunità internazionale. Il giorno dell’assalto via terra di Hamas sono state uccise circa 1.400 persone e oltre 200 sono state prese in ostaggio. Israele ha quindi avviato una risposta armata, prima con raid aerei contro l’enclave costiera palestinese e poi, a venti giorni dall’attacco di Hamas, con un’offensiva di terra all’interno della Striscia: le autorità sanitarie locali riferiscono di vittime nell’ordine delle migliaia. In questa timeline ripercorriamo insieme i principali passaggi dell’escalation che dal 7 ottobre infiamma il Medio Oriente, e che rischia di allargarsi diventando un conflitto regionale.
7 ottobre
- Sirene antiaeree risuonano a Gerusalemme intorno alle 6:30 ora locale, avvertendo i cittadini dell’attacco in corso e di mettersi immediatamente al riparo.
- Hamas annuncia l’inizio dell’operazione “Alluvione Al-Aqsa”, dichiarando di aver lanciato oltre 5.000 razzi dalla Striscia di Gaza verso Israele nell’arco di 20 minuti.
- Militanti armati di Hamas, molti dei quali in motocicletta o penetrati in Israele con velivoli artigianali, sparano contro civili e compiono massacri nei kibbutzim vicini al confine.
- Emergono anche filmati di militanti di Hamas che prendono in ostaggio cittadini israeliani e li portano oltre il confine di Gaza.
- Tra le prime vittime di Hamas ci sono i partecipanti a un festival musicale vicino al confine israeliano con Gaza: molti vengono uccisi mentre tentano la fuga.
- Israele lancia attacchi di rappresaglia a Gaza. Viene diffuso un video in cui un grattacielo residenziale e la moschea Al-Sousi a Gaza City vengono bombardati e rasi al suolo.
- Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dichiara: “Israele è in guerra”.
- Israele lancia l’operazione “Spade di ferro” nella Striscia di Gaza.
- In un discorso televisivo dalla Casa Bianca, Biden afferma che “Israele ha il diritto di difendere sé stesso e il suo popolo“.
- Nel corso della notte, il gabinetto di sicurezza israeliano vota per un’azione volta alla “distruzione delle capacità militari e governative di Hamas”.
- La Israel Electric Corporation, che fornisce l’80% dell’elettricità alla Striscia di Gaza, interrompe l’erogazione di energia elettrica nell’area.
8 ottobre
- Raid israeliani colpiscono la Striscia: tra gli obiettivi complessi residenziali, tunnel, case di funzionari di Hamas e la Watan Tower, un centro per i provider internet della zona.
- Il gabinetto di sicurezza del governo israeliano dichiara formalmente lo stato di guerra, per la prima volta dopo la guerra dello Yom Kippur del 1973.
9 ottobre
- L’IDF annuncia di aver ripreso il pieno controllo delle città israeliane confinanti con Gaza.
- Hamas dichiara che giustizierà gli ostaggi israeliani, se Israele continua a bombardare le abitazioni dei civili senza preavviso.
- Il ministro della Difesa israeliano Gallant annuncia il “blocco totale” della Striscia di Gaza, vietando oltre all’elettricità anche l’ingresso di cibo e carburante: è l’inizio dell’assedio.
- Human Rights Watch definisce l’ordine “abominevole” e chiede alla Corte Penale Internazionale di “prendere nota di questa esortazione a commettere un crimine di guerra“.
10 ottobre
- Raid aerei israeliani colpiscono la Torre Hajj nella Striscia di Gaza e i quartieri di al-Karama e Rimal (Gaza City), che ospitano ministeri del governo gestito da Hamas, università, organizzazioni dei media e agenzie umanitarie (civili e giornalisti tra le vittime).
- Anche il valico di frontiera di Rafah (che collega Gaza all’Egitto) viene bombardato da Israele.
11 ottobre
- Israele costituisce un governo di unità nazionale per far fronte all’emergenza, con il primo ministro Netanyahu, il ministro della Difesa Gallant e l’ex ministro della Difesa Gantz a capo del gabinetto di guerra.
12 ottobre
- La Siria accusa Israele di aver attaccato gli aeroporti internazionali di Aleppo e Damasco: è il primo di altri episodi dello stesso tipo.
13 ottobre
- In mattinata, l’IDF emette un ordine di evacuazione per le comunità a nord del Wadi Gaza, compresa Gaza City, ordinando agli abitanti di spostarsi verso sud entro 24 ore.
- L’evacuazione del nord di Gaza comporterebbe lo sfollamento di 1,1 milioni di palestinesi e viene giudicata impossibile dalle Nazioni Unite, che mettono in guardia dalle “devastanti conseguenze umanitarie”.
- Hamas invita i residenti del nord di Gaza a “rimanere saldi nelle vostre case e di resistere di fronte a questa disgustosa guerra psicologica condotta dall’occupante”.
- Diverse organizzazioni internazionali condannano l’ordine di evacuazione come palese violazione del diritto internazionale umanitario.
14 ottobre
- Israele annuncia di aver ucciso tre infiltrati provenienti dal Libano in un attacco con droni vicino a Margaliot. Hezbollah bombarda cinque avamposti dell’IDF nelle fattorie occupate di Shebaa: è l’inizio di una lunga serie di scambi di fuoco che fanno temere l’apertura di un nuovo fronte di guerra.
15 ottobre
- L’IDF annuncia l’evacuazione dei residenti degli insediamenti a due chilometri dal confine libanese.
17 ottobre
- Nel cortile dell’ospedale Al-Ahli di Gaza si verifica una violenta esplosione. Il ministero della Sanità locale attribuisce il fatto a un bombardamento israeliano e parla di almeno 500 vittime.
- La causa e il bilancio dell’esplosione sono però contestati. Israele, Stati Uniti, Francia, Regno Unito e Canada riferiscono che le loro fonti di intelligence indicano che la causa dell’esplosione è stato un fallito lancio di razzi dall’interno di Gaza da parte del Jihad islamico palestinese (PIJ).
18 ottobre
- Il presidente americano Joe Biden visita Israele, nonostante l’annullamento di un summit in Giordania con re Abdallah II, il presidente palestinese Abu Mazen e il capo dello stato egiziano Al-Sisi, per protesta contro i fatti di Al-Ahli.
19 ottobre
- Israele bombarda un edificio nel complesso della chiesa greco-ortodossa di San Porfirio, la chiesa più antica di Gaza
- Una nave da guerra americana intercetta diversi missili da crociera e droni lanciati dallo Yemen, il cui obiettivo era presumibilmente Israele. Sospetti sul movimento sciita filoiraniano degli Houthi.
20 ottobre
- I primi due ostaggi, entrambi con cittadinanza americana, vengono rilasciati da Hamas.
21 ottobre
- La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, visita Israele e incontra l’omologo Netanyahu.
- Un convoglio di 20 camion umanitari entra a Gaza dall’Egitto attraverso il valico di Rafah con medicine, attrezzature e cibo.
23 ottobre
- Hamas rilascia due anziane donne israeliane. Fanno il giro del mondo le parole dell’85enne Yocheved Lifshitz, che dichiara di essere stata picchiata durante il rapimento, ma trattata con riguardo nei giorni di detenzione.
25 ottobre
- Diversi membri della famiglia di Wael Dahdouh, capo dell’ufficio di corrispondenza a Gaza di Al Jazeera Arabic, rimangono uccisi in un attacco aereo israeliano nel campo profughi di Nuseirat, a sud del Wadi Gaza.
27 ottobre
- L’assemblea generale delle Nazioni Unite approva una risoluzione per chiedere una tregua umanitaria immediata a Gaza: 121 voti favorevoli, 44 astenuti (tra cui l’Italia) e 14 contrari tra cui Israele e Stati Uniti.
- Nelle stesse ore, i servizi internet e di telefonia mobile a Gaza vengono interrotti mentre Israele intensificava la sua campagna di bombardamenti: le IDF lanciano un’incursione di terra su larga scala nella Striscia di Gaza.
28 ottobre
- Israele annuncia che le unità penetrate all’interno della Striscia Gaza la notte precedente sono ancora sul terreno: è l’inizio dell’annunciata invasione di terra israeliana.
30 ottobre
- Le forze di Israele bloccano la Salah al-Din Road, un’importante arteria stradale che collega le parti settentrionale e meridionale della Striscia di Gaza. Carri armati israeliani vengono avvistati alle porte di Gaza City.
31 ottobre
- La cittadina di Jabalia, sede del più grande campo profughi palestinese della Striscia, viene colpito da un attacco aereo. Le autorità locali parlano di almeno 47 vittime, anche se nelle prime ore il bilancio complessivo di morti e feriti si aggira sulle 400 unità.
- Israele conferma che aerei da guerra israeliani hanno attaccato il campo profughi, precisando che l’obiettivo del raid era Ibrahim Biari, un comandante di Hamas che aveva guidato gli attacchi del 7 ottobre.
2 novembre
- Oltre 450 persone attraversano il valico di Rafah, aperto la prima volta dall’inizio del conflitto per consentire il passaggio di civili verso l’Egitto. L’iniziativa, frutto di un intenso negoziato in coordinamento con gli Stati Uniti e la mediazione del Qatar, ha permesso l’evacuazione di persone fragili, bambini, e palestinesi in possesso di un secondo passaporto straniero, tra cui anche quattro italiani
- a Cura di Ispi

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