Per quelli imparentati con il bene la pancia è il luogo dove tramontano i buoni sogni progressisti. Ma come potremmo non avere paura con questa classe politica?

Quelli diuturnamente imparentati col bene, ce l’hanno reso noto bruscamente, senza lasciarci il tempo di raccapezzarci e poi di tastarcela per riconoscerne tutte le nuove impenitenti prerogative. Non è l’adipe, che inevitabilmente con gli anni appesantisce quello che fu almeno un discreto girovita, è proprio la pancia ove tramontano i buoni sogni progressisti e le belle utopie pressate dal pensiero unico. Diciamolo: noi consumati egoisti e sordi premoderni, noi che abbiamo la pancia e che addirittura la teniamo in buon conto quale apprezzabile strumento cognitivo, peraltro mai disgiunto dalla ragione, noi saremmo degli imbecilli smentiti da quella realtà, che solo gli adepti della Boldrini sanno cogliere ed interpretare in esclusiva? E vergogna anche per quelli che ad essa si rivolgono facendo leva sulle nostre indefinite paure con l’unico scopo di estorcere consensi che poi fioriranno in voti?
Ma fateci il piacere. Lì, nella sede primordiale dell’alimentazione e della conservazione dell’esistenza, finalmente non albergano i codici buonisti vanamente indotti, si ignorano pistolotti e predicozzi di tutte le congreghe dolcemente animose. Lì dimorano rari insolubili interrogativi sull’altro rappresentato immenso, indistinto e sempre più ingovernabile per la nostra politica da quattro soldi addestrata a furberie e furtarelli.
Come potremmo non aver paura, con dei politicanti come i nostri! Li avete ascoltati dopo l’orrenda mattanza di Parigi? Perennemente in bilico, verbosi all’inverosimile, tra lo spendersi cavalcando ondate di vana retorica e spinti sempre più ignorati ai bordi delle decisioni altrui. Una brigata di immaginifici sbandati, una manciata di ministri catapultati da un altro mondo, evidentemente avverso.
E allora che volete farci…ci resta solo una solida cintura di antico buon senso e di domestici affetti intorno alla nostra pancia.

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