Anna era una ragazza come tante altre con la sola colpa di essere ebrea, e per questo la mostruosità umana non le ha permesso di condurre la propria esistenza. Nadia pure era una bambina come tante altre, ma il 27 Maggio del 1993 nuovamente la mostruosità umana le ha spezzato la vita. Poi Gerogj ed i piccoli compagni della scuola di Beslan, e dopo loro tanti altri ancora, fino al piccolo Tommy.
Dolore, tragedia, disperazione… eppure quando guardo il cielo!
Eppure quando guardo il cielo è una frase tratta dal diario di Anna Frank; è un messaggio di speranza, di fiducia. E’ questo messaggio che Franco Boldrini, artista fiorentino che con il gruppo de I Califfi ottenne un discreto successo, vuole trasmetterci attraverso il suo musical, che da quella frase trae il proprio titolo.
Franco mette in scena un simbolico collegamento tra tutti questi piccoli angeli attraverso un viaggio sui percorsi dell’anima, la sua anima, nobile e sensibile come quella di un artista che non vuole compromessi.
Il viaggio ha inizio nei primi del 900, parte dalle canzoni d’amore napoletane: ‘I te vurria vasà’, la tarantella; insuperabili.
Poi Cyrano [Sardelli] ci introduce al viaggio; e c’è Mariù, quasi mistica, che ci accompagna con le melodie dell’epoca, che si trasforma, sedicenne, in Anna Frank, c’è il bambino del ghetto di Varsavia con le sue mani alzate…. E poi lo scioccante passaggio: Anna diventa Nadia Nencioni vittima dei Georgofili. E poi Georgj, il bambino della tragedia di Beslan, i cuccioli di San Giuliano.
Il percorso tocca poi, dopo lo struggente dolore per questi angeli, la voglia di ricostruire, la voglia di vita, ed eccoci al Rock’n’roll degli anni cinquanta, all’arcobaleno di Over the rainbow, all’Arlecchinata di Charlie Chaplin…
Poi la sintesi ed il toccante finale.
La fine del fantastico viaggio vede Il Cielo, l’ Angelo della Speranza, i bambini del Paese Magico , uniti all’Arte, Amore, Musica e Tempo, che s’intrecciano in un vorticoso disegno quasi divino, immortale in mezzo alla emozionante decantazione di Cyrano e il Tempo della straordinaria poesia di Mario Luzi (“SIA DETTO”) …La nostra Nadia – piccola ‘madonna fiorentina’ diventa l’immagine simbolica della città di Firenze– e offrirà al Cielo il suo Giglio :
“Giustizia non ti negare al desiderio degli uomini, scendi in campo, abbi la tua vittoria” (Mario Luzi)
di viaggio dove ci sono Il Cielo, l’ Angelo della Speranza, i bambini del Paese Magico
Un viaggio toccante accompagnato dalle bellissime melodie straordinariamente arrangiate ed interpretate da Franco Boldrini e Dalia Lauriola.
Pensalibero darà ampio spazio a questa manifestazione, patrocinata dal Comune di Firenze, dall’Associazione dei familiari delle vittime della strage dei Georgofili e dall’associazione trisomia 21.
Incontreremo Franco e vi faremo vivere attraverso le sue parole questa fantastica atmosfera.
Lo spettacolo, il cui introito verrà devoluto in beneficenza, andrà in scena al Teatro Verdi di Firenze il 18 Maggio. I biglietti sono in prevendita presso il Teatro Verdi (lun.-ven.10-13/15-18), il Box Office in Via Alamanni, 39 (lun 15,30-19,30), e presso tutti i punti vendita del Circuito Regionale Box Office. Per informazioni sono disponibili i seguenti numeri: 055 212320 – 333.7447978.
Claudio Tirinnanzi
Il pomeriggio se ne va, se ne va via… il tramonto si avvicina, un momento stupendo… il sole sta andando via (a letto) è già sera e tutto è finito. Nadia Nencioni – dal suo diario del 23 maggio 1993
>> Scarica la locandina di presentazione dell’evento
Link
Il sito dell’Associazione tra i Familiari delle Vittime di Via dei Georgofili

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