Si tratti di un attico o di un sottoscala, rimasto sfitto, è d’uopo che nessuno si lasci prendere dal panico. Un candidato ad occuparlo gli amici radicali e della rosa nel pugno ce l’hanno comunque: Emma Bonino. E’ la V2 della politica italiana, l’arma segreta capace di sovvertire ogni pronostico.
I compagni di partito ancora non si danno pace per non averla potuta proporre a CT della nazionale azzurra, data la ritrosia a togliersi di mezzo manifestata da Marcello Lippi, che guadagnato l’accesso alle finali, vorrebbe provare a vincere i mondiali.
Per il resto, non si sono fatti mancare niente: Emma alla presidenza della repubblica, all’ONU, agli esteri, alla difesa, all’attacco, in porta. Ogni volta che le cose si fanno difficili, il che avviene con troppa frequenza dopo una campagna referendaria o elettorale, ed è per questo che ci sentiamo partecipi, i radicali si fanno un punto d’onore a non voler sembrare arrabbiati. E anzi, con generosità vanno in giro ad offrire il meglio di sé: Emma Bonino, più che una loro dirigente un’icona, l’unica a non aver mai ceduto alla tentazione di intonare il celebre motivetto “ sono una donna non sono una santa…”.
Perché anche noi laici abbiamo i santi. Che purtroppo non sono autorizzati a fare i miracoli.

La Rosa nel Pugno è riuscita in un’impresa singolare. E’ stata determinante per la vittoria di Prodi ma èfinita in un vicolo cieco. In pratica, grazie alle contorsioni e all’incontinenza verbale di Pannella, e all’ininfluenza di Boselli, non conta niente.
La Bonino dovrebbe essere il paravento per nascondere questo fallimento. Fossi in lei mi sarei stufato. E mi sa che si sia stufata anche lei.