In Italia c’ è bisogno di legalità, che si ottiene solo facendo rispettare le leggi, e non autorizzando dei luoghi di impunità come sono oggi gli stadi di calcio, che giustamente allo scrittore Claudio Magris fanno venire in mente il diritto d’asilo nelle chiese e nei monasteri in epoca antica.

Ecco perché concordo pienamente col ministro Alfano se invoca il Daspo a vita per i tifosi violenti e il pugno duro. Ma al tempo stesso resto basito quando lo sento dire in tv che allo stadio Olimpico, la sera di sabato, non c’è stata trattativa alcuna, quando io e mio figlio che era con me ed altre migliaia di italiani incollati come noi allo schermo abbiamo visto con i nostri occhi, grazie a delle magnifiche zoomate dei cameramen, il vergognoso dialogo del capitano Hamsik e dei dirigenti della sicurezza, quasi imploranti, con quel cavernicolo di Gennaro, tatutato come l’indiano di Moby Dick, che se ne stava a cavalcioni della ringhiera di protezione, osannato dai suoi compari teppisti analfabeti e soprattutto con indosso una inaccettabile maglietta dedicata al killer del povero Raciti.
Caro ministro Alfano, non abbiamo bisogno di chiacchiere e di nascondere la realtà sotto un velo di ipocrisia. In Italia c’ è invece bisogno di legalità, che si ottiene solo facendo rispettare le leggi, e non autorizzando dei luoghi di impunità come sono oggi gli stadi di calcio, che giustamente allo scrittore Claudio Magris fanno venire in mente il diritto d’asilo nelle chiese e nei monasteri in epoca antica.
Purtroppo c’ è anche da combattere contro una cultura che cerca di criminalizzare sempre di più chi la legge, invece, la difende, come quei poliziotti chiamati a fronteggiare le bande di ultras scatenati o le armate dei no Tav che vengono a fare la guerriglia per le strade di Roma. Vi ricordate la reazione di certa stampa politically correct quando il giudice Caselli disse chiaramente che nel mondo dei no Tav sta nascendo il moderno terrorismo? Oppure la facilità con cui i teppisti entrano ed escono dal carcere, grazie a certi magistrati “comprensivi”?
In Inghilterra, il Football Desorder Act fu reso operativo in un paio di settimane e poi lì la certezza delle pene è il deterrente principale. Tutti quelli che vengono ripresi dalle telecamere o colti mentre commettono reati, sono processati per direttissima e, in caso di condanna, finiscono in carcere: lo stadio, poi, lo potranno vedere solo in tv per il resto della vita.
Nessun rappresentante delle istituzioni inglesi parla o cerca la trattativa con un delinquente come “la carogna”. Ma questo purtroppo è quanto è successo a Roma, in una notte di vergogna e di follia: l’ abbiamo visto in tv, coi nostri occhi.

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