A questo punto della campagna elettorale, ovvero a tre settimane dal voto, una cosa sola
appare sicura. Ancora una volta, l’idea di dotare l’Italia di un sistema bipolare ha fatto
fiasco. A destra una alleanza c’è. Ma ogni giorno appare più chiaro che è tenuta in piedi
dalla aspettativa di un maggiore bottino in seggi, che i tre partiti si divideranno tra quelli
eletti con il sistema maggioritario. Ma intanto il limite della sopportazione tra Meloni e
Salvini è sempre più vicino: quanto più la prima avrebbe bisogno di abbassare i toni per
conquistare l’elettorato moderato, tanto più il secondo cavalca temi dirompenti: quello
sempreverde degli immigrati, Russia, imposte, pensioni. Il terzo incomodo, Berlusconi,
sornione, aspetta l’esito del voto e, intanto si barcamena.
Sul versante opposto, la coalizione nemmeno c’è. Il PD, dopo la rottura con Calenda, o,
secondo la tesi opposta, provocando la rottura con Calenda, si è circondato di alleati
rispettabili quanto privi di peso elettorale. Ma, per sfortuna di Letta, l’immagine di questo
accrocchio è maggiormente legata al duo Fratoianni-Bonelli che alla leader di +Europa,
Emma Bonino. Come a dire che si intende raschiare il barile ormai svuotato della sinistra
delle parole e del non fare piuttosto che a quello della ragionevolezza e delle cose
possibili. In altre parole, guardare a Oriente piuttosto che all’Europa e all’Occidente.
Comunque vadano le cose, la partita avrà un secondo tempo che si disputerà dopo il voto
del 25 settembre. Perché a seconda del risultato che avranno altri due protagonisti, i
5Stelle di Conte e il Terzo Polo di Calenda e Renzi, non è detto che dalle urne esca la
possibilità di un governo di centrodestra: ovvero, di un centrodestra capace di durare e di
governare. E il PD avrà modo di misurare la miopia della sua campagna elettorale, basta
tutta sulla teoria farlocca del “voto utile”. Utile a che e a chi? Con il 20/22% di voti, di fronte
ad un centrodestra dato a più del doppio, come si fa a dare a bere che ogni singolo voto
sottratto alla coalizione con Fratoianni e Bonelli potrà determinare la vittoria del fascismo?
E perché, questa martellante campagna prende di mira solo il Terzo Polo e non anche i
5Selle e Conte? Calenda e Renzi potranno pure restare antipatici alla classe dirigente, alla
nomenclatura, dei democratrici. Ma non si può essere tanto miopi da non accorgersi che si
stanno rivolgendo ad un elettorato e sollevano temi, che il PD non può ignorare. Quale è il
terreno politico che il PD vuole coltivare nel prossimo futuro? Punta ad allearsi
nuovamente con Conte e i 5 Stelle? Sarebbe, questa, la più infausta delle decisioni, in
linea con tutti gli stratagemmi che dalla caduta del muro di Berlino ad oggi, hanno impedito
di fare i conti con la propria storia e dare vita anche in Italia ad una forza progressista
moderna: se non al pari, almeno simile alle grandi socialdemocrazie europee.
Nicola Cariglia
Elezioni / Partita doppia: tra e dentro le coalizioni
La partita avrà un secondo tempo che si disputerà dopo il 25 settembre. Perché non
è detto che dalle urne esca la possibilità di un governo capace di durare e di
governare. E il PD avrà modo di misurare la miopia della sua campagna elettorale,
basata tutta sulla teoria farlocca del “voto utile”. Di Nicola Cariglia

Che c’entra il fascismo? Leggo, molto volentieri I suoi articoli e condivido molte delle sue argomentazioni. Leggo, anche, con interesse tutti gli altri articoli. Ripeto. Che c’entra il fascismo?
Sig. Rossi, in due righe lei formula due volte la domanda “che c’entra il fascismo” e meno male che due volte dice che legge i mie articoli e quelli di tutti gli altri. Il problema è che alla sua domanda reiterata, io non riesco a dare risposta perchè in tutto l’articolo la parola fascismo non c’è, se non per dire, solo una volta, che c’è chi la usa a sproposito. 4 piccole bugie in due righe? Sarei portato ad escluderle. Un po’ troppa foga? Forse.
analisi impeccabile.. mi azzardo a prevedere che se il centro destra non conquista una maggioranza inossidabile la soluzione sarà purtroppo una nuova alleanza PD 5stelle
Questo Pd non vuole guardare verso il centro
Premesso il “sornione”, attribuibile al redivivo miracolato, molti dei punti interrogativi presenti nell’articolo (che, peraltro, esprimono posizioni vere) sono la conferma del sempre nostro arrangiato sistema politico proseguito sin dall’unità d’Italia sulla presunzione che si troverà, comunque, una qualche soluzione anche se “adducere inconveniens non est solvere argumentum” ma “pro necessitade” (un posto al sole e sotto gli ombrelloni) “aliqua solvenda res”.
DC e PCI non hanno mai avuto idee proprie. Hanno sempre dovuto avere alleati dal PLI al PSI che gliele fornivano. Se tornate al 1948, si può verificare. ?