
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è molto preoccupato per il quale ha messo in guardia il cancelliere tedesco Friedrich Merz sui gravi rischi derivanti dall’escalation tra Israele e Iran, tra cui potenziali flussi migratori verso l’Europa e minacce di contaminazione nucleare. Lo ha riferito la Direzione della Comunicazione della Presidenza turca, in una nota ufficiale pubblicata dopo una telefonata tra i due leader. “Le ripercussioni di questa spirale di violenza, innescata dagli attacchi israeliani, possono avere un impatto negativo sia sulla regione che sull’Europa”, ha affermato Erdogan durante il colloquio. “In particolare per quanto riguarda i potenziali flussi migratori e i rischi legati a fughe nucleari”. Il colosso danese del trasporto marittimo Maersk ha annunciato la sospensione temporanea degli scali delle navi nel porto israeliano di Haifa a causa del conflitto tra Israele e Iran. Maersk ha dichiarato in un comunicato di aver preso la decisione “dopo aver analizzato attentamente i rapporti sui rischi di minaccia relativi al conflitto in corso tra Israele e Iran, in particolare i potenziali rischi di scali nei porti israeliani e le relative implicazioni per la sicurezza dei nostri equipaggi”. Maersk è un attore chiave nel trasporto marittimo globale e nella logistica, il secondo più grande armatore al mondo, con una vasta rete di operazioni e una forte presenza in Italia. Il presidente francese, Emmanuael Macron, ha esortato a Israele a porre fine suoi raid sulle ”infrastrutture civili” iraniane. “Nulla giustifica le bombe sulle infrastrutture energetiche e civili”, ha dichiarato dal Salone dell’Aeronautica di Le Bourget. “Penso che bisogna poter riprendere il lavoro politico e diplomatico – ha proseguito -bisogna assolutamente dare priorità al ritorno al negoziato”. Fermeremo il nucleare dell’Iran con o senza Trump: così il premier israeliano, Benyamin Netanyahu, in una intervista all’emittente israeliana del circuito Kan. “Il nostro principale obiettivo è fermare il programma nucleare, eliminare la minaccia, mentre il secondo obiettivo è fermare la capacità balistiche dell’Iran. Se Trump vuole partecipare tranne che – afferma Netanyahu – è una sua decisione, lui farà ciò che è meglio per gli Stati Uniti. Io farò ciò che è meglio per Israele”. Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha dato ordine all’Idf di “intensificare gli attacchi contro obiettivi del regime in Iran, al fine di indebolire il regime e aumentare la deterrenza contro il fuoco missilistico sul fronte interno israeliano, continuando a colpire strutture e scienziati per contrastare il programma nucleare iraniano”. Lo riporta Ynet. Dopo aver valutato la situazione con i responsabili della sicurezza, Katz ha affermato che “dobbiamo colpire tutti i simboli del regime e la base di potere come le Guardie Rivoluzionarie”. Secondo fonti iraniane non confermate, è stato effettuato un attacco con un drone israeliano a Teheran. Secondo quanto riferito dalla radio dell’esercito, l’obiettivo era uno scienziato nucleare iraniano. L’Idf non ha ancora rilasciato dichiarazioni in merito. Il portavoce dell’esercito israeliano ha riferito che più di 25 aerei da combattimento dell’aeronautica israeliana hanno distrutto oltre 35 infrastrutture per lo stoccaggio e il lancio di missili a Tabriz e Kermanshah, nell’Iran occidentale. Il prossimo lunedì al Consiglio Affari Esteri è attesa solo “una discussione” alla luce del rapporto sul rispetto dei diritti umani da parte di Israele nel quadro del consiglio di associazione con l’Ue e “nessuna misura” pratica. Lo afferma un’alta fonte diplomatica europea. “La revisione è uno strumento politico per cambiare il comportamento d’Israele, ci sono indicazioni che questa pressione viene sentita a Tel Aviv”, spiega la fonte precisando che il suo Paese è a favore di un approccio graduale, “passo dopo passo”, e che l’Alta rappresentante Kaja Kallas è d’accordo. L’orizzonte, ad ogni modo, resta il Consiglio Affari Esteri di luglio. Certo, il conflitto con l’Iran rischia di complicare la situazione. “Ci sono alcuni Stati membri che tenteranno senz’altro di mischiare i due temi, suggerendo magari che, datala situazione con l’Iran, non dovremmo proseguire con la revisione”, nota. “Ma noi crediamo che sia nell’interesse europeo tenere separate le due questioni”. L’Alta rappresentante Kaja Kallas. Presidente Erdogan, da un lato lei è così antico, da un lato così moderno e… Forse sono i due elementi che si fondono in lei: quello occidentale e quello orientale che…
Giuseppe Basilico

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