In questi giorni l’Italia sta assistendo all’ennesima pantomima: dopo i casi di Piergiorgio Welby e di Luca Coscioni (a tacere del caso di Terry Schiavo, avvenuto oltre Oceano ma che ci ha enormemente coinvolto come paese dalla società profondamente cattolica e al tempo stesso in dura lotta per la conquista di certe libertà civili) adesso è il turno di Eluana Englaro. Certo, tutti casi diversissimi fra di loro, di cui è bene non fare tutto un fascio, in primo luogo perchè nel caso di Welby ci trovavamo di fronte ad una persona la cui volontà era inequivocabile, fondata su un’estrema e inconfutabile lucidità di pensiero, mentre in quello di Eluana parliamo di una persona che da diciassette anni è “assente” e non può parlare per sè stessa presentando le proprie ragioni: qui è il padre a rappresentarla e a garantire sulle volontà ch’essa aveva espresso prima dell’incidente che la ridusse allo stato vegetativo permanente.
Ciò che non cambia è l’atteggiamento del famigerato “movimento per la difesa della vita” che nel caso di Welby o di Coscioni si presentava come “movimento per l’imposizione della vita nei confronti di chi ormai la subisce come una prigione ed una condanna” e in quello di Eluana si manifesta invece come “movimento per la difesa dell’esistenza biologica dell’individuo non più sussistente in termini morali, spirituali e intellettivi”.
Welby aveva un corpo che non rispondeva più ai comandi e che s’affidava all’operato delle macchine per sopravvivere, a cui faceva da contraltare una mente in grado di esprimere una volontà ferrea ed inequivocabile; Eluana ha un corpo che funziona perfettamente, al di là dei danni arrecati da diciassette anni di “stop motorio” prolungato, ma non ha più un cervello. La sua corteccia cerebrale ha subito danni ingentissimi, paragonabili quasi a quelli della povera Terry Schiavo: anche allora i movimenti per la vita si accanirono sostenendo che in lei esistessero ancora una facoltà di pensare, di sentire, di soffrire, di desiderare. L’autopsia dimostrò il contrario. Con una corteccia cerebrale tanto danneggiata, Eluana non può avere coscienza di sè: non può ragionare, non può sentire, non può pensare, non può desiderare. Il suo cuore batte e i suoi polmoni respirano, ma tali funzioni vitali basilari dell’organismo si affidano ad una ridottissima parte della corteccia cerebrale non danneggiata e soprattutto al midollo spinale. Non dimentichiamoci che questi movimenti sono gli stessi che sostengono il “diritto alla vita” dell’embrione: anche in questo caso (non vogliamo mancare di rispetto all’opinione di nessuno, ma riteniamo che la scienza sia da porre un gradino più in alto rispetto a certe questioni etiche, politiche e religiose) la concezione di cosa sia la vita è più di pertinenza teologica che non scientifica. Anzi, di scientifico vi è veramente poco.
Eluana si trova adesso in Friuli, e sta iniziando il suo lento viaggio verso la morte. E’ un viaggio che attendeva da diciassette anni; forse, se all’epoca dell’incidente fosse esistito il testamento biologico, non sarebbe stato necessario aspettare tutto questo tempo. Ma, per impedire che avvenga tale dipartita, ecco i movimenti per la vita che di nuovo si muovono assumendo anche atteggiamenti intimidatori nei confronti di Peppino Englaro. Li abbiamo visti, con gli striscioni, mentre cercavano di bloccare l’ambulanza che portava Eluana verso Udine, sede della sua penultima dimora, e fischiare al padre che si trovava a bordo della propria auto.
Ma non è di queste persone (piccola manovalanza del fronte cattolico intransigente, illiberali che esercitano il proprio diritto liberale di manifestare sia pur mancando gravemente di rispetto al dolore altrui) che mi voglio occupare. No, non sono i pesci piccoli ad attirare la mia attenzione, e credo nemmeno quella di Peppino Englaro. Sono i pesci grossi, “i ruffiani bianchi”, a preoccuparmi e inorridirmi di più. Mi preoccupano e m’inorridiscono Sacconi, ministro di un paese che dovrebbe essere laico e che invece, per guadagnarsi dei meriti agli occhi della Chiesa Cattolica, inonda le cliniche italiane di “atti d’indirizzo” e persino di minacce di togliere loro i finanziamenti pubblici qualora accettassero di effettuare l’eutanasia ad Eluana; o ancora, la signora Mussolini la quale, per non smentire il cognome che porta, irrompe a “La Vita in Diretta” (e dove poteva andare altrimenti?) e, dopo aver concordato con Albano sul fatto che sia una vergogna avere un figlio gay, salta di palo in frasca dicendo che l’alimentazione, anzichè ad Eluana, dovrebbe essere tolta al padre. Tutta questa gente in nome di chi e per cosa parla? Ha veramente a cuore la vicenda di Eluana?
Dubito che la difesa della vita, in qualsiasi sua forma, interessi queste persone: sono, ricordiamocelo bene, le stesse persone che senza battere ciglio hanno stipato gli immigrati nei CPT di Lampedusa in condizioni disumane per poi rispedirli nel deserto libico, dove Gheddafi li lascia morire di fame e di sete. Sono le stesse persone che propongono l’equiparazione fra partigiani e repubblichini, facendo tanto di spallucce qualora qualcuno ricordi loro i morti della divisione “Ettore Muti”. Sono le stesse persone che, di fronte ai recenti casi di pestaggi di Verona, operati da giovani italiani di estrema destra, non hanno trovato niente di meglio da fare che cambiare discorso mettendosi a parlare di rom e di clandestini. Vi sembrano queste delle persone che davvero provino rispetto per la vita?
No, queste persone hanno rispetto solo per un valore che avvertono superiore alla vita stessa: il potere. Per assicurarselo, in un’Italia dove la Chiesa vanta un elevatissimo potere, altro non possono fare che arruffianarsi con le gerarchie vaticane. Dunque tutto ciò che non va bene alla Chiesa non va bene nemmeno a loro: sono i “ruffiani bianchi”.
Filippo Bovo.

Non ho nessuna considerazione per i ruffiani,nè bianchi ,nè rossi ,nè tantomeno incappucciati e con cazzuola in mano. I ruffiani sono tali , e basta !Purtroppo impedire loro di argomentare giocando di sponda ,od argomentando sul sesso degli angeli ,non si può ,sarebbe “antidemocratico”. E quindi ,avanti Bovo !