Se n’è andato improvvisamente, pochi giorni prima delle elezioni politiche, Nicola Cariglia.
Ci eravamo sentiti pochi giorni prima via whatsapp per gli ultimi dettagli di una presentazione del mio libro che stava organizzando a Firenze.
Me lo aveva promesso da quando, scusandosi , non era potuto venire alla prima uscita pubblica con Claudio Martelli a San Giovanni Valdarno, la mia città.
Era sempre gentile, un vero signore, oltre che un vecchio compagno socialdemocratico ed un autentico riformista.
Mi legava a lui quel “ filo rosso” che accumuna tutti coloro che sono appartenuti alla grande comunità socialista democratica e che ha fatto la storia della nostra Toscana e dell’Italia intera.
Tutte le volte mi chiedeva come stava mio padre, con il quale in gioventù si era molto frequentato per la comune militanza politica.
Nel giugno scorso, appena seppe della sua scomparsa , mi scrisse un messaggio che ne ricordava “ la simpatia e cultura che emergeva nelle conversazioni di tantissimi anni fa”.
Mi colpì molto, e non solo per il ricordo che aveva di mio padre, ma per quella appartenenza ad un mondo che, purtroppo, si è frantumato.
Ed era un grande giornalista con importanti incarichi in RAI, dove diventò direttore della sede toscana, dal 1998 al 2008.
Fu anche vice sindaco di Firenze, a testimonianza della sua passione politica .
Nel 2010 assunse la presidenza della Fondazione Filippo Turati, occupandosi attivamente delle residenze per persone anziane e disabili, per malati di Alzheimer, per persone in stato vegetativo, centri di riabilitazione, centri di soggiorno e case di riposo.
Ma il suo amore per il giornalismo, lo aveva portato a costituire un portale, di cui era direttore, PensaLibero.it
Proprio negli ultimi mesi e anche pochi giorni prima della sua improvvisa scomparsa mi aveva chiesto se poteva pubblicare alcuni miei articoli nel suo giornale on.Line; ed io naturalmente ne ero onorato, oltre che meravigliato per la sua attenzione.
Una grande perdita per tutto il mondo della cultura , del giornalismo, della politica.
Francesco Carbini

Lascia un commento